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14 febbraio 2014

Dalla Leopolda a Palazzo Chigi

Matteo Renzi ha trasformato la sede del Pd nella saletta vip del Bellagio.
Si è seduto al tavolo, ha fatto all in e adesso si gioca le sue carte.
E le sue fiches.
Che siamo noi.
Ieri solo noi militanti democratici. Da oggi tutti gli italiani.
Non so perchè l'abbia fatto. Ci sono cose che evidentemente non conosciamo (e forse è meglio così) e pezzi del puzzle che mancano.
Vi consiglio però due ottimi post, che mi trovano d'accordo al 100%
Una spiega il perchè di questo scelta e il relativo percorso politico.
L'altra spiega perchè c'è il rischio concretissimo che vada tutto in vacca.
Sono un po' lunghi, ma ne vale la pena.
Buona lettura

20 aprile 2013

C'aveva ragione Tomasi di Lampedusa

Siamo il Paese del gattopardo.
Quello che vuole cambiare tutto, che vuole il bene comune, lo tsunami, la democrazia diretta, i tacchini sui tetti e i giaguari smacchiati.
E si ritrova un Napolitano bis e Amato a Palazzo Chigi.
Un incubo.
Vergogna. Tutti quanti.  

11 aprile 2013

Totonomi e totoproblemi

L'Espresso pubblica il centoventesimo totonomi riguardante la corsa al Quirinale.
Il dato politico mi sembra chiaro, talmente chiaro che anche un cieco capirebbe che l'ora dei tête-à-tête con B. è finita da un pezzo.
A margine di questa discussione, le polemiche Renzi-Bersani, le gite fuori porta e le occupazioni dei grillini, B. che propone Bersani per il dopo Napolitano e altre amenità del genere. 
Tutte notizie interessantissime, che riempiono le pagine dei giornali e le bocche degli opinionisti.
Però, anche se rischio di passare per qualunquista, mi piacerebbe che in prima pagina ci finissero i crediti delle PA che lo Stato non riesce neanche a quantificare, il debito pubblico che batte ogni record e divente il più alto degli ultimi 80 anni, una pressione fiscale pazzesca e una disoccupazione giovanile che mortifica ogni speranza nel futuro.
Giusto per ridare spazio e dignità alle priorità vere.
E magari anche per non dare ragione a Bill Emmott, che ieri mi ha tolto il fiato.

26 marzo 2013

Primum, vivere

Oggi Francesco Costa pubblica un pezzo molto duro nei confronti di Bersani, bollando i suoi tentativi per far nascere un governo come una "strategia della perdita di tempo".
Io non sarei così tranchant.
O per lo meno, partirei dal presupposto che non ci sono tante altre alternative a quello che Bersani sta provando a fare in queste ore: provare a strappare la fiducia al Senato per poi incalzare le forze politiche in Parlamento, provvediamento dopo provvedimento.
La situazione impone una scelta del genere, sia perchè ci sono delle scadenze (vedi IMU, Tares, Irpef) che non possono essere affronatate senza ammortizzatori sociali e senza un governo che dia delle indicazioni. Son cose serie, che interessano tutti noi e che valgono, secondo le stime, una ventina abbondante di miliardi di euro. Come se non bastasse, c'è tutta la partita istituzionale legata all'elezione del nuovo presidente della Repubblica, che inizierà non prima del 20 aprile e credo si protrarrà fino a metà maggio. Solo il successore di Napolitano potrà sciogliere le Camere e indire, nel caso, nuove elezioni.
In mezzo a queste esigenze pratiche, c'è anche quella politica, legittima, del Pd e del centrosinistra. E cioè di non regalare a Grillo altro terreno e a Berlusconi il ruolo di salvatore della patria.
Situazione incasinatissima, resa ancora più grave dal fatto che due delle tre minoranze/maggioranze continuano a disinteressarsi di tutto quanto scritto sopra, continuando nella loro personalissima campagna elettorale. Per la serie, tanto peggio, tanto meglio.
Con un quadro del genere, pensare di non fare il governo e tornare subito al voto quindi è da matti. Non credo quindi che Bersani stia perdendo tempo. Sicuramente se lo sta "prendendo", ed è indubbio, ma lo fa solo per aumentare le chance di far nascere il governo.
E ci son segnali che dicono che la cosa non è poi così impossibile come sembra.
Non sarà un governo lungo, ma potrebbe comunque fare delle cose importanti prima dell'inevitabile ritorno al voto.
Un passo alla volta insomma.
Perchè come diceva Aristotele, per filosofare, prima bisogna essere vivi.



 

22 marzo 2013

Al Senato parte l'operazione stampella

Napolitano ha convocato Bersani, alle 17, al Quirinale.

Dieci senatori, provenienti da Pdl, Lega e Mpa, hanno costituito a Palazzo Madama il gruppo parlamentare "Grandi autonomie e libertà". Si tratta di Mario Ferrara (capogruppo), Gian Marco Centinaio, Jonny Crosio, Giuseppe Compagnone, Antonio Scavone, Giovanni Mauro, Giovanni Bilardi, Laura Bianconi, Luigi Compagna, Lucio Barani. I gruppi al Senato salgono così a otto: PD, PdL, MoVimento 5 Stelle, Scelta Civica, Lega, Per le Autonomie-Psi, Gruppo Misto e il neonato Gal.
(fonte: termometropolitico.it)

Noi però non ci cascheremo.
Vero?

4 marzo 2013

L'ipotesi governissimo

Si sta facendo largo in queste ultime ore, in maniera sempre più insistente.
Ne hanno scritto Ferruccio De Bortoli ed Eugenio Scalfari e pare sia l'ipotesi caldeggiata anche dal presidente Napolitano. 
Il motivo? Rifare la legge elettorale, fare una legge sul conflitto d'interessi, una sui costi della politica e poi tornare a votare.
Volendo solo fare il "tifoso", mi vien da dire che se questa ipotesi diventasse realtà, il Pd chiuderebbe baracca e burattini. Anche giustamente.
Ma visto che in gioco c'è soprattutto il futuro di tutti noi, mi vien difficile credere che un governo fatto dagli stessi che in questi vent'anni han bloccato sul nascere qualsiasi tentativo di riforma della politica possano, in sei mesi, mettersi d'accordo sul da farsi.
Ultima cosa.
Poi magari mi sbaglio, o mi ricordo male, ma quando Monti è andato a Palazzo Chigi non doveva proprio fare queste cose qui? E ci è riuscito?
Ecco.
 

14 gennaio 2013

Tanti Casini e un domanda

La notizia è di ieri, ma a quanto ho visto fino ad ora non è stata rilanciata moltissimo.
L'Udc ha presentato le sue liste per le politiche di fine febbraio, mettendo al secondo posto per la Camera in Emilia Romagna Silvia Noè, mentre in Friuli-Venezia-Giulia tra i probabili prossimi deputati troviamo Fabrizio Anzolini.
E chi sono questi due? Noè è la cognata di Casini mentre Anzolini è il fidanzato della figlia, Maria Carolina.
Mi sa che, mai come questa volta, Pierferdi ha proprio ragione: "io centro". Lo so, lo so, e adesso ho le prove. Ora capisco anche le tante battaglie portate avanti in difesa della famiglia. Peccato non aver specificato prima che si trattasse della sua.
Al netto delle polemiche e dell'indignazione, questa vicenda mi spinge a farmi, un'altra volta, una domanda a cui non sono ancora riuscito a dare una risposta. Ma alla fine, Monti, quello superpartes, quello della meritocrazia e del rigore, quello che doveva prendere il posto di Napolitano, quello che la sa sempre più lunga di tutti, perchè ha fatto una lista sua? Ma soprattutto, perchè si é alleato con questi qui?