18 marzo 2014

Rassegna stampa condovese - Cose che cambiano

E quindi l'accordo del secolo non si fa più.
Eppure durante la serata pubblica di martedì 4, alcuni dei sostenitori di Buongiorno Condove, pallottoliere alla mano, sommavano voti vecchi di cinque anni dando per certo questo sodalizio che in realtà è morto prima ancora di vedere la luce.
Come se i voti fossero di proprietà di qualcuno e come se il tempo che passa non cambiasse le cose.
A costo di passare per pedante e presuntuoso, una cosa però la voglio dire. Sono almeno otto mesi che ripeto che la priorità sono i cittadini e non i consiglieri comunali, che gli "accordi" veri si fanno tra i condovesi e non tra i gruppi consiliari. Che il lavoro da fare è tantissimo, e che quel lavoro deve essere il vero l'orizzonte di chi si candida ad amministrare Condove, senza conventio ad escludendum o diktat, ma soltanto con un po' di buon senso e di amore per la comunità.
Queste cose qui si fanno con l'ascolto, con il coinvolgimento, con il dialogo. Queste cose si chiamano "politica".
Nelle lunghe discussioni descritte da Milazzo mi sembra che si sia fatta molta tattica e pochissima politica, e il risultato non poteva che essere questo.
Ora, il gruppo di persone con il quale sto collaborando da qualche mese è pronto a raccogliere l'appello all'unità di "Sinistra per Condove" e di chiunque altro cittadino che abbia voglia di mettersi in gioco e di contribuire alla rinascita di Condove.
E' un gruppo entusiasta, ricco di giovani, desideroso di rappresentare quei cittadini delusi dal vuoto pneumatico della giunta Listello e dalla "svolta" grillina di Buongiorno Condove (che ce l'ha con i partiti ma che poi è l'unico gruppo consiliare a fare un accordo strutturale ed esplicito con un partito. Mah...io sta democrazia 2.0 non la capisco mica tanto)
Un gruppo che nel giro di pochi giorni inizierà, anche pubblicamente, a coinvolgere i condovesi nella stesura del programma e nell'individuazione dei candidati.
E dico anche un'altra cosa, così mettiamo fine a tutte le chiacchiere che girano in paese da mesi.
Io non mi candiderò a Sindaco.
Lo faccio per motivi professionali e personali, ma soprattutto perchè credo che alle parole debbano seguire i fatti. Perchè se avessi voluto fare il candidato Sindaco avrei fatto altro in questi mesi. Non avrei cercato un percorso unitario ma avrei alzato il tiro. Avrei posto altri temi invece che quelli della comunità, dei beni comuni, dell'attenzione ai problemi del paese.
In pratica avrei puntato su di me, e non su Condove.
Siccome credo davvero che il nostro paese abbia bisogno di un'amministrazione che abbia il più ampio consenso possibile e che possa essere riferimento per una grande fetta di condovesi che vuole un cambio di marcia, credo che il prossimo Sindaco debba essere espressione di questa volontà di cambiamento.
Mi candiderò a consigliere, questo sì, e sarà una bella sfida.
Dopo due anni e mezzo di lavoro potrò capire se ho seminato bene oppure no e se i condovesi hanno apprezzato quanto ho fatto in consiglio e nel paese.
 








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