27 giugno 2012

L'Europa ci salverà

Il consiglio Europeo in programma domani e venerdì sembra ormai diventato uno spartiacque, in cui l’Europa e la sua moneta unica si giocano gran parte del loro futuro.
A differenza di qualcuno, non ho bottiglie in fresco per festeggiare la fine dell’euro, e non sogno default o bancherotte per “far come l’Argentina”. La prospettiva di vivere raccogliendo cartoni per strada per un paio d’anni non mi attira per niente.
Mi piacerebbe molto invece che si iniziasse a discutere seriamente di un’Europa unita per davvero, come la descrive Sergio Romano in questo bellissimo articolo che parla della crisi che stiamo vivendo da una prospettiva diversa, sulla punta dei piedi, sforzandosi di guardare un po’ più in là. Un’unità che si cerca di costruire fin dai tempi del Manifesto di Ventotene, ma che nella realtà non si è mai attuata. E se una volta le distanze complicavano tutto, oggi questa scusa non regge più. Personalmente, ho avuto la fortuna di conoscere l’Europa guardandola dal finestrino di un treno (mitico, il biglietto Interrail…). Sono stato ospite di famiglie a Varsavia come a Lisbona o a Rotterdam, ho passato giornate meravigliose a Stoccolma, Atene, Berlino, Edimburgo, Helinski, Budapest, Tallin, Madrid, ecc, ecc. Posti diversi, accumunati dall’idea di far parte di una comunità più grande: quella europea appunto.
“Paiono traversie e sono opportunità” diceva Giambattista Vico, e mai come in questi giorni questa frase mi sembra attuale  Mi auguro quindi che vengano prese delle decisioni all’altezza dei problemi che dobbiamo affrontare, anche se le premesse non mi sembrano incoraggianti.    



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