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24 maggio 2013

Il centesimo Mole

Il pezzo che ho scritto per IlPost ha fatto il botto.
106 tweet, oltre 700 like su Facebook e centinaia di condivisioni.
La storia del centesimino sbagliato che da ieri sera vale 6.600 euro ha spaccato.
In giornata, se riusciamo, vi faremo vedere anche il momento dell'aggiudicazione.
Nel frattempo, continuate a cercare nelle vostre tasche. Magari esce fuori un gran bel viaggio.


15 maggio 2013

Lettera ad un partito mai nato

"L’ipotesi Chiamparino – come l’ipotesi Cuperlo – sono insomma in perfetta continuità con il passato delle scelte del PD: adottare le soluzioni che erano soluzioni ai problemi di quattro anni prima, e dimezzare i ritardi".
Lo scrive oggi Luca Sofri sul suo blog, ed è esattamente il mio pensiero.
Aggiungo un altro personaggio che manca all'appello. Quel Pierluigi Bersani che nel 2007, all'alba del Pd, sembrava poter essere un candidato spendibile per la segreteria. Disse di no, perchè "di ex Ds c'è già Veltroni" e l'apparato di allora (che è ancora quello di oggi) decise di sostenere compattamente il Walter nazionale salvo poi accoltellarlo il minuto dopo la sconfitta alle politiche (sconfitta con il Pd vicino al 34%, cose oggi inimmaginabili).
I guai iniziarono allora. Un partito mai nato perchè figlio di troppi padri. E' soprattutto per questo che, da allora, io e qualche altro sparuto peones decidemmo di fare altro. Di stare dentro per carità, ma di fare altri percorsi.  
Come ho già scritto altre volte, il problema del Pd non è politico, o culturale, o generazionale. Il problema vero è che la sua classe dirigente è logora, stanca, timorosa, non più al passo con i tempi. E in un momento storico in cui le divisioni in Italia non sono tra destra e sinistra ma tra chi vuole innovare e chi vuole mantenere lo status quo, la dirigenza del Pd ha scelto la seconda strada, mortificando la passione e la voglia di riscatto dei 3 milioni di pesone che han votato alle primarie e dei quasi 9 che hanno votato alle politiche.
A ottobre ci sarà il congresso. Sarà l'occasione per dare il giro al tavolo.
Io son fortunato, so già per chi votare. E' uno di quei peones di cui vi parlavo qualche riga sopra.    

10 maggio 2013

Un pezzo definitivo su Andreotti

Un pezzo che coglie l'essenza dell'uomo e del politico.
"...nessuno ricordi di lui una sola iniziativa politica memorabile, un progetto, una realizzazione, un cambiamento imposto al funzionamento di questo paese e alla sua cultura e civiltà, tranne i cascami della sua personalità e delle sue esaltazioni da parte dei media".
Lo scrive Luca Sofri sul suo blog.
A dire il vero una "politica" io me la ricordo, ma come sempre sta a metà tra la battuta e la chiacchiera da bar. Quando cioè disse di amare così tanto la Germania da volerne ancora due.
Una bestialità superata solo dal "era uno che se le andava a cercare" rivolto ad Ambrosoli.
Un grande statista, non c'è che dire.

1 marzo 2013

Grilli, giaguari e bufale

Oggi il Corriere della Sera, che secondo la vulgata sarebbe il più autorevole quotidiano italiano, spara in testa alla sua versione online un pezzo intitolato "Renzi: sono pronto a fare un premier", citando come fonte di questa notizia bomba delle chiacchiere da bar che Renzi avrebbe fatto a non si sa bene con chi, nè quando. Tutto virgolettato, tutto raccontato come se fosse un dialogo di Tarantino.
Renzi ha già smentito su Twitter, ma la bomba è stata lanciata.
Come sostengo da tempo, la politica va rifondata dalla base, ma altrettanto deve essere fatto con il mondo dell'informazione.
Perchè non se ne può più di notizie vere per metà, di articoli fatti sulle veline delle agenzie, di dichiarazioni strappate su cui vengono costruiti teoremi, di dialoghi inventati di sana pianta
La mala informazione ha alimentato in questi anni la mala politica, essenzialmente perchè questi due mondi si sorreggono e si sotengono a vicenda.
Il problema dell'accesso alle informazioni è il vero problema dei nostri giorni. Perchè se è vero che sul web si trova tutto ma anche il contrario di tutto, e ogni opinione diventa un fatto e genera dibattito e spesso anche bufale clamorose, è altrettanto vero che i media "tradizionali" (o tradizionalisti) non fanno niente per dare informazioni credibili e strutturate, ma cercano solo lo scoop ad ogni costo      
Vi posto qui un bel pezzo di Luca Sofri che spiega molto meglio di me questo concetto (anche lui, per la centocinquantesima volta).