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22 febbraio 2013

Sapete per chi voto, vi spiego anche il perchè

Oggi finisce la campagna elettorale. Una legge vecchia non so quanti anni (che andrebbe decisamente rivista) impone il silenzio "riflessivo" di un giorno che, come sempre, non sarà rispettato e che comunque non servirà a far cambiare idea a chi ha già deciso o a convincere i tanti indecisi.
Sapete benissimo cosa voterò, ma visto che continuo a ricevere (e mi fa molto piacere) tante mail o sms che mi chiedono un parere o una delucidazione, metto nero su bianco un po' di cose sul perchè voterò il Pd e sul perchè credo sarebbe bene se la maggioranza degli italiani facesse lo stesso.
Per me, ci son tre livelli: uno pratico, l'altro civile, il terzo politico.
Sul piano "pratico", mi convincono le proposte sul fisco e sul recupero dell'evasione. Meno contanti, meno nero, introduzione della fiscal card (che tra l'altro abbiamo già...avete presente la tessera sanitaria no?), abbassamento della soglia dei pagamenti non tracciabili. Perchè non è vero che i soldi in Italia non ci sono. Ci sono eccome, basta solo andarli a prendere.
Mi convincono, e molto, le proposte sul rilancio dell'economia investendo sulla green economy e sullo sviluppo della banda larga (le vera grande opera che serve all'Italia). Finalmente un investimento serio sul futuro.  
Da amministratore di un piccolo comune poi, sono contento dell'impegno preso da Bersani per allentare il patto di stabilità per quanto riguarda gli investimenti dei comuni. Un modo per monitorare la spesa senza rinunciare ai tanti piccoli lavori che sono l'anima dell'economia locale.
Ottima anche la proposta di abolire l'Imu fino a 500 euro di imposta, in modo da tutelare chi ha meno e far pagare un po' di più a chi ha molto di più.
Spero infine sia praticabile il taglio degli investimenti sulle spese militari a favore delle scuole e degli ospedali e che si trasformi in legge la proposta di adeguare lo stipendio dei parlamentari a quello di un sindaco di una grande città. Abbiamo bisogno di un po' di criterio nello spendere i soldi pubblici. 
Sul piano civile, non vedo l'ora di stappare le bottiglie che ho in fresco il giorno in cui il Parlamento approverà le unioni civili come nei paesi civili, il diritto di cittadinanza per i figli degli stranieri che sono nati in Italia e per gli stranieri che vivono e lavorano e pagano le tasse in Italia da anni, una legge contro l'omofobia e il femminicido e l'abolizione della legge 40 (come ci chiede l'Europa).
Non vedo l'ora che l'Italia torni ad essere un grande paese europeo, perchè l'Europa è la nostra casa, il nostro orizzonte, il nostro futuro.
Il piano politico è quello che tiene insieme i precedenti due. Perchè la crisi la sia batte non solo con una società più "ricca", ma soprattutto con una società più giusta. Perchè lo sviluppo economico deve essere accompagnato da quello sociale, culturale, civile e morale. Perchè dobbiamo lavorare per un'Italia nuova, più aperta e più inclusiva. L'unico partito che può tenere insieme queste cose è renderle possibili è il Pd e la scelta di fare le primarie sia per la scelta del candidato premier, sia per i parlamentari nè è la conferma.
Nella Prossima Italia non ci saranno uomini soli al comando, ma un nuovo impegno collettivo, un rinnovato senso di responsabilità. Non basterà più andare in piazza a sbraitare (e ridere sotto il palco), o promettere la luna sperando che qualcuno ci caschi (e qualcuno ci casca sempre).
Basta slogan, basta ricette facili, basta far decidere ad altri. Le chiacchiere staranno a zero.
Ci vorrà l'impegno e l'aiuto di tutti. Sarà una vera rivoluzione.
Non vedo l'ora, perchè non se ne può veramente più.

    

19 febbraio 2013

Cercate un'altra scusa

Perchè quella di dire "non voto il centrosinistra perchè tanto poi si allea con Monti" ha stufato, non vuol dire niente ed è un controsenso.
Come avevo già scritto qui, non sono un fan del voto utile, ma concorrere all'insufficienza numerica del centrosinistra al Senato, salvo poi (già me lo immagino...) accusare Bersani e Vendola di fare un accordo post elettorale con Monti semplicemente non ha senso.
Vi interessa il centrosinistra ma non volete che il Pd e Sel si accordino con Monti? Votateli. Non c'è altro modo.
Poi ci sarebbe da fare una bella riflessione sul fatto che la politica non si esaurisce con il voto, ma che deve essere innanzitutto partecipazione continua e diffusa. Non vi piace il Pd per come è adesso? Iscrivetevi e dateci una mano a cambiarlo (a ottobre c'è il congresso, tra l'altro). E non vale la scusa che "tanto non cambia mai niente" perchè le primarie han dimostrato che non è così. 
Se il problema invece sono "le cose da fare", vi consiglio questo puntualissimo post scritto qualche giorno fa da Pippo Civati. Impegni concreti, messi nero su bianco da chi ci sarà, nel prossimo Parlamento, e garantirà impegno e trasparenza.

17 febbraio 2013

Ormai ci siamo

Abbiamo ancora cinque giorni molto intensi di campagna elettorale. 
La Piazza del Duomo di oggi fa ben sperare.
La presenza di Prodi poi, da un lato emoziona, dall'altro responsabilizza.
Se tutto va come deve andare, a sto giro, per favore, non facciamo cazzate.  

16 febbraio 2013

#lanostraparte

L'abbiamo fatta oggi e la faremo ancora nei prossimi giorni (mercoledì per esempio saremo al mercato, ancora per "attaccar bottone") anche perchè stare in piazza ci piace.
C'è da discutere, spiegare cosa si vuol fare da lunedì prossimo in poi e impegnarsi perchè il centrosinistra costruisca davvero l'Italia giusta. C'è tanta incazzatura ma anche tanta speranza e voglia di cambiamento, anche nella lontana e travagliata Valsusa.    
Anche per questo, le iniziative di campagna elettorale proseguono. Domani, alle 10, al dopolavoro ferroviario di Bussoleno, arriverà Cesare Damiano a parlar di lavoro e di welfare mentre lunedì a Giaveno, dalle 18.30, è stato organizzato un apericena con alcuni candidati del Pd e di Sel.

10 febbraio 2013

Io la butto lì

Pd tra il 28 e il 30.
Movimento 5 Stelle secondo partito, vicino al 20, poco sotto o poco sopra (io credo la seconda).
Pdl, Lega e tutti gli uomini del deficiente intorno al 25/27, con il partito di mister B. al 16/18.
Monti and co. oscillanti. Se gli va bene intorno al 15, se gli va male poco sopra il 10.  
Sel appena sopra il 4, Ingroia appena sotto il 4.
Bene Giannino, che magari al 4 arriva anche lui.
A naso (ma soprattutto a "orecchio") secondo me va a finir così.
E poi ci sarà da ridere.

 
 

24 gennaio 2013

Tutti i candidati piemontesi al Senato

Ed ecco i nomi dei futuri senatori.
Anche qui, due numeri giusto per farsi un'idea. Il Pd dovrebbe eleggere 11 o 12 senatori, il Pdl 3 o 4, 2 o 3 al Movimento 5 Stelle e a Sel, 1 o 2 alla lista Monti, 0 a tutti gli altri.
Un'indicazione, sulla scheda non troverete i simboli dell'Udc e di Fli perchè i due partiti hanno fatto confluire i loro candidati all'interno della lista "Con Monti per l'Italia".
Comunque, per essere sempre aggiornati su come potrebbe andare a finire, vi consiglio di seguire il senatometro, che è interessante e anche divertente.

Partito Democratico: Ignazio Marino, Stefano Lepri, Vannino Chiti, Daniele Borioli, Elena Ferrara, Elena Fissore, Nicoletta Favero, Nerina Dirindin, Patrizia Manassero, Magda Zanoni, Stefano Esposito, Mauro Marino, Federico Fornaro, Magda Negri, Gioachino Cuntro', Paola Berzano, Giorgio Ferrero, Umberto Perna, Anna Urban, Giorgio Giani, Cristina Mazzoni.

Sinistra, Ecologia e Libertà: Cerutti Monica, Acciarini Maria Chiara, Accalai Giuseppe, Bonardo Vanda, Spinelli Luigi, Omar Suad, De Ruggiero Nicola, Casella Michela, Barbetta Ezio, Castellano Marina, Canal Giorgio, Albertini Giovanna, Berardo Livio, Bevione Adriana, Catapano Antonio Nicolangelo, Fazzari Anna Maria, Sacco Angelo, Castro Maria De Los Angeles, Filoni Antonio,  Lodato Gioacchino (detto Nuccio), Liuni Matteo, Scoffone Piergiorgio.

Con Monti per l'Italia: Andrea Olivero, Gianluca Susta, Gianluigi Magri, Piero Garrione, Antonio Pedrazzoli, Pierangelo Cumino, Francesco Barbavara, Enrico Pollo, Simone Mainardi, Carlo Lingua, Loredana Annaloro, Roberto Cerutti, Lorenzo Giannasso, Gavino Redento Olmeo, Maria Chiara Zanetti, Maria Cristina Cossu, Silvia Zanardi, Stefania Gianotti, Valter Valle, Stefano Ferrari, Gaetano Ragonesi, Saverio Dellipaoli.

Lega Nord: Tremonti Giulio, Davico Michelino, Pastore Maria Piera, Fogliato Sebastiano, Togni Renato Walter, Arnoldi Isabella, Filiberti Giuseppe, Gobetti Paola, Tonasso Paolo, Severino Marcella, Vendemia Bruno, Pianasso Cesare, Miletto Bernardo, Frugeri Corrado, Vallino Riccardo, Protopapa Marco, Sonego Maria Grazia, Mosca Michele, Camoriano Pier Carla, Maffei Maurizio, Maso Adriana, Chiesa Giuliana.

Il Popolo delle Libertà: Silvio Berlusconi, Lucio Malan, Manuela Repetti, Maria Rizzotti, Andrea Fluttero, Daniela Ruffino, Lorenzo Piccioni, Lorenzo Leardi, Sebastiano Gallina, Francesco Graglia, Davide Gregorio Balena, Paolo Ferrero, Carla Biscuola, Daniela Contin, Marzia Vincenzi, Magda Verazzi, Caterina Giachino, Pietro Calonico, Giovanna Zetti, Giuseppe Reitano, Tommaso Alberto Maria Richetti, Achille Goitre.

Fratelli d'Italia: Guido Crosetto, Valerio Cattaneo, Barbara Bonino, Alessandro Pippione, Marco Botta, Sergio Ebarnabo, William Casoni, Massimiliano Motta, Daniele Andretta, Mauro Buzio, Lorenzo Tosco, Paolo Ricagno, Roberto Vaglio, Maria Lorenzone, Giuseppe Arlotta, Aniello Carotenuto, Antonietta Mirra, Livia Caldesi, Matteo Pagliano, Leo Spataro, Amedeo Vuono, Giacomo Costanzo.

Movimento 5 Stelle: Elezioni 2013, candidati al Senato del Movimento 5 Stelle in Piemonte
Marco Scibona, Carlo Martelli, Alberto Airola, Fabrizio Ghirardi, Daniela Albano, Mauro Willem Campo, Cinzia Carlevaris, Simona Barbero, Anna Friscia, Monica Corsini, Michele Santarella, Fabrizio Gallo, Claudio Borsello, Gabriella Ieropoli, Pierluigi Mandrini, Fabrizio Peritz, Roberto Merotto, Paolo Canazza, Stefano Maule, Vincenzo Lombardo, Glauco Fontanone, Gianfranco Bussone.

Rivoluzione Civile - Ingroia: Nilo Durbiano, Alberto Egidio Maria Luigi Pasta, Carla Nespolo, Domenica Milanesio, Pierluigi Maria Garelli detto "Gigi", Barbara Pietrobon, Nadia Pastorino, Pietro Milazzo, Paolo Caruso, Lucia Rizzini, Claudio Maulini, Laura Orsucci, Sergio Castagna, Claudio Cesaroni, Saragnese Luigi, Iemma Iulia.

23 gennaio 2013

Gli aspiranti deputati del Piemonte 1

Lunedì alle 20 è scaduto il termine per presentare le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche.
Qui sotto trovate l'elenco dei candidati alla Camera dei partiti maggiori nella circoscrizione Piemonte 1 (la sola provincia di Torino).

Tenete conto che, secondo i sondaggi più recenti, il Pd risulterebbe il partito più votato, eleggendo così 11/12 deputati. Seguono il Pdl con 4/5, Sel, la Lega Nord, l'Udc, la Lista Monti e il Movimento 5 Stelle 1/3, gli altri 0 spaccato.

Camera dei Deputati, circoscrizione Piemonte 1

Il Popolo della Libertà:
Angelino Alfano, Daniele Capezzone, Annagrazia Calabria, Gilberto Pichetto Fratin, Bartolomeo Giachino, Osvaldo Napoli, Daniele Cantore, Maurizio Leo, Margherita Boniver, Andrea Tronzano, Carluccio Giacometto, Salvatore Parisi, Diego Borla, Agostino Bottano, Ettore Puglisi, Benedetto Nicotra, Giulia Gioda, Roberto Rosso, Enrico Reghini Di Pontremoli, Irene Vercellini, Sandro Geromin, Stefano Polastri e Marilena Bauducco.

Lega Nord Padania-Lista Lavoro e Libertà:
Roberto Cota, Stefano Allasia, Davide Cavallotto, Valter Marin, Roberta Ferrero, Claudio Broglio, Monica Camoletto, Diego Lucco, Arturo Calligaro, Dina Maria Benna, Paolo Moglia, Simona Bianco, Barbara Cerato, Domenico Morra, Giancarlo Balbo, Carmelo Bruno, Livio Fenoglio, Giuliano Carletti, Cinzia Raviola, Lucia Bellucco, Gian Luigi Giacomo Cernusco, Margherita Cacciotto e Paolo Casalegno.

Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale:
Giorgia Meloni, Agostino Ghiglia, Fabrizio Comba, Augusta Montaruli, Roberto Ravello, Maurizio Marrone, Paola Ambrogio, Luca Federico Martinat, Giovanni Genovesio, Valerio Gianni Calosso, Giovanni Ravalli, Roberto Borgis, Enzo Falbo, Alessandro Cammarata, Vincenzo Rignanese, Luigi Sodano, Marco Frola, Rosario Scafidi, Viorel Vigna, Gabriele Piovano, Alessandra Sardo, Gianluca Blandino e Franco Dall’Aglio.

Partito Democratico:
Cesare Damiano, Paola Bragantini, Giacomo Antonio Portas, Francesca Bonomo, Edoardo Patriarca, Anna Rossomando, Andrea Giorgis, Antonio Boccuzzi, Silvia Fregolent, Umberto D’Ottavio, Davide Mattiello, Roberto Tricarico, Silverio Benedetto, Stefano Lo Russo, Maria Grazia Grippo, Pietro Marcenaro, Fabrizio Morri, Elisabetta Ballurio Teit, Pino Capozzi, Annunziata Pepe, Giorgio Gozzellino, Tiziana Scullino e Maurizia Bertoncino.

Sinistra, Ecologia e Libertà:
Giorgio Airaudo, Celestina Costantino, Michele Curto, Carla Mattioli, Marco Grimaldi, Francesca Valeria Gruppi, Alessandro Valente, Nicoletta Paola Cerrato, Mariella Balbo, Valeria Torazza, Antonietta Carpinelli, Giovanni Caponetto, Margherita Paoletta, Loredana Marano, Simone Baglivo, Santho Iorio, Rosella Panzironi, Giovanni Calissi, Alberto Gianluigi Re, Enrico Lingua, Gaspare Di Ruocco, Michele Amore e Valentina Criveller.

Scelta Civica-Con Monti per l’Italia:
Paolo Vitelli, Giovanni Monchiero, Maurizio Baradello, Ernesto Auci, Domenico Piano, Tommaso Panero, Alfonso Badini Confalonieri, Paola Cantamessa, Davide Mosso, Giovanni Zanetti, Gianni Arolfo, Ivan Gasco, Genny Quercia, Barbara Timon, Marco Crivellari, Cristina Franchino, Claudia Valli, Maurizio Bortolotto, Rosanna Venco, Franco Cirelli, Giorgio Salamano, Giampiero De Martinis e Gianrocco Dileo.

Unione dei Democratici Cristiani e di Centro:
Ferdinando Adornato, Marco Calgaro, Marco Balagna, Loredana Devietti Goggia, Giorgio Montabone, Umberto Demarchi, Giorgio Chiesa, Paola Antonetto, Laura Cargnino, Luca Geninatti Satè, Giovanna Massaro, Mauro Esposito, Demis Luca Donzino, Luca Guastini, Luigino Sedran, Anna De Luca, Mario Incardona, Fulvio Roattino, Giuseppe Roberti, Iole Avidano, Maurizio Versaci, Antonino Patuano e Amedeo Pascale.

Futuro e Libertà per l’Italia:
Gianfranco Fini, Deodato Scanderebech, Antonio Pitassi, Maria Sebastiana Ardito, Claudio Brero, Walter Murgiano, Massimiliano Scotta, Felice Sergi, Gabriella Balma, Dafne Fornaro, Barbara Castellani, Miachele Iannetti, Michele Iorfino, Riccardo Boggio Marzet, Daniela Piu, Giovanna Giordano, Paolo Caudana, Francesca Maria Guido, Alessandra Rosso, Marco Alfano, Angela Duca, Francesca Tonon e Franco Graziani.

MoVimento 5 Stelle:
Luara Castelli, Silvia Chimienti, Eleonora Bechis, Ivan Della Valle, Natale Di Santo, Daniela Di Virgilio, Andrea Gianoglio, Margherita Cardone, Patrizia Battagliotti, Valeria Picca, Roberto Ricci, Alberto Unia, Federico Valetti, Mirco Calmistro, Xavier Bellanca, Sergio Lorenzo Grosso, Mauro Dante Doppioni, Davide Falli, Yari Latini Corazzini, Franco Vilardo, Alessandro Giustetti, Salvatore Arduino, Turri Alberto e Gianpoalo Caruso.

Rivoluzione Civile:
Antonio Ingroia, Franco La Torre, Paolo Ferrero, Fabio Giambrone, Roberto Lamacchia, Vincenzo Chieppa, Avernino Di Croce, Antonio Pappalardo, Fabio Finiguerra, Cadigia Ester Perini, Diletta Berardinelli, Marica Guazzora, Diego Maria Poggi, Renato Dutto, Daniela Alfonzi, Alberto Loi Carta, Luigi Dolce, Anna Zullo, Maria Gesuina Manzoni, Andrea Tamiso e Orazio Munafò.

9 gennaio 2013

Le liste del Pd

Ieri la direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato le liste elettorali per le politiche del 24-25 febbraio.
Qui trovate l'elenco dei candidati alla Camera.
Qui quello dei candidati al Senato.
Tanti giovani, tante donne (circa il 40%), tanti volti nuovi.
Qualche riflessione a ruota libera.
Mi dispiace molto per Daniele Viotti, che non è stato inserito nel listino. L'appello online fatto circolare qualche giorno fa ha raccolto più di 1.300 adesioni, ma la direzione nazionale non ha trovato spazio per Daniele. Un peccato. Il mondo LGBT comunque non sarà senza rappresentanza. Sarà infatti ricandidata Anna Paola Concia, bravissima parlamentare uscente, ed entrerà in parlamento per la prima volta Ivan Scalfarotto, vice presidente del partito.
Mi dispiace tanto, tantissimo, anche per Andrea Sarubbi. A mio avviso è stato uno dei deputati più attivi, presenti e capaci della legislatura appena terminata. Ha messo al centro del dibattito il tema del diritto di cittadinanza per gli stranieri, facendo una battaglia di civiltà che ha minato 20 anni di razzismo leghista. Per lui nessuna riconferma. Paga probabilmente il fatto di non essersi "schierato" nettamente alle primarie di novembre. La sua mancata riconferma più che un peccato mi sembra un grave errore.
Curioso il caso di Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici. L'associazione giovanile aveva chiesto al partito di impegnarsi per scegliere i parlamentari con le primarie. Una volta che questa scelta è stata fatta, il segretario nazionale dei Gd si è fatto candidare dal nazionale senza fare le primarie. Mah...
Ottimo invece Giuseppe Civati. Anche lui le primarie le ha sempre chieste, però una volta ottenute si è anche misurato. Risultato: 66% in Brianza, 88% a Monza. Robe bulgare. Pippo è stato inserito al sesto posto il Lombardia 1. Lo volevo capolista, ma hanno messo un certo Pierluigi Bersani...vabbè, oggi Pigi ha preso il posto a Pippo, fra qualche mese sarà il contrario.
Buone notizie anche per Antonio Boccuzzi, inserito all'ottavo posto qui da noi, in Piemonte 1. Una riconferma guadagnata sul campo. Una candidatura importante per la rappresentanza del mondo operaio. 
Rimanendo in casa nostra, sono contento per Silvia Fregolent e Umberto D'Ottavio, inseriti rispettivamente al nono e al decimo posto sempre in Piemonte 1 (dietro Boccuzzi insomma). Dovrebbero farcela tutti e due e, avendoli votati, la cosa mi piace parecchio. A Roma avremo due persone che sapranno cosa dire quando si parlerà di green economy e di scuola.
Non mi piace per niente invece la candidatura paracadutata di Edo Petrarca al numero 5. Un posto sicuro per l'ideatore del Family Day, proprio a Torino, una delle città più aperte e tolleranti d'Italia, mi sembra una sciocchezza.
Ultima news, in lista, voluto da Roma, troviamo anche Davide Mattiello, presidente di "Benvenuti in Italia" e uno dei responsabili di Libera. Dopo Curto in Sel, anche il Pd ha il suo candidato "don ciottiano". Ormai una quota fissa nella politica torinese... 
    

8 gennaio 2013

Si scrive Lombardia, si legge Ohio

Secondo un sondaggio di Renato Mannheimer pubblicato l’altro ieri dal Corriere della Sera, la coalizione di centrosinistra è stimata intorno del 40%, col Pd tra il 32 e il 33 e il resto diviso tra Sel, Psi e Centro Democratico di Tabacci e Donadi (che in un paese normale sarebbero entrati nel Pd invece di fare l’ennesimo inutile micropartitino che poi si allea col Pd…vabbè).  
Pd primo partito, centrosinistra vincente, tutto bene madama la marchesa. E invece no, perché proprio da Madama (Palazzo) potrebbero arrivare brutte sorprese, come fa capire bene una tabella pubblicata ieri da Claudio Cerasa su Il Foglio. Il premio di maggioranza per il Senato, infatti, viene attribuito su base regionale. Ne vien fuori una roba tipo le elezioni americane, dove alcune regioni sono date per sicure e altre “in bilico” e dove, in soldoni, si capisce già oggi che la tenuta del prossimo governo sarà definita dalle scelte degli elettori veneti, siciliani ma soprattutto lombardi.
La regione che eleggerà il maggior numero di senatori è proprio la Lombardia, che ancora una volta si rivela strategica non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche politico. Vincere in Lombardia vorrebbe dire avere una discreta maggioranza al Senato e poter governare con relativa tranquillità. Perdere in Lombardia ci consegnerebbe un Prodi 2006-bis. Chiudete gli occhi e ripensateci un attimo. Ci siamo capiti no? 
Il grosso della partita si gioca in una regione dove il centrodestra è stato forte ma da dove, con l’elezione di Pisapia, è iniziata una stagione carica di speranza. La Lombardia come l’Ohio, Milano come Columbus. Sarà comunque difficile, difficilissimo, ma credo che non sia una mission impossible (come spiega questo interessantissimo “senatometro”).
A mio modo di vedere la differenza la possono fare i candidati territoriali che si son messi in gioco con le primarie, a patto che il partito faccia delle scelte sensate nella composizione delle liste (a questo proposito, è preoccupante il caso del segretario regionale Maurizio Martina che si potrebbe ritrovare capolista senza aver partecipato alle primarie).
Io la butto lì. C’è un ragazzo di Monza che in Brianza ha preso il oltre 66% dei voti, che sta lavorando da anni per un Pd più aperto e moderno, che prende voti ogni volta che si muove e che potrebbe rappresentare al meglio questa voglia di cambiamento. Si chiama Giuseppe Civati. Non ha l’età per essere candidato al Senato, ma se il partito lo mettesse capolista alla Camera, concordando insieme un nome lombardo autorevole e capace per il Senato, si potrebbe costruire un ticket molto interessante e, credo, elettoralmente vincente.    
Sarebbe una scelta che metterebbe da parte i giochi di partito rimettendo in primo piano non solo il Pd lombardo, ma soprattutto quell’idea di centrosinistra di cui parlavo prima.
La direzione nazionale decide oggi. Vediamo cosa ne viene fuori.