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11 luglio 2013

Ammazza che giornatina

Il quadro è questo qui.
Al Pdl non interessa un fico secco nè di questo governo, nè del Paese.
Li abbiamo visti all'opera per vent'anni e qualche dubbio ce l'avevamo.
Pensare di fare un governo con sta gente, solo perchè "non c'era alternativa" (tra l'altro, non è vero) è stato folle.
Intendiamoci. Farlo con il M5S non sarebbe stato tanto meglio, anzi. Anche loro avrebbero fatto di tutto per menare il torrone e tenerci sul filo invece che fare le cose che servono. Almeno però ci saremmo risparmiati lo stillicidio quotidiano di provocazioni e stupidaggini che ci propinano Brunetta, Santanchè, Bondi e Cicchitto e forse ci saremmo anche scatolette di maalox via una l'altra.
La verità è che il governo del cambiamento non lo voleva nessuno. Non lo voleva il Pdl, non lo voleva un pezzo del Pd, ma manco Grillo e i suoi descamisados lo volevano.
Quindi ci dobbiamo tenere sta accozzaglia che doveva fare tre-cose-tre-subito e invece rinvia tutto.
Quello che è successo ieri è grave non tanto per la sospensione in sè.
Il Pdl chiedeva la chiusura del Parlamento per tre giorni, formalmente ha ottenuto una sospensione di quattro ore per indire una riunione dei gruppi parlamentari.
Ma dietro al tecnicismo c'è la sostanza, ed è quella che preoccupa.
La sostanza è che sia il Pdl, sia il M5S hanno pochissimo interesse ad andare a votare e tantissimo ad attaccare e indebolire il Pd, che dal canto suo è imbrigliato in un patto con Napolitano sulla tenuta del governo, ma soprattutto non ha una linea politica.
Renato Soru a Reggio Emilia ha detto che "il Pd è il più grande gruppo misto della storia
dell'Italia repubblicana. E un gruppo misto non ha una visione del futuro".
A oggi ha ragione Soru. E' così.
Il problema però non è il governo, le alleanze o Letta. Il problema è proprio il partito.
Perchè in questa situazione basterebbe poco a far saltare il banco. Non sui processi di Berlusconi o sul finanziamento pubblico ai partiti, ma su cose un po' più serie. Per dire, basterebbe proporre una riforma della tassazione sul lavoro, o una patrimoniale, dicendo o così o tutti a casa. Pronti, duri e rigorosi. Tutto questo non capita perchè il partito non è un partito ma un insieme di cordate e di pezzi di apparato.
Dal 2009 in poi il gruppo dirigente non ha investito nulla sul partito, conscio che un Pd forte lo avrebbe indebolito. Erano tutti convinti di vincere le elezioni, ed avevano già iniziato a litigare sui posti nei ministeri. Poi è successo l'imponderabile (o meglio, quello che poteva succedere ma di cui in pochi si occupavano) e ci siamo ritrovati spiazzati e senza prospettiva.
Il dato positivo è che tra qualche mese ci sarà il congresso. Speriamo solo sia serio, aperto e non preconfezionato. Che serva insomma.









26 giugno 2013

F35

"La Camera impegna il governo a non procedere a nessuna fase di acquisizione degli F35 senza che il parlamento si sia espresso nel merito ai sensi della legge 244 del 2012".
Questo è il testo della mozione che il Pd presenterà alla Camera durante la discussione in aula sull'acquisto degli aerei caccia.
In campagna elettorale avevamo detto che quegli aerei non servivano a nulla e che i soldi risparmiati sarebbero stati spesi in scuole, ospedali, servizi alle persone, piccole opere, ecc. Nei giorni scorsi alcuni dei nostri (Boccia su tutti, con uscite veramente notevoli) avevano invece rilanciato l'acquisto per vari motivi, alcuni molto fantasiosi tipo "danno lavoro", "servono per spegnere gli incendi", ecc, ecc.
Per ora è una mediazione accettabile. Speriamo che il testo vada in aula così com'è e, soprattutto, che venga approvato. 

6 maggio 2013

Son stati giorni convulsi

Ma riprendendo un po' il filo della situazione devo dire che non mi sono perso granchè.
Morgando e Bragantini si sono dimessi, il primo dando la colpa alla mancanza di sedie nel nascente governissimo, la seconda concordando con Morgando e rincarando la dose contro noi di OccupyPd e Pallacorda.
Cioè, perdere le elezioni, migliaia di voti e anche un po' la faccia va bene, non ci si schioda. Perdere le sedie invece guai. Tutti a casa. Dando ovviamente la colpa ai contestatori.
Cacchio.Vi assicuro che io , Fabio, Matteo, Diego, Alessandra e gli altri non credevamo di poter essere così influenti. Con la nostra protesta abbiamo addirittura influito sulle scelte del governo! Accipicchia.
E dire che solo una settimana fa eravamo pronti a scendere a patti con il mondo intero.
A mio modestissimo parere, questi battibecchi e certe dichiarazioni non interessano a nessuno. E fanno male al Pd, o almeno a quel che ne resta.
Sarebbe il caso di smetterla e di iniziare a lavorare per il congresso, subito. Con serietà.
Perchè se il Pd è rimasto impantanato tra ex Ds ed ex Margherita, quello prossimo non può nascere con una guerra intestina tra giovani e vecchi.
L'unica divisione che io vedo in questo momento, ed è trasversale nel Pd e anche fuori dal Pd, è tra chi vuole cambiare questo Paese sul serio e chi invece vuole solo lisciare il pelo al gattopardo.

18 aprile 2013

Ho mandato una mail a Bersani

Fatelo anche voi
segre.bersani@partitodemocratico.com

NON PERDIAMO QUESTA OCCASIONE:

Gentile segretario Pierlugi Bersani
Sono da sempre un elettore del Pd, nonchè segretario del Circolo di Condove (TO).

Ti chiedo con forza di far sì che il Partito Democratico, il nostro partito, sia il protagonista di un cambiamento vero e visibile e di conseguenza abbandoni l'idea di candidare di Franco Marini per la Presidenza della Repubblica.
Con il voto del 24 e 25 febbraio, l'Italia e gli italiani hanno chiesto a gran voce un cambiamento radicale e immediato.
Eludere questa domanda sarebbe un errore storico clamoroso, che ci costringerebbe alla sconfitta e alla marginalità per lunghi anni. Oggi abbiamo un'occasione irripetibile per fare una cosa giusta.
Per allontanare Berlusconi dai nostri orizzonti.
Per stupire chi non ci crede più.
Per fare dell'Italia un posto migliore.
Mi aspetto che tu, e tutti i parlamentari di quello che è ancora il mio partito abbiate coraggio.

Jacopo Suppo

22 febbraio 2013

Sapete per chi voto, vi spiego anche il perchè

Oggi finisce la campagna elettorale. Una legge vecchia non so quanti anni (che andrebbe decisamente rivista) impone il silenzio "riflessivo" di un giorno che, come sempre, non sarà rispettato e che comunque non servirà a far cambiare idea a chi ha già deciso o a convincere i tanti indecisi.
Sapete benissimo cosa voterò, ma visto che continuo a ricevere (e mi fa molto piacere) tante mail o sms che mi chiedono un parere o una delucidazione, metto nero su bianco un po' di cose sul perchè voterò il Pd e sul perchè credo sarebbe bene se la maggioranza degli italiani facesse lo stesso.
Per me, ci son tre livelli: uno pratico, l'altro civile, il terzo politico.
Sul piano "pratico", mi convincono le proposte sul fisco e sul recupero dell'evasione. Meno contanti, meno nero, introduzione della fiscal card (che tra l'altro abbiamo già...avete presente la tessera sanitaria no?), abbassamento della soglia dei pagamenti non tracciabili. Perchè non è vero che i soldi in Italia non ci sono. Ci sono eccome, basta solo andarli a prendere.
Mi convincono, e molto, le proposte sul rilancio dell'economia investendo sulla green economy e sullo sviluppo della banda larga (le vera grande opera che serve all'Italia). Finalmente un investimento serio sul futuro.  
Da amministratore di un piccolo comune poi, sono contento dell'impegno preso da Bersani per allentare il patto di stabilità per quanto riguarda gli investimenti dei comuni. Un modo per monitorare la spesa senza rinunciare ai tanti piccoli lavori che sono l'anima dell'economia locale.
Ottima anche la proposta di abolire l'Imu fino a 500 euro di imposta, in modo da tutelare chi ha meno e far pagare un po' di più a chi ha molto di più.
Spero infine sia praticabile il taglio degli investimenti sulle spese militari a favore delle scuole e degli ospedali e che si trasformi in legge la proposta di adeguare lo stipendio dei parlamentari a quello di un sindaco di una grande città. Abbiamo bisogno di un po' di criterio nello spendere i soldi pubblici. 
Sul piano civile, non vedo l'ora di stappare le bottiglie che ho in fresco il giorno in cui il Parlamento approverà le unioni civili come nei paesi civili, il diritto di cittadinanza per i figli degli stranieri che sono nati in Italia e per gli stranieri che vivono e lavorano e pagano le tasse in Italia da anni, una legge contro l'omofobia e il femminicido e l'abolizione della legge 40 (come ci chiede l'Europa).
Non vedo l'ora che l'Italia torni ad essere un grande paese europeo, perchè l'Europa è la nostra casa, il nostro orizzonte, il nostro futuro.
Il piano politico è quello che tiene insieme i precedenti due. Perchè la crisi la sia batte non solo con una società più "ricca", ma soprattutto con una società più giusta. Perchè lo sviluppo economico deve essere accompagnato da quello sociale, culturale, civile e morale. Perchè dobbiamo lavorare per un'Italia nuova, più aperta e più inclusiva. L'unico partito che può tenere insieme queste cose è renderle possibili è il Pd e la scelta di fare le primarie sia per la scelta del candidato premier, sia per i parlamentari nè è la conferma.
Nella Prossima Italia non ci saranno uomini soli al comando, ma un nuovo impegno collettivo, un rinnovato senso di responsabilità. Non basterà più andare in piazza a sbraitare (e ridere sotto il palco), o promettere la luna sperando che qualcuno ci caschi (e qualcuno ci casca sempre).
Basta slogan, basta ricette facili, basta far decidere ad altri. Le chiacchiere staranno a zero.
Ci vorrà l'impegno e l'aiuto di tutti. Sarà una vera rivoluzione.
Non vedo l'ora, perchè non se ne può veramente più.

    

19 febbraio 2013

Cercate un'altra scusa

Perchè quella di dire "non voto il centrosinistra perchè tanto poi si allea con Monti" ha stufato, non vuol dire niente ed è un controsenso.
Come avevo già scritto qui, non sono un fan del voto utile, ma concorrere all'insufficienza numerica del centrosinistra al Senato, salvo poi (già me lo immagino...) accusare Bersani e Vendola di fare un accordo post elettorale con Monti semplicemente non ha senso.
Vi interessa il centrosinistra ma non volete che il Pd e Sel si accordino con Monti? Votateli. Non c'è altro modo.
Poi ci sarebbe da fare una bella riflessione sul fatto che la politica non si esaurisce con il voto, ma che deve essere innanzitutto partecipazione continua e diffusa. Non vi piace il Pd per come è adesso? Iscrivetevi e dateci una mano a cambiarlo (a ottobre c'è il congresso, tra l'altro). E non vale la scusa che "tanto non cambia mai niente" perchè le primarie han dimostrato che non è così. 
Se il problema invece sono "le cose da fare", vi consiglio questo puntualissimo post scritto qualche giorno fa da Pippo Civati. Impegni concreti, messi nero su bianco da chi ci sarà, nel prossimo Parlamento, e garantirà impegno e trasparenza.

17 febbraio 2013

Ormai ci siamo

Abbiamo ancora cinque giorni molto intensi di campagna elettorale. 
La Piazza del Duomo di oggi fa ben sperare.
La presenza di Prodi poi, da un lato emoziona, dall'altro responsabilizza.
Se tutto va come deve andare, a sto giro, per favore, non facciamo cazzate.  

16 febbraio 2013

#lanostraparte

L'abbiamo fatta oggi e la faremo ancora nei prossimi giorni (mercoledì per esempio saremo al mercato, ancora per "attaccar bottone") anche perchè stare in piazza ci piace.
C'è da discutere, spiegare cosa si vuol fare da lunedì prossimo in poi e impegnarsi perchè il centrosinistra costruisca davvero l'Italia giusta. C'è tanta incazzatura ma anche tanta speranza e voglia di cambiamento, anche nella lontana e travagliata Valsusa.    
Anche per questo, le iniziative di campagna elettorale proseguono. Domani, alle 10, al dopolavoro ferroviario di Bussoleno, arriverà Cesare Damiano a parlar di lavoro e di welfare mentre lunedì a Giaveno, dalle 18.30, è stato organizzato un apericena con alcuni candidati del Pd e di Sel.

12 febbraio 2013

Riparte il futuro

E' una campagna online, promossa da diverse associazioni, per chiedere al prossimo Parlamento trasparenza e impegno per combattere la corruzione, che ogni anno ruba a noi italiani 60 miliardi di euro, più o meno il Pil della Croazia.
Se fosse uno Stato indipendente, "la corruzione" sarebbe la 76° economia del mondo.
Io ho firmato.
Fatelo anche voi cliccando qui, ma soprattutto controllate qui quali sono i candidati alle prossime politiche che hanno firmato l'appello e che, in caso di elezione, si sono impegnati a combattere la corruzione in Parlamento.
Nel resto del mondo funziona così. Open data, open democracy, piena trasparenza.
Pian piano, con un ritardo mostruoso, ci stiamo adeguando anche noi.
Era ora.

26 gennaio 2013

Inizia la campagna elettorale del Pd

Vi segnalo alcuni appuntamenti che il Pd ha organizzato per questa prima fase di campagna elettorale.
Coerentemente con quanto detto da Bersani in questi mesi, il punto principale del programma del centrosinistra sarà affrontare la crisi partendo dal lavoro, difendendo quello che oggi è in crisi e provando a crearne di nuovo.
Per sottolineare questa priorità, il Pd in Piemonte 1 ha come capolista Cesare Damiano, che credo non abbia bisogno di presentazioni.
Insieme a lui e ad altri candidati, il Pd ha messo a punto alcune iniziative a Torino e anche in valsusa, per incontrare e per discutere con i lavoratori e con i cittadini.
L'apertura della campagna elettorale sarà giovedì 31, alle 21, al Teatro Vittoria in via Gramsci 14 a Torino, presenti lo stesso Damiano, Sergio Cofferati e i segretari regionali e provinciali Morgando e Bragantini.
Giovedì 7 febbraio, alle 12, Damiano sarà presente alla mensa della Tekfor e dell'Azimut ad Avigliana per incontrare i lavoratori.
Martedì 12, alle 21, sempre ad Avigliana ma questa volta nella sala del consiglio comunale, ci sarà un incontro con Anna Rossomando per parlare della rappresentanza femminile ma soprattutto di legalità e di diritti.
Domenica 17, alle 10, al dopolavoro ferroviario di Bussoleno, parleremo ancora di lavoro in un incontro pubblico sempre con Cesare Damiano.
Altri appuntamenti sono in fase di definizione.
Vi terrò aggiornati