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25 marzo 2015

1992: una riflessione

Ieri sera ho visto i primi due episodi di "1992", la serie di Sky dedicata a Tangentopoli. Il taglio che è stato dato è molto spettacolare e in alcuni tratti un po' sopra le righe (è una fiction del resto). Una sorta di "grande bellezza" senza lustrini, paillettes e champagne.
Emerge però una cosa, forse per la prima volta in maniera così evidente. Che se il sistema era malato, e lo era, la colpa era di tutti. Dei corrotti innanzitutto, che non hanno servito la Repubblica "con disciplina e onore", come recita la Costituzione. Dei corruttori, che hanno creduto non nel loro lavoro ma nel loro arricchimento, investendo in tangenti invece che nelle loro aziende mandandole all'aria.
Di un Paese, il nostro, molto cattivo e molto spregiudicato a cui, in fondo, andava bene così. Come scrive Feltri in un pezzo molto bello, uscito ieri: "non è la storia di Mani pulite ma la storia di Tangentopoli, e cioè non è la storia del drappello di pm bensì la storia di come eravamo, noi abitanti della città delle mazzette".
La prima fiction su quegli anni, che io ricordo a malapena come un rumore di fondo nel tg della sera, mentre mangiavamo cena, mi fa riflettere su due cose: la prima è che, passati più di vent'anni, quei mesi così intensi si stanno storicizzando. C'è quindi la possibilità di iniziare a riflettere su quello che è accaduto con un po' meno pathos, un po' più di distacco e di oggettività, comprendendo cosa è successo ma soprattutto, e qui la seconda riflessione, cosa ha generato la caduta della Prima Repubblica: non la rinvicita dei giusti, ma l'assalto alla diligenza da parte dei peggio burocrati, politici, affaristi e feccendieri, incarnati e degnamente rappresentati da un uomo solo.   

21 gennaio 2014

Sulla legge elettorale

Volevo scrivere un post, per dirvi cosa penso e magari, scrivendo, capirlo meglio anche io.
Due amici, Dino Amenduni e Pippo Civati, mi han preceduto.
Il primo ha scritto questa bella riflessione, il secondo ha parlato ieri in direzione nazionale.
Alla fine la penso come loro.
Che è consolante per quel che riguarda la sintonia con persone intelligenti e con cui ho condiviso un percorso.
Un po' meno per quel che ci aspetta.

P.s. per i patiti di sondaggi, simulazioni, previsioni del futuro in genere, qui trovate un'interessante analisi di youtrend su come sarebbero andate e su come potrebbero andare le elezioni con questo sistema elettorale (che è ancora in là
da venire).
  
  

19 gennaio 2014

Profonda sintonia

Tutti noi siamo in "profonda sintonia" con qualcosa.
Raramente però, lo siamo al 100% su quello che è altro da noi.
Quindi, anche nel dibattito post incontro Renzi-Berlusconi, sarebbe il caso di evitare le battute e gli schermi e provare a capire cosa sta capitando. Perchè non è vero che è stato resuscitato mister B., e non è vero che torna di moda il claim PDL e PD meno L.
E' vero invece che sta capitando qualcosa di importante.
Capita che Renzi è in profonda sintonia con la base del PD (basta vedere i numeri delle primarie) e sta facendo quello che la base del suo partito gli ha chiesto. Sta provando a fare il PD.
Capita allora che per fare le cose se non si hanno i numeri, bisogna fare gli accordi, vedersi, fare proposte, confrontarsi.
E' anche capitato che Renzi, prima di incontrare Berlusconi (che, se non mi sbaglio, ahinoi è il leader del terzo partito rappresentato alla Camera), aveva fatto un bell'assist a Grillo (a proposito di condannati in via definitiva), chiedendogli #beppefirmaqui e cambiamo l'Italia. Era il 15 dicembre. Non è successo nulla.
Capita che se la legge elettorale è una priorita, è arrivato il momento di farne una nuova, se no non si capirebbero i 34 appelli al giorno, puntualmente seguiti dal vuoto pneumatico. 
Renzi si è messo a fare il segretario, velocizzando i tempi della politica in maniera pazzesca, mettendo spalle al muro compagni di partito che gli fanno la guerra e avversari.
Sta provando a fare le cose, a ribaltare un sistema politico che in vent'anni non ha fatto quasi nulla.   
Sta giocando pesante, Renzi, e lo scivolone linguistico di ieri (profonda sintonia...) dimostra che è anche un po' teso. E ti credo! 
L'unico che ha capito tutto questo? Il solito mister B.
A cui non frega nulla di andare al Nazzareno col cappello in mano, perchè sa che quello sta diventando il luogo dove si prendono le decisioni. Figurarsi se si preoccupa per così poco uno che voleva far cadere il governo e quando si è accorto che non aveva i numeri, in aula!, ha fatto retromarcia.
Tralascio poi il tema "governo". Semplicemente perchè dire di dover fare una nuova legge elettorale partendo da chi attualmente è al governo per me non è un argomento. Punto. 
Sono entusiasta che mister B. sia andato per due ore nella sede del PD? No, nessuno lo è.
Ma non sono stato entusiasta di vivere nell'Italia berlusconiana di questi ultimi vent'anni. E mi ha fatto letteralmente schifo che il mio partito abbia fatto due governi (non uno, due!) con Berlusconi e la sua banda, senza riuscire a portare a casa nulla, se non l'abolizione dell'IMU (che non era una proposta nostra).
Non so se porteremo a casa qualcosa. La proposta che sta venendo fuori non mi convince molto, ma finalmente il PD fa il PD. Gioca all'attacco, detta la linea, si sceglie gli avversari (cosa comunicativamente geniale...) e i temi da affrontare.
Grillo, che non è scemo, non ha ancora detto nulla.
Stefano Fassina dice che ieri si è vergognato.
Anche io mi sono vergognato. Tante volte. Sempre per la linea politica scelta dal PD governato da lui e quelli della sua area, di cui non ricordo un successo che sia uno.
Adesso ce n'è un altro, di PD.
Vediamo che succede.       

3 ottobre 2013

Ma, alla fine, ieri cos'è successo?

Per come l'ho capita io, essenzialmente quattro cose.
La prima. Berlusconi ha preso una discreta nasata, e di questo c'è solo di che esserne contenti. Ha fatto il matto per una settimana, accusando i ministri che non lo volevano saguire di tradimento, salvo poi tradire lui stesso quelli che lo avevano seguito nella sua personale crociata. Una sorta di tragedia greca alle nostre spalle (e sulle nostre tasche). Fosse finita così, ci sarebbe da stare allegri, ma credo che ne vedremo ancora delle belle in questi mesi.
La seconda. I gruppi parlamentari autonomi costituiti dai fuoriusciti del Pdl ieri sembravano certi, oggi invece non si sa se saranno costituiti oppure no. E fa una bella differenza. Perchè se il Pdl rimane "unito", possiamo continuare a sperare che sto governicchio duri il meno possibile. Se invece questi gruppi si costituiscono Berlusconi sarebbe fuori dai giochi, senza numeri per far ballare Letta e senza ministri, ma il governo diventerebbe molto più "politico", reggendosi tutto sull'asse Letta-Alfano, e di conseguenza il suo orizzonte si allungherebbe in maniera preoccupante.
La terza. Grillo e i suoi, ancora una volta, sono stati di una inutilità più unica che rara. Gli otto milioni e passa di italiani che li hanno votati, ringraziano sentitamente.
La quarta, e la più grave. Temo sia finito il bipolarismo. e con lui i suoi protagonisti. Imploso il Pdl per mano di un democristianone come Letta, temo che il Pd rischi di fare la stessa fine se non si dà una linea seria, riconoscibile e autonoma. Per questo il congresso dell'8 dicembre sarà importantissimo. Credo comunque che ne capiremo di più quando s'inizierà a discutere della legge elettorale.
Qualcuno ha commentato che il voto di ieri sanciva la fine della seconda Repubblica. Non lo so. Non faccio previsioni. Più che altro perchè, se così fosse, non mi sembra di essere entrato nella terza ma di essere tornato alla prima.
Anche alla luce di questo, urge ricostruire uno spazio di centrosinistra dove gli elettori si sentono "a casa loro". Una roba al di là del Pd, di Sel e degli altri movimenti e partitini che in questi anni hanno concluso poco. Dopo queste giornate di tattica, speriamo arrivino anche quelle della politica.

30 settembre 2013

Brecht, Montanelli e il fu governo Letta

"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati", diceva Bertolt Brecht.
Lo abbiamo fatto pazientemente in questi mesi di intese larghe, larghissime, che non hanno prodotto niente se non mettere ancora qualche chilometro di distanza tra la politica dei partiti e le persone che questi stessi partiti dovrebbero rappresentare.
Il Parlamento più giovane e rinnovato della storia repubblicana è stato tenuto in ostaggio, nell'ordine, da un vecchio evasore fiscale ed erotomane, da un comico urlante e dal poco coraggio del gruppo dirigente del Pd, la cui colpa più grande rimane quella di non aver saputo vincere delle elezioni che sembravano già vinte, tirandosi dietro tutta una serie di guai e di scelte che stanno tra l'incredibile e il masochismo.
Se crisi dovesse essere, tutti i decreti promulgati in questi mesi dal governo Letta diventerebbero carta buona per i coriandoli. Dalla riforma dei costi della politica all'abolizione delle province, dallo sblocco dei pagamenti per le imprese alla sospensione dell'Imu.
Poche cose, fatte spesso non benissimo, che potrebbero finire nel dimenticatoio con la stessa nonchalance con cui Berlusconi, per la seconda volta in un anno, sta mandando a gambe all'aria un governo di cui fa parte, solo per interessi personali. 
L'unica cosa certa rimane lo scatto al 22% dell'Iva, che sarà in vigore da domani. 
Tutte le altre riforme che dovevano essere fatte subito resteranno nel cassetto. Dalla riforma del mercato del lavoro alla nuova legge elettorale. Vi lascio immaginare con quali conseguenze.
Scene già viste con il governo Monti, che guarda caso era sostenuto (bene o male) dalla stessa maggioranza.
Chi, come me e tanti altri, è sempre stato contrario a questo governo, è stato tacciato di essere un rompiballe, un fighetto e un irresponsabile. Gente che cazzeggiava mentre altri "si sporcavano le mani". Ora che è evidente che tutto questo "sporcarsi" non ha portato a nulla (perchè con certa gente non puoi fare proprio nulla), dovrebbe venirmi da ridere, almeno un po'.
E invece mi tornano in mente le parole d
i Indo Montanelli, che quasi vent'anni fa scrisse: "L'Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione.
E sarà stato inutile avere ragione".    

11 settembre 2013

Mister B. Ancora tu?

Ieri la giunta per le elezioni del Senato ha iniziato i suoi lavori e, dopo la relazione introduttiva del senatore Augello, ha deciso di riaggiornarsi per domani pomeriggio alle 15.
Non l'avesse mai fatto. Dopo pochi minuti è scoppiato un putiferio di comunicati stampa, dichiarazioni, accuse, indignazioni varie, ecc, ecc. Il tema era: bisognava votare subito. E' stato condannato e quindi fuori. Le sentenze si rispettano, siamo in uno stato di diritto.
Sottoscrivo tutto. Tutto giustissimo.
Anzi, ci metto il carico. Visto che siamo in uno stato di diritto, fondato su leggi, regole e regolamenti, sarebbe il caso di rispettare (e magari conoscere, prima di sbraitare) quelle che regolano la vita degli organismi istituzionali. Nessun inciucio, nessun rinvio, nessun accrocchio.
La giunta per le elezioni deve seguire un iter procedurale e lo sta facendo. Tutto qui.
Vi linko qualche pezzo del Post che spiegano bene cosa è capitatocosa capiterà e come funziona questa benedetta giunta.
Ricordo infine che il giudizio della giunta non è vincolante perchè l'ineleggibilità dovrà essere confermata o meno da un voto (segreto) al Senato.
Restano però un paio di considerazioni che mi sento di condividere.
La prima. Anche su questa vicenda, le informazioni che son passate sono state fuorvianti, poco chiare, alcune volte addirittura false. Ripeto, che piaccia o no, ci sono delle regole e dei tempi da rispettare, e chi si erge a difensore delle regole chiedendo che queste vengano accantonate fa un grosso favore ai suoi avversari. Sarebbe come andare a rubare in casa di un ladro, o come un arbitro che dà un rigore che non c'è e poi, per riparare al danno, ne fischia un altro altrettanto inesistente. Non fa giustizia. Fa due errori. Non si ripara ad un torto con un altro torto.
La seconda, forse più triste ancora, è che pare che in questo Paese proprio non ce la si faccia a vivere un giorno senza occuparci di Berlusconi, per il godimento assoluto dei tifosi sfegatati e dei detrattori più accaniti. Ho letto un sacco di commenti di persone che fanno dell'antiberlusconismo la loro unica cifra politica, che hanno le bottiglie in frigo pronte per essere stappate nel caso in cui l'elezione di Berlusconi venga confermata. Sai che godimento! Sarebbe la conferma che han ragione loro, che tutto fa schifo, che tutto è colluso, che tutto e tutti sono uguali, che non cambia mai niente, ecc, ecc. Felici di vivere in un Paese mediocre, che non cambia mai.
Sapete che c'è? A me delle sorti giudiziarie di Berlusconi frega ben poco. Ha fatto danni per i vent'anni passati e credo che ne subiremo le conseguenze per molti anni ancora. La sua condanna ha dimostrato che la giustizia non guarda in faccia a nessuno (viva Dio!) ma non ha automaticamente reso questo Paese migliore di quello che era prima del 30 luglio.
Per renderlo migliore serve un lavoro lunghissimo e difficilissimo fatto di partecipazione e di passione. Del cinismo spacciato per saggezza e della logica del tanto peggio, tanto meglio, non sappiamo proprio che farcene.  







  

7 maggio 2013

Altro che larghe intese

Non la voglio far lunga. Questa storia dell'Imu mi ha stufato. E anche parecchio.
Berlusconi vuole togliere una tassa che lui stesso ha introdotto dopo che, per recuperare due voti, aveva abolito l'Ici nel 2008, mandando in malora i bilanci comunali.
L'Imu vale 4 miliardi di euro, circa la metà delle famiglie italiane non lo paga per via delle detrazioni o perchè, banalmente, non possiede una casa, ma soprattutto, per via degli scaglioni in cui è stato strutturato, va a colpire soprattutto i redditi più alti (forse è per questo che sta tanto a cuore a mister B.?).
Siamo un Paese dove la tassazione reale è del 43%, dove oltre il 35% dei ragazzi tra i 18 e i 30 anni non lavora, dove si son persi, in cinque anni, 8 punti di Pil, dove sta finendo la cassa integrazione in deroga, dove il costo del lavoro è altissimo mentre quello legato alle speculazioni finanziarie bassissimo, dove l'evasione fiscale è una piaga talmente ampia che non si riesce quasi a quantificare, così come non si riescono a quantificare i debiti dello Stato nei confronti delle imprese.
E il problema vero è l'Imu? Ma per piacere...
Fa bene il Pd a tenere fermo il punto dicendo che si può studiare un aggiustamento della tassa ma non la sua abolizione. Rimane il fatto che queste intese, fortunatamente, sono molto più strette di quanto si possa credere e che sarebbe utile tornare a votare il prima possibile.

9 aprile 2013

I Litfiba, Elio e il centrosinistra

La dichiarazione odierna di Bersani su Berlusconi ("mascherina ti conosco") ha un merito: certifica lo status di punto di riferimento culturale dei Litfiba in questa particolare fase storica del centrosinistra.  
Cosa che, per altri motivi e con altri protagonisti, aveva già previsto Elio diversi anni fa.
#ridiamocisu

26 marzo 2013

Primum, vivere

Oggi Francesco Costa pubblica un pezzo molto duro nei confronti di Bersani, bollando i suoi tentativi per far nascere un governo come una "strategia della perdita di tempo".
Io non sarei così tranchant.
O per lo meno, partirei dal presupposto che non ci sono tante altre alternative a quello che Bersani sta provando a fare in queste ore: provare a strappare la fiducia al Senato per poi incalzare le forze politiche in Parlamento, provvediamento dopo provvedimento.
La situazione impone una scelta del genere, sia perchè ci sono delle scadenze (vedi IMU, Tares, Irpef) che non possono essere affronatate senza ammortizzatori sociali e senza un governo che dia delle indicazioni. Son cose serie, che interessano tutti noi e che valgono, secondo le stime, una ventina abbondante di miliardi di euro. Come se non bastasse, c'è tutta la partita istituzionale legata all'elezione del nuovo presidente della Repubblica, che inizierà non prima del 20 aprile e credo si protrarrà fino a metà maggio. Solo il successore di Napolitano potrà sciogliere le Camere e indire, nel caso, nuove elezioni.
In mezzo a queste esigenze pratiche, c'è anche quella politica, legittima, del Pd e del centrosinistra. E cioè di non regalare a Grillo altro terreno e a Berlusconi il ruolo di salvatore della patria.
Situazione incasinatissima, resa ancora più grave dal fatto che due delle tre minoranze/maggioranze continuano a disinteressarsi di tutto quanto scritto sopra, continuando nella loro personalissima campagna elettorale. Per la serie, tanto peggio, tanto meglio.
Con un quadro del genere, pensare di non fare il governo e tornare subito al voto quindi è da matti. Non credo quindi che Bersani stia perdendo tempo. Sicuramente se lo sta "prendendo", ed è indubbio, ma lo fa solo per aumentare le chance di far nascere il governo.
E ci son segnali che dicono che la cosa non è poi così impossibile come sembra.
Non sarà un governo lungo, ma potrebbe comunque fare delle cose importanti prima dell'inevitabile ritorno al voto.
Un passo alla volta insomma.
Perchè come diceva Aristotele, per filosofare, prima bisogna essere vivi.



 

13 marzo 2013

Sarebbe un peccato

La sceneggiata dei parlamentari del Pdl davanti al tribunale di Milano, e il successivo tiro della giacchetta a Napolitano sulla vicenda processuale di mister B., mi ha intristito, scoraggiato e anche un po' disgustato.
In un Paese che affonda, la prima cosa che viene in mente a questi qui è attaccare la magistratura che ha indagato il loro padre-padrone-pagatore.
L'unico fatto positivo è che per la prima volta nella storia della Repubblica abbiamo un Parlamento che, in teoria, potrebbe approvare una serie di provvedimenti in grado di mettere fine al cabaret di questi ultimi vent'anni.
Ovviamente non solo per questo, ma anche per questo, sarebbe un peccato gettare al vento questa opportunità.
  

4 marzo 2013

L'ipotesi governissimo

Si sta facendo largo in queste ultime ore, in maniera sempre più insistente.
Ne hanno scritto Ferruccio De Bortoli ed Eugenio Scalfari e pare sia l'ipotesi caldeggiata anche dal presidente Napolitano. 
Il motivo? Rifare la legge elettorale, fare una legge sul conflitto d'interessi, una sui costi della politica e poi tornare a votare.
Volendo solo fare il "tifoso", mi vien da dire che se questa ipotesi diventasse realtà, il Pd chiuderebbe baracca e burattini. Anche giustamente.
Ma visto che in gioco c'è soprattutto il futuro di tutti noi, mi vien difficile credere che un governo fatto dagli stessi che in questi vent'anni han bloccato sul nascere qualsiasi tentativo di riforma della politica possano, in sei mesi, mettersi d'accordo sul da farsi.
Ultima cosa.
Poi magari mi sbaglio, o mi ricordo male, ma quando Monti è andato a Palazzo Chigi non doveva proprio fare queste cose qui? E ci è riuscito?
Ecco.
 

22 febbraio 2013

Ha ragione Pizzarotti

C'è la stessa aria di Parma.
Dove il Pd vinse al primo turno, il Movimento 5 Stelle arrivò secondo e il centrodestra si sciolse come neve al sole.
Poi al secondo turno l'M5S prese i voti di tutti quelli che ce l'avevano a morte con il centrosinistra (ricordo che Parma era l'unica città emiliana capoluogo di provincia amministrata dal centrodestra) e vinse.
Pizzarotti è il front man della rivoluzione grillina, del nuovo che avanza, della politica libera dalle regole e lo sa benissimo che alle politiche non c'è il doppio turno.
Lo sa, vero?

18 febbraio 2013

Tante risposte, nessuna domanda

Per le prossime elezioni politiche, fissiamo la regola che i confronti tv si fanno "senza se e senza ma"?
Questa cosa tutta italiana che il confronto lo chiede chi è in svantaggio, credendo di recuperare due voti sparandola più grossa che può, è l'ennesima dimostrazione di quanto sia immatura la nostra cultura democratica e di quanto sia sguaiato il mondo dell'informazione.
Ottimo anche Grillo, che prima invita Sky sul suo camper (non ti scomodare eh Beppe...) e poi tira pacco perchè "Ci sono due modi per fare campagna elettorale. Il primo serviti e riveriti nei salotti tv, magari con trasmissioni 'cucite addosso'. Noi preferiamo il secondo: nelle piazze, tra la gente". Qualcuno gli spieghi (anche se lo sa benissimo...) che la condizione di "serviti e riveriti" non è obbligatoria, al massimo è un di più a cui uno può (anzi, deve) rinunciare. Poi è chiaro che "i due modi" non sono in contrapposizione ma complementari. L'unica differenza è che in piazza uno può dire tutto e il contrario di tutto, mentre in tv capita che il giornalista ti faccia anche delle domande (vi ricordate la D'Amico con Berlusconi?). Insomma, rumore di unghie sui vetri da far venir la pelle d'oca a un morto.
Come si fa a credere alle risposte di chi non accetta domande?

10 febbraio 2013

Io la butto lì

Pd tra il 28 e il 30.
Movimento 5 Stelle secondo partito, vicino al 20, poco sotto o poco sopra (io credo la seconda).
Pdl, Lega e tutti gli uomini del deficiente intorno al 25/27, con il partito di mister B. al 16/18.
Monti and co. oscillanti. Se gli va bene intorno al 15, se gli va male poco sopra il 10.  
Sel appena sopra il 4, Ingroia appena sotto il 4.
Bene Giannino, che magari al 4 arriva anche lui.
A naso (ma soprattutto a "orecchio") secondo me va a finir così.
E poi ci sarà da ridere.

 
 

7 febbraio 2013

Matteo Renzi e le tette

Indubbiamente questa è la foto del giorno.
Sto leggendo tantissimi commenti, molti divertenti (su tutti, quello di The Jerk), altri un po' seccati, alcuni (pochi) addirittura scandalizzati.
Secondo me, in questa foto c'è un po' di tutto. Un ragazzo famoso e di successo, oggi sulla cresta dell'onda, simbolo per molti di un'altra Italia possibile. Una bella ragazza, parecchio smaliziata, che cerca e trova un attimo di notorietà. La furbizia e la bravura del fotografo nel cogliere l'attimo. Mi piace, mi diverte e non ci trovo nulla di particolarmente torbido. Sarà che con quello che abbiamo visto negli ultimi anni, mi sono abituato a cose peggiori.  
Mi vien da dire solo una cosa: se questa foto fosse stata scattata durante le primarie, i social si sarebbero incendiati: "Avete visto? E' come Berlusconi! Stupidi idioti che lo votate". Adesso invece che si devono raccogliere i voti degli indecisi e Bersani in persona ha chiesto a Renzi di dargli una mano, anche i detrattori più scalmanati del Matteo nazionale misurano le parole, anche se qualcuno storce il naso senza volersi far vedere.
Alla fine il problema continua ad essere sempre lo stesso. Renzi non è Berlusconi e contemporaneamente non rappresenta la sinistra che per anni ha vissuto di antiberlusconismo. E' altro, e per questo piace e ha successo. Bersani, che non è stupido, lo ha capito e gli sta dando un ruolo importante in queste ultime settimana di campagna elettorale.
Quello che accadrà dopo il 24 febbraio non lo so prevedere, anche se non credo che Renzi avrà un ruolo dirigenziale significativo all'interno del Pd.
So solo che ci sarà da impegnarsi ma anche da divertirsi perchè, al netto di Matteo Renzi, c'è una generazione nuova che è pronta a prendersi il futuro. E lo farà.
Il vento non si ferma con le mani, si diceva qualche tempo fa.
Ecco, neanche con un paio di tette.




    

29 gennaio 2013

Milan, milan, sempre con te!

Politiche 2001: Rui Costa.
Amministrative 2002: Rivaldo.
Politiche 2006: Gilardino.
Politiche 2008: Ronaldinho.
Amministrative 2009: non si vende Kakà.
Vinte le amministrative 2009: Kakà al Real Madrid.
Politiche 2013: Balotelli.
Campioni che arrivano per recuperare voti, campioni che arrivano per ringraziare dei voti presi, campioni venduti perchè le balle costano, tanto.
La stesso show da vent'anni a questa parte, con gli stessi trucchi e lo stesso mago. Una roba da sbadiglio multiplo, se non fossimo in Italia. Qui c'è solo da preoccuparsi.
Una cosa mi colpisce. Da Rui Costa a Balotelli. Da uno che giocava con la testa a uno che pensa con i piedi.
Un decadimento totale.

23 gennaio 2013

Gli aspiranti deputati del Piemonte 1

Lunedì alle 20 è scaduto il termine per presentare le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche.
Qui sotto trovate l'elenco dei candidati alla Camera dei partiti maggiori nella circoscrizione Piemonte 1 (la sola provincia di Torino).

Tenete conto che, secondo i sondaggi più recenti, il Pd risulterebbe il partito più votato, eleggendo così 11/12 deputati. Seguono il Pdl con 4/5, Sel, la Lega Nord, l'Udc, la Lista Monti e il Movimento 5 Stelle 1/3, gli altri 0 spaccato.

Camera dei Deputati, circoscrizione Piemonte 1

Il Popolo della Libertà:
Angelino Alfano, Daniele Capezzone, Annagrazia Calabria, Gilberto Pichetto Fratin, Bartolomeo Giachino, Osvaldo Napoli, Daniele Cantore, Maurizio Leo, Margherita Boniver, Andrea Tronzano, Carluccio Giacometto, Salvatore Parisi, Diego Borla, Agostino Bottano, Ettore Puglisi, Benedetto Nicotra, Giulia Gioda, Roberto Rosso, Enrico Reghini Di Pontremoli, Irene Vercellini, Sandro Geromin, Stefano Polastri e Marilena Bauducco.

Lega Nord Padania-Lista Lavoro e Libertà:
Roberto Cota, Stefano Allasia, Davide Cavallotto, Valter Marin, Roberta Ferrero, Claudio Broglio, Monica Camoletto, Diego Lucco, Arturo Calligaro, Dina Maria Benna, Paolo Moglia, Simona Bianco, Barbara Cerato, Domenico Morra, Giancarlo Balbo, Carmelo Bruno, Livio Fenoglio, Giuliano Carletti, Cinzia Raviola, Lucia Bellucco, Gian Luigi Giacomo Cernusco, Margherita Cacciotto e Paolo Casalegno.

Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale:
Giorgia Meloni, Agostino Ghiglia, Fabrizio Comba, Augusta Montaruli, Roberto Ravello, Maurizio Marrone, Paola Ambrogio, Luca Federico Martinat, Giovanni Genovesio, Valerio Gianni Calosso, Giovanni Ravalli, Roberto Borgis, Enzo Falbo, Alessandro Cammarata, Vincenzo Rignanese, Luigi Sodano, Marco Frola, Rosario Scafidi, Viorel Vigna, Gabriele Piovano, Alessandra Sardo, Gianluca Blandino e Franco Dall’Aglio.

Partito Democratico:
Cesare Damiano, Paola Bragantini, Giacomo Antonio Portas, Francesca Bonomo, Edoardo Patriarca, Anna Rossomando, Andrea Giorgis, Antonio Boccuzzi, Silvia Fregolent, Umberto D’Ottavio, Davide Mattiello, Roberto Tricarico, Silverio Benedetto, Stefano Lo Russo, Maria Grazia Grippo, Pietro Marcenaro, Fabrizio Morri, Elisabetta Ballurio Teit, Pino Capozzi, Annunziata Pepe, Giorgio Gozzellino, Tiziana Scullino e Maurizia Bertoncino.

Sinistra, Ecologia e Libertà:
Giorgio Airaudo, Celestina Costantino, Michele Curto, Carla Mattioli, Marco Grimaldi, Francesca Valeria Gruppi, Alessandro Valente, Nicoletta Paola Cerrato, Mariella Balbo, Valeria Torazza, Antonietta Carpinelli, Giovanni Caponetto, Margherita Paoletta, Loredana Marano, Simone Baglivo, Santho Iorio, Rosella Panzironi, Giovanni Calissi, Alberto Gianluigi Re, Enrico Lingua, Gaspare Di Ruocco, Michele Amore e Valentina Criveller.

Scelta Civica-Con Monti per l’Italia:
Paolo Vitelli, Giovanni Monchiero, Maurizio Baradello, Ernesto Auci, Domenico Piano, Tommaso Panero, Alfonso Badini Confalonieri, Paola Cantamessa, Davide Mosso, Giovanni Zanetti, Gianni Arolfo, Ivan Gasco, Genny Quercia, Barbara Timon, Marco Crivellari, Cristina Franchino, Claudia Valli, Maurizio Bortolotto, Rosanna Venco, Franco Cirelli, Giorgio Salamano, Giampiero De Martinis e Gianrocco Dileo.

Unione dei Democratici Cristiani e di Centro:
Ferdinando Adornato, Marco Calgaro, Marco Balagna, Loredana Devietti Goggia, Giorgio Montabone, Umberto Demarchi, Giorgio Chiesa, Paola Antonetto, Laura Cargnino, Luca Geninatti Satè, Giovanna Massaro, Mauro Esposito, Demis Luca Donzino, Luca Guastini, Luigino Sedran, Anna De Luca, Mario Incardona, Fulvio Roattino, Giuseppe Roberti, Iole Avidano, Maurizio Versaci, Antonino Patuano e Amedeo Pascale.

Futuro e Libertà per l’Italia:
Gianfranco Fini, Deodato Scanderebech, Antonio Pitassi, Maria Sebastiana Ardito, Claudio Brero, Walter Murgiano, Massimiliano Scotta, Felice Sergi, Gabriella Balma, Dafne Fornaro, Barbara Castellani, Miachele Iannetti, Michele Iorfino, Riccardo Boggio Marzet, Daniela Piu, Giovanna Giordano, Paolo Caudana, Francesca Maria Guido, Alessandra Rosso, Marco Alfano, Angela Duca, Francesca Tonon e Franco Graziani.

MoVimento 5 Stelle:
Luara Castelli, Silvia Chimienti, Eleonora Bechis, Ivan Della Valle, Natale Di Santo, Daniela Di Virgilio, Andrea Gianoglio, Margherita Cardone, Patrizia Battagliotti, Valeria Picca, Roberto Ricci, Alberto Unia, Federico Valetti, Mirco Calmistro, Xavier Bellanca, Sergio Lorenzo Grosso, Mauro Dante Doppioni, Davide Falli, Yari Latini Corazzini, Franco Vilardo, Alessandro Giustetti, Salvatore Arduino, Turri Alberto e Gianpoalo Caruso.

Rivoluzione Civile:
Antonio Ingroia, Franco La Torre, Paolo Ferrero, Fabio Giambrone, Roberto Lamacchia, Vincenzo Chieppa, Avernino Di Croce, Antonio Pappalardo, Fabio Finiguerra, Cadigia Ester Perini, Diletta Berardinelli, Marica Guazzora, Diego Maria Poggi, Renato Dutto, Daniela Alfonzi, Alberto Loi Carta, Luigi Dolce, Anna Zullo, Maria Gesuina Manzoni, Andrea Tamiso e Orazio Munafò.

21 gennaio 2013

E poi ti dicono che tutti sono uguali

Alla decisione di Bersani di escludere dalla liste del Pd tre candidati (due in Sicilia e uno in Campania) con procedimenti penali in corso, fanno da contraltare le dichiarazioni odierne di Nicola Cosentino: "o mi mettete in lista, o vado in galera e vi rovino". Frasi in stile Fiorito, che aveva detto che "in galera c'è gente migliore che nel Pdl"
Detto, fatto. Cosentino recupera un terzo posto al Senato in Campania e molto probabilmente tra un mese si accomoderà a Palazzo Madama.
Per i più distratti, credo che questo basti per farsi un'idea di quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni e spero serva a far sì che non accada più.
Per quel che mi riguarda, resta un mistero come, in un paese che si dice normale, gente del genere sia in corsa per il Parlamento e che il partito che li candida sia stimato intorno al 20%.