Fabrizio Barca premier di transizione con un accordo con M5S su 3-4 punti condivisi e per fare quelle due cose due che ci consentirebbero di non fare la fine dell'Argentina (vedi Imu, vedi Tares, vedi Iva, vedi cassa integrazione, ecc) poi al voto in autunno.
Nel frattempo la Bindi convoca il congresso del Pd (lo deve fare, per statuto, entro il 24 aprile e sarà meglio che qualcuno glielo ricordi) e si vota l'unico candidato in grado di garantire rinnovamento, competenza e rappresentanza: Pippo Civati.
Una volta fatto questo, si torna al voto candidando l'unico in grado di farci vincere le elezioni: Matteo Renzi.
Per me sarebbe lo schema ideale, in grado di ricucire alcuni strappi ma soprattutto di farci ripartire.
Ma temo che finirà in un altro modo.
7 aprile 2013
5 aprile 2013
Una cazzata mica da ridere
Son d'accordo con Scanzi e Travaglio. Una roba da segnare in agenda.
Lo stato Facebook di Andrea Scanzi, datato 30 marzo, ha ricevuto oltre 3.500 like.
Mi sembra illuminanate.
"Stamani, sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio ribadisce perfettamente quello che anch'io scrivo e ripeto da settimane in tivù e sul sito del Fatto. Fino a ieri il Movimento 5 Stelle aveva (al netto delle gaffes e della supponenza) provocato effetti benefici sulla politica italiana. E il no alla fiducia a Bersani era del tutto sacrosanto (Bersani è sempre stato visto, dal movimento, per quello che è: un politico incapace quando andava bene e corresponsabile del disastro quando è andata male. Dargli la fiducia era impensabile). Ieri però occorreva fare dei nomi, un Settis o uno Zagrebelsky, e uscire dallo stallo. Non limitarsi a dire: "Dateci l'incarico". Io so - ne ho certezza, e ce l'ha anche Marco - che all'interno del M5S questa ipotesi è stata più che ventilata: si attendeva lo schianto di Bersani per poi proporre un nome proprio, caro al Movimento, e varare un governo a tema (e a tempo) di 6 mesi-1 anno. Questa linea, che come molti italiani condividevo e auspicavo, è rimasta minoritaria. Ed è stato perso un treno che forse non passerà più (e i grillini verranno eternamente additati come responsabili). Ha vinto la linea del Duri&Puri, dell'ortodossia, dell'integralismo, della "rivoluzione senza ghigliottina". Al netto delle utopie confuse, però, la realtà è che l'unico governo "dei saggi" è ora quello tra Pd e Pdl. Forse M5S ci guadagnerà in termini elettorali (è tutto da dimostrare), ma la sensazione è che sia stata fatta - in nome di un eccesso di purezza - una cazzata mica da ridere".
Forse anche loro hanno iniziato a rendersi conto che, manco stessimo giocando a Monopoli, stiamo passando dal caimano al Grillopardo senza passare dal via.
Lo stato Facebook di Andrea Scanzi, datato 30 marzo, ha ricevuto oltre 3.500 like.
Mi sembra illuminanate.
"Stamani, sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio ribadisce perfettamente quello che anch'io scrivo e ripeto da settimane in tivù e sul sito del Fatto. Fino a ieri il Movimento 5 Stelle aveva (al netto delle gaffes e della supponenza) provocato effetti benefici sulla politica italiana. E il no alla fiducia a Bersani era del tutto sacrosanto (Bersani è sempre stato visto, dal movimento, per quello che è: un politico incapace quando andava bene e corresponsabile del disastro quando è andata male. Dargli la fiducia era impensabile). Ieri però occorreva fare dei nomi, un Settis o uno Zagrebelsky, e uscire dallo stallo. Non limitarsi a dire: "Dateci l'incarico". Io so - ne ho certezza, e ce l'ha anche Marco - che all'interno del M5S questa ipotesi è stata più che ventilata: si attendeva lo schianto di Bersani per poi proporre un nome proprio, caro al Movimento, e varare un governo a tema (e a tempo) di 6 mesi-1 anno. Questa linea, che come molti italiani condividevo e auspicavo, è rimasta minoritaria. Ed è stato perso un treno che forse non passerà più (e i grillini verranno eternamente additati come responsabili). Ha vinto la linea del Duri&Puri, dell'ortodossia, dell'integralismo, della "rivoluzione senza ghigliottina". Al netto delle utopie confuse, però, la realtà è che l'unico governo "dei saggi" è ora quello tra Pd e Pdl. Forse M5S ci guadagnerà in termini elettorali (è tutto da dimostrare), ma la sensazione è che sia stata fatta - in nome di un eccesso di purezza - una cazzata mica da ridere".
Forse anche loro hanno iniziato a rendersi conto che, manco stessimo giocando a Monopoli, stiamo passando dal caimano al Grillopardo senza passare dal via.
4 aprile 2013
L'Italia che verrà
"Che la politica degli ultimi vent’anni abbia fallito l’han capito anche i sassi,
e l’avevano capito anche prima di Grillo. Dubito però che la risposta a
questo fallimento sia un “vaffanculo” diffuso e ripetuto tipo un mantra.
Pensare poi che siano i partiti il vero problema del funzionamento democratico
del nostro Paese non solo è sbagliato, ma è un’affermazione talmente falsa da
farmi pensare che sia strumentale.Il problema della democrazia italiana invece è proprio il contrario, cioè che i partiti che hanno occupato la scena fino ad oggi o non erano partiti (Pdl, Italia dei Valori, Udc, ecc, ecc) o si sono trasformati in centri di potere (cosa che è accaduto al Pd, almeno a livello locale). I partiti non sono più stati in grado di rappresentare i bisogni reali della società, di mediare tra i diversi interessi locali (spesso in contrasto tra di loro) in un ottica di Bene Comune, di proporre soluzioni, di creare classe dirigente. E non basta entrare nella “stanza dei bottoni” per cambiare le cose. I bottoni bisogna anche avere il coraggio di premerli, possibilmente dopo aver capito quali sono quelli giusti".
Un piccolo estratto del mio ultimo pezzo per Intervistato.com che potete leggere qui
Un week end per un amico
Come ogni anno, anche questo week end ci troveremo a Bussoleno per ricordare Alessio a pochi giorni dal suo compleanno.Un appuntamento nato nel 2011 e a cui teniamo tantissimo.
Le iniziative da segnarsi sul calendario sono tre.
Domani sera, al salone don Bunino, dalle 21, Assemblea Teatro presenta lo spettacolo "L'albero di Anna" mentre sabato, dalle 9 fino al tardo pomeriggio, saremo al campo sportivo di Bussoleno (zona Cascina del Gallo) per il consueto torneo di calcetto.
Ci si può iscrivere o chiedere info scrivendo sull'evento Facebook che abbiamo creato.
Domenica infine, se il tempo ci aiuta, l'idea è quella di fare una camminata sulle nostre montagne. Tutti insieme, come amava fare Alessio.
Vi aspettiamo.
3 aprile 2013
Una partita e un libro
Sto leggendo questo libro di Mario Sconcerti, molto interessante sia dal punto di vista calcistico, sia dal punto di vista "culturale". In un Paese come il nostro, che senza il pallone non ci può stare, tutto il movimento calcistico pecca ancora oggi di un grande provincialismo e di un gap di infrastrutture, programmazione e visione d'insieme che fa spavento. Un vero e proprio specchio dell'Italia. Vedendo Bayern-Juve mi son tornate in mente molte delle pagine lette in questi giorni.
Perchè se è vero che la partita di ieri sera è iniziata male ed è finita peggio, con una Juve mai in partita, impaurita e quasi arrendevole, scarica di testa prima ancora che di gambe, è anche vero che ambire ad essere tra le quattro squadre più forti del mondo (perchè così è) non basta più dominare a casa propria, comprare qualche buon giocatore ogni tanto e sperare nei sorteggi.
Al di là della singola partita sono tante le riflessioni da fare.
Bisogna avere luoghi adatti dove giocare e dove monitorare, selezionare e far crescere i propri campioni (guardate l'età media del Bayern). Bisogna attrarre investimenti per potersi permettere una visione un po' più lunga ma soprattutto un po' più "ampia", cioè guardare cosa capita al di là delle Alpi, senza paura di farsi contaminare e di cambiare le proprie convinzioni.
E non è solo una questione di business, è anche una questione tecnica e tattica. In Inghilterra, Spagna e Germania non solo girano più soldi, ma girano anche più idee. Si gioca un calcio diverso. Loro vincono. Noi no. Ci sarà un perchè.
Credo che la Juventus sia la società italiana in questo momento più all'avanguardia e che Conte sia l'allenatore più innovativo che abbiamo, ma è evidente che non basta ancora.
Italia contro resto del mondo è divertente se si gioca a piedi nudi in spiaggia con gli amici.
Nella realtà si rimediano solo brutte figure.
2 aprile 2013
Guardo il mondo da un oblò
Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno gettato le basi per la “Banca dello sviluppo”.
A Durban, le cinque maggiori economie emergenti hanno appena concluso il loro summit. Tutti i media angloamericani si sono affrettati a specificare che il bicchiere è mezzo vuoto, il che lascia il sospetto che sia invece mezzo pieno. Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno infatti gettato le basi per la costituzione di una “Banca dello sviluppo” alternativa alla Banca mondiale e approvato da subito un fondo anticrisi da 100 miliardi per le emergenze, mentre Cina e Brasile hanno sottoscritto un accordo bilaterale per commerciare nelle proprie valute (leggi “fare a meno del dollaro”).
Sul piano politico, i cinque hanno ribadito la loro opposizione a qualsiasi intervento armato in Iran e Siria.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/brics-cina#ixzz2PIL3Pl6V
Noi intanto continuiamo pure così eh, come se nulla fosse.
Dal dibattito surreale sull'utilità dell'euro a quello altrettanto incredibile sulla necessità o meno di avere un'Europa più unita, coesa e connessa (?!) per arrivare ai dieci saggi che, fortunatamente, scopro solo oggi visto che sono stato quattro giorni in Francia.
Pazzesco. Veramente pazzesco.
E stupido, e miope, e deprimente.
A Durban, le cinque maggiori economie emergenti hanno appena concluso il loro summit. Tutti i media angloamericani si sono affrettati a specificare che il bicchiere è mezzo vuoto, il che lascia il sospetto che sia invece mezzo pieno. Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno infatti gettato le basi per la costituzione di una “Banca dello sviluppo” alternativa alla Banca mondiale e approvato da subito un fondo anticrisi da 100 miliardi per le emergenze, mentre Cina e Brasile hanno sottoscritto un accordo bilaterale per commerciare nelle proprie valute (leggi “fare a meno del dollaro”).
Sul piano politico, i cinque hanno ribadito la loro opposizione a qualsiasi intervento armato in Iran e Siria.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/brics-cina#ixzz2PIL3Pl6V
Noi intanto continuiamo pure così eh, come se nulla fosse.
Dal dibattito surreale sull'utilità dell'euro a quello altrettanto incredibile sulla necessità o meno di avere un'Europa più unita, coesa e connessa (?!) per arrivare ai dieci saggi che, fortunatamente, scopro solo oggi visto che sono stato quattro giorni in Francia.
Pazzesco. Veramente pazzesco.
E stupido, e miope, e deprimente.
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