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15 agosto 2014

Domani ricomincia la Premier

Il campionato di calcio più ricco, seguito e soprattutto combattuto al mondo. 
Sì perchè se la scorsa stagione se la sono giocata fino alla penultima giornata Manchester City, Liverpool e Chelsea, quest'anno credo che a contendersi la coppa con la corona saranno almeno cinque/sei squadre.
Il City avrà il dovere di difendere il titolo, ma dubito ci riuscirà. La campagna acquisti praticamente non si è vista, Hart inizia a non essere più quella gran garanzia tra i pali mentre davanti i vari Dzeko, Aguero, Fernandinho, Nasri e Negredo sono collaudati ma forse un po' prevedibili. L'unica novità; l'arrivo di Frankie Lampard per sei mesi, cosa che ha fatto infuriare non poco i tifosi del Chelsea.
Il Liverpool l'anno scorso si è letteralmente mangiato il titolo, nonostante aver giocato a lungo il miglior calcio d'Inghilterra e aver avuto in rosa un certo Luis Suarez. Ecco, quest'anno l'uruguaiano (31 gol in 38 partite + una quindicina di assist) giocherà per il Barcellona, e credo che già questo dica molto. Degli oltre 90 milioni incassati ne son stati spesi 30 per Lallana, 25 per Lovren e 7 per Lambert (facendo ricco il Southampton visto che tutti e tre provengono dai Saints), un centrocampista, un difensore e un attaccante classe 1982. Insomma, il progetto sembra chiaro. Stagione di assestamento e di crescita, puntando tutto sui due fenomeni Sturridge e Sterling. Io farò il tifo per loro, ma credo che l'obiettivo più ragionevole sia entrare in Champions piuttosto che vincere il campionato.
Le favorite a mio avviso sono altre. E cioè, nell'ordine, Chelsea, Manchester United e Arsenal.
Ai blues piace vincere facile. Specialmente a Mourinho. Dopo l'abbuffata europea delle ultime due stagioni l'anno scorso i londinesi si sono persi per strada a fine stagione. Fuori dalla Champions in semifinale e fuori dai giochi Premier alla penultima giornata. Quest'anno però la rosa a disposizione dello Special One non ammette fallimenti. Courtois in porta, Filipe Luis dietro, Fabregas in mezzo al campo, Diego Costa e Drogba davanti. In più, i soliti Hazard, Oscar, William, Schurrle, Ramires, Torres, ecc, ecc. Insomma, a leggere i nomi non ci dovrebbe essere partita (al netto dei dubbi che ho su Diego Costa e su Fabregas, il primo sopravvalutato, il secondo in crisi), ma credo che il maestro di Mourinho, Luis Van Gaal, non sia salito all'Old Trafford per farsi una scampagnata. La rosa dello United non ha ricevuto scossoni significativi, a parte gli inserimenti di Shaw, Herrera e Anderson, ma il cambio di allenatore credo sarà decisivo. Con il tridente Van Persie-Welbeck-Rooney poi sognare è legittimo.
Occhio però anche all'Arsenal. I biancorossi hanno ritrovato fiducia e soprattutto una coppia Ozil-Cazorla che in mezzo al campo fa un po' quello che vuole. Se poi ci mettiamo anche il neo campione del mondo Podolski, l'acquisto dell'estate Alexis Sanchez, i due baby fenomeni Wilshire e Ramsey ma soprattutto il 3-0 con cui ha liquidato il City in Community Shield la dice lunga sulla fame dei gunners.
Oltre a queste cinque, occhio al Tottenham e all'Everton, che non vinceranno la Premier ma credo possano diventare degli "arbitri" molto severi in certi scontri diretti.
E niente. Fate come me. Divertitevi!

6 maggio 2014

Il punto sulla Premier, che è quasi decisa

Ieri sera il Liverpool ha buttato via una Premier che fino a due settimana fa sembrava dietro l'angolo. Lo 0-3 in casa del modesto Crystal Palace, a 10' dalla fine, si è trasformato in un 3-3 incredibile, con Suarez e Gerrard raggelati in mezzo al campo, con la maglia sulla faccia.
Proprio Gerrad, il capitano coraggioso che non ha mai vinto il campionato, quello del successo sul City nel giorno della tragedia di Hillsborough (lui perse un cugino) e del discorso alla squadra in mezzo al campo.
Quello che scivola nella sfida contro il Chelsea e permette ai blues di andare avanti poco prima dell'intervallo. Ecco, forse la Premier i Reds hanno iniziato a perderla lì. Forse ieri sera già sapevano che sarebbe finita male. Forse il cuore già sapeva che i nervi stavano saltando. A guardare gli occhi di Gerrard mentre entrava in campo, forse si intuiva che sarebbe finita male.
In mezzo a tutto questo, il solito giro di corsi e ricorsi che solo lo sport può regalare: Mourinho che perde 1-0 in casa del Crystal Palace e si autoelimina dalla corsa per il campionato, salvo poi battere il Liverpool lanciatissimo che salta definitivamente proprio contro il Palace (di nuovo loro). Un triangolo incredibile che sembra premiare il Manchester City, che rispetto ai Reds ha un punto in meno ma anche una partita in più da giocare.     
In pratica, il Liverpool non è più padrone del suo destino. Deve vincere sabato contro il Newcastle e sperare che il City perdano punti mercoledì contro l'Aston Villa e sabato contro il West Ham.
La vedo complicata. Anzi, mi sa che la Premier resterà a Manchester cambiando solo sponda.
Io però un po' ci spero ancora, e anche se conta niente sabato tiferò hummers!  

13 aprile 2014

Una partita particolare: Liverpool-Manchester City

Oggi pomeriggio ad Anfield Road, lo stadio del Liverpool, i Reds affonteranno il Manchester City di Pellegrini. Una partita importantissima per l'esito finale di questa stagione di Premier. A cinque giornate dalla fine del campionato Il Liverpool è in testa con 74 punti, due in più del Chelsea (che nelle ultime due gare sembra aver mollato un po') e quattro in più dei Citizen, che però hanno due partite in meno.
In pratica, se il Liverpool dovesse vincere andrebbe a +7 dal City, con il vantaggio dello scontro diretto, e metterebbe una seria ipoteca sul titolo. I Reds devono ancora giocare in casa contro il Chelsea, tra due settimane, ma sperano che per quel giorno i giochi siano già fatti.
Credo che a Liverpool la speranza e la paura siano ormai una cosa sola, con  i tifosi di Anfield che sanno di essere a un passo dalla meta, ma sanno anche che le due concorrenti venderanno cara la pelle. Sarebbe un successo meritatissimo e liberatorio, visto che il Liverpool (che è la squadra inglese che ha vinto più titoli europei) non vince il campionato dalla stagione 1989-90. Una vita fa, quando la Premier League non esisteva neanche e la serie A inglese si chiamava ancora First Division.
Fu un anno particolare, quel 1989, che si intreccia con la partita di oggi e che la rende così speciale al di là delle ragioni di classifica.
Il 15 aprile 1989, allo stadio di Hillsborough di Sheffield era in programma la semifinale di ritorno di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest. Ai tifosi del Liverpool venne assegnata una curva poco capiente, tant'è che si riempì molto in fretta, lasciando gran parte degli spettatori fuori dalla stadio. Dopo qualche minuto di protesta e di spintoni, la polizia decise di aprire un altro cancello che portava alla curva destinata ai tifosi dei Reds, che iniziarono ad accalcarsi uno contro l'altro, generando prima confusione, poi vero e proprio panico. I tifosi iniziarono a premere contro le recinzioni che separano la curva con il campo, tentando di scavalcarle, ma la polizia, che non aveva capito cosa stava succedendo, caricò i tifosi ricacciandoli in curva. Solo dopo sei minuti la partita venne interrotta e ai tifosi fu concesso di invadere il campo.
Quando la curva iniziò a svuotarsi, tutti i presenti allo stadio si resero conto di quello che era successo. Nella calca avevano perso la vita 96 tifosi e oltre 200 erano rimasti feriti.
Nei giorni successivi la polizia locale e la stampa accusarono i tifosi di esser stati  i responsabili della strage, con il Sun arrivò addirittura a scrivere che alcuni tifosi derubarono i cadaveri dei loro compagni.
La reazione di tutta Liverpool fu veemente. L'orologio della Kop, la curva storica di Anfield, da quel giorno è bloccato alle 15:06, ora della sospensione della partita, mentre ogni 15 aprile i tifosi Reds vanno allo stadio con una pagina del Sun stampata ad arte per chiedere il boicottaggio del giornale e le scuse ufficiali per quanto scritto. Inoltre, fuori da Anfield, è stato costruito un monumento che ricorda le 96 vittime, 70 delle quali avevano meno di 30 anni.
Dopo anni di indagini, nel settembre del 2012 la commissione d'inchiesta voluta dal governo consegnò al premier Cameron le sue conclusioni. Il Primo Ministro chiese ufficialmente scusa ai tifosi del Liverpool, ammettendo che la colpa di quella strage fu della disorganizzazione nella gestione delle curve, della polizia che caricò i tifosi, ritardò l'arrivo dei soccorsi e fece pressioni sulla stampa per nascondere le sue responsabilità.
Oggi il Liverpool ha la possibilità di mettersi in tasca un pezzo consistente di Premier League e lo può fare davanti ai suoi tifosi, nel week end in cui vengono commemorati le 96 vittime di Hillsborough. Il Liverpool ha chiesto e ottenuto di poter iniziare la partita non alle 14.30 ma alle 14.37, sommando i sei minuti che ci vollero allora per sospendere la partita al minuto di silenzio in ricordo delle vittime.
E' chiaro che non sarà una partita come le altre, quella di oggi tra Liverpool e Manchester City, così come è chiaro che, tra cinque settimane, a me piacerebbe molto che fossero Steven Gerrard e compagni a diventare campioni d'Inghilterra.