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7 giugno 2013

Rassegna stampa - Luna Nuova

Alla fine pare non sia successo niente di particolare. Ci chiariremo, ne parleremo, ecc, ecc.L'Amministrazione sceglie il low profile istituzionale. Abbiamo un sindaco e un vicesindaco che sembrano Fonzie: non riescono a pronunciare la parola "scusa".


6 giugno 2013

Rassegna Stampa - parte seconda. Ancora sul 2 giugno

La vicenda sta assumendo una dimensione un po' più ampia di quella condovese.
Meno male. Che tutti sappiano.
p.s. Condove non ha 7.500 abitanti ma 4.700 circa.

4 giugno 2013

Rassegna stampa condovese

Oggi Luna Nuova pubblica il mio post su quello che é successo sabato. La cosa più significativa però, é la lettera del sindaco di Caprie, che non solo prende le distanze dalle parole del vicesindaco, ma dichiara che dopo sabato le relazioni istituzionali tra Condove e Caprie sono compromesse.
Com'era il claim? Insieme si può? Benissimo...

3 giugno 2013

L'omofobia é arrivata a Condove

Sabato sera, durante le manifestazioni organizzate a Condove per commemorare la festa della Repubblica, il vicesindaco ha preso parola per un breve discorso ufficiale. Così come aveva già fatto durante l’orazione ufficiale del 25 aprile, quando aveva detto che anche i partigiani hanno commesso dei crimini durante la guerra di Resistenza, anche in quest’occasione il vicesindaco ha voluto dare una sua personale interpretazione su un tema molto attuale come i riconoscimenti dei diritti per gli omosessuali, chiedendosi “come può una società progredire se si nega un principio naturale, come il fatto che il matrimonio si fonda sull'unione tra uomo e donna?”.
L’articolo 29 della Costituzione, fondamento della Repubblica che abbiamo festeggiato proprio ieri, cita testualmente: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, non limitando espressamente l’istituto del matrimonio a persone di sesso diverso. Una disposizione neutra, scritta in anni lontani da quelli che viviamo e in un contesto sociale profondamente diverso. Una frase che tiene aperta la porta dell’inclusione e della piena cittadinanza per tutti gli italiani quale che sia il loro l’orientamento sessuale. Interpretare in senso diverso questo articolo della costituzione vuol dire attribuire un valore morale (e quindi oggettivo) alla parola “naturale”. Un’accezione moralistica della legge che è stata superata con la Rivoluzione francese.
C’è però un altro fattore, molto più importante, che riguarda la dignità calpestata, i diritti negati e una cittadinanza non compiuta. Sentimenti che accompagnano ogni giorno milioni di omosessuali italiani. Mentre nel resto del mondo, seppur tra difficoltà e resistenze, i diritti degli omosessuali vengono riconosciuti e ratificati dai Parlamenti (gli ultimi, in ordine cronologico, a istituire i matrimoni gay sono stati l’Uruguay e la Francia), qui in Italia ci sono rappresentanti delle istituzioni che lavorano per una società più chiusa, divisa, con cittadini di serie A e di serie B. Politici o, come in questo caso, amministratori locali che credono di “far progredire” la nostra società limitando il diritto alla felicità e all’autodeterminazione di milioni di persone che dovrebbero rappresentare. Un atteggiamento che in questi anni ha creato un clima da caccia alle streghe nei confronti degli omosessuali, che trovano spazio sui media nazionali solo dopo episodi di violenza o intimidazione nei loro confronti.
Come può uno Stato lasciare indietro un pezzo di sé, non preoccuparsi che una parte della società del presente e del futuro non riesce a sentirsi cittadino a tutti gli effetti? Come è possibile trattare questo argomento con tale superficialità e sufficienza, mettendo davanti a tutto la propria morale e le proprie convinzioni etiche, manco vivessimo ancora nell’Italia feudale dell’alto Medioevo? Come può la politica italiana continuare a far finta di niente, limitandosi a dichiarazioni di facciata? 
Le dichiarazioni del vicesindaco poi, stridono profondamente con la storia civica di Condove. Una comunità che ha dato tanto alla guerra di Resistenza e che é stata in prima linea in battaglie importanti come la lotta agli armamenti o il riconoscimento dell'obiezione di coscienza. Una comunità aperta al prossimo senza nessuna preclusione, convita che le diversità rappresentano sempre una risorsa importante e non un ostacolo.
Il mio vicesindaco si chiede come può una società progredire se riconosce i matrimoni gay. Io, che di questa società faccio parte, mi chiedo invece dove crediamo di andare se impediamo alle persone di amarsi.  

24 maggio 2013

Strade e pensieri per domani

"Giovedì il Consiglio nazionale dei Boy Scouts of America, la più grande associazione scout degli Stati Uniti e una delle più grandi al mondo, ha approvato una norma che permette ai ragazzi dichiaratamente gay di far parte del movimento, contrariamente a quanto successo finora".

Il resto, su IlPost.

Un mondo "un po' migliore di così" lo si costruisce attraverso questi gesti.
Perchè le cose cambiano solo in un modo. Cambiandole.

12 gennaio 2013

I figli sono figli. Punto.

Ieri la Cassazione, in relazione all’affidamento di un bambino a una madre che vive con la sua compagna, ha stabilito in una sentenza che è un «mero pregiudizio» sostenere che sia dannoso per i bambini crescere in una famiglia omosessuale.
Un sentenza storica, purtroppo. Dico purtroppo perchè trovo ridicolo-triste-vergognoso che in un grande Paese come l'Italia sia la Cassazione a dover dare indicazioni in materia di diritti.
E' un compito che dovrebbe assolvere la politica, senza neanche troppi sforzi. Basterebbe raccogliere le tante istanze e sollecitazioni che vengono dal mondo reale, quello fuori dal palazzo, che guarda basito alle discussioni ideologiche e conservatrici su questo tema.
Spero che il prossimo parlamento, tra i tanti provvedimenti che dovrà discutere, s'impegni nel campo dei diritti civili per adeguare la legislazione italiana a quella degli altri paesi europei