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31 marzo 2015

Volere la luna. Anche una legge elettorale però va bene.

Eduard Bernstein è stato uno dei più importanti socialdemocratici di fine '800.
Conobbe Engles a Londra e, pur trovandosi d'accordo con lui e Marx sulla struttura sociale che avevano descritto, sui meccanismi economici e politici che regolavano il mondo del lavoro di allora, e anche sulla necessità di instaurare un nuovo corso sociale fondato sul potere ai lavoratori, polemizzò profondamente con loro su come raggiungere questo obiettivo. Non attraverso una spinta rivoluzionaria ma attraverso un'opera di modernizzazione permanente del capitalismo. Attraverso un'azione di contrattazione tra lavoratori e capitani d'industria. Attraverso una pratica politica riformista. La sua idea di società, di innovazione e di politica si riassume nel suo motto più famoso: "il fine è nulla, il movimento è tutto".
Ieri sera, riascoltando qualche intervento della direzione nazionale del PD dove si discuteva della legge elettorale, mi è tornata in mente la frase di Bernstein.
Perchè forse questa legge elettorale potrebbe essere migliore.
Perchè resto convinto del fatto che un ritorno al tanto odiato e poi tanto rimpianto Mattarellum sarebbe stata la cosa migliore.
Perchè credo che i capilista scelti dai gruppi dirigenti di questi partiti ormai insesistenti rischino di essere scelti in base a criteri di fedeltà e non di merito. 
Però, ci sono dei però.
Perchè a forza di aspettare e litigare su una legge migliore, rischiamo di andare a votare ancora una volta con questa schifezza che abbiamo adesso.
Perchè quelli che oggi criticano l'Italicum e chiedono un ritorno al Mattarellum, sono in gran parte gli stessi che il Mattarellum potevano reintrodurlo, ma non lo han fatto.
Perchè credo che il problema dei capilista bloccati si possa superare con le primarie, cosa su cui Renzi si è impegnato e su cui bisogna vigilare e chiedere conto.
Perchè sono convinto che la storia non si esaurisca con un voto parlamentare, ma vada avanti nonostante i Renzi, i D'Alema, i Fassina e i Giachetti, e il Parlamento (presumibilmente il prossimo o quelli che verranno) potrà ricominciare a discutere di legge elettorale altre cento volte, se è necessario e se ci saranno le condizioni.
Questo è "il movimento" di Bernstein. Questa è l'essenza del riformismo.
Un pezzo del mio partito invece ha deciso di andare allo scontro totale, cercando un casus belli che difficilmente sarà capito da chi dobbiamo convincere a votarci ma soprattutto non valorizzando manco un po' le modifiche all'Italicum che erano state richieste e accolte, trasformando così una vittoria in una sconfitta.
Credo che dietro a tutto questo ci siano alcune ragioni politiche ma soprattutto un senso di rancore nei confronti di Renzi, "reo" di aver fatto saltare il tappo ad un partito imbottigliato nel passato di chi lo aveva fatto nascere, ma forse mai davvero nato. Questo però è stato deciso da un congresso, mica da un golpe. 
Ieri è stato il giorno, oltre che dell'Italicum, anche dei 100 anni di Pietro Ingrao, che qualche anno fa scrisse un bellissimo libro intitolato "Volevo la Luna". Condivido in pieno lo spirito di quello scritto: volare alto, darsi obiettivi al limite dell'impossibile, rilanciare sempre. Vivere "in movimento" insomma. Ingrao di sicuro non era un riformista, però aveva capito che per volere la Luna, o almeno una legge elettorale, la testimonianza non basta.      
  





 
  

3 febbraio 2015

Ce lo chiede l'Europa

Luna Nuova ci dà un piccolo spazio per l'incontro di sabato mattina con Daniele Viotti.
Una mattinata per parlare di Europa, di sviluppo, di futuro e della nostra valle.
Dalle 10, nella sala della biblioteca comunale.
Tutte le info, in aggiornamento, le trovate sull'evento Facebook che trovate qui.
"Partecipate e diffondete", si diceva una volta.
Noi vi aspettiamo.

27 ottobre 2014

Un week end un po' pesante

Ho seguito con parecchio distacco il debry Leopolda-Piazza San Giovanni.
Ho trovato entrambi i momenti molto strumentali, molto costruiti, tutto sommato abbastanza fini a se stessi.
Perchè su riforma del mercato del lavoro, sul mondo del lavoro e sul ruolo del sindacato hanno ragione Renzi, Di Vico oggi su Il Corriere e il solito pungente Enrico Sola.
Perchè le vere sciagure di questo mercato del lavoro sono sia dei contratti al limite dello sfruttamento, sia la struttura stessa del mercato del lavoro. Rigida, immobile, incapace di essere inclusiva quando serve e allo stesso tempo di ricollocare e di garantire protezioni quando le esigenze cambiano.
Perchè la corsa al posto fisso e alle sue tutele ha garantito la generazione precedente, ma sta massacrando la mia e, in tempi di crisi devastante come quelli di questi anni, ha innescato una guerra tra poveri che ha aumentato le inefficienze, ha bloccato possibili reazioni (industriali, economiche, finanziarie) a questo stato di cose ma soprattutto ha creato nell'immaginario collettivo una frattura devastante.
Chi ha un lavoro che gli garantisce dei diritti (DI-RIT-TI) è un privilegiato. E i diritti sono diventati un privilegio.E questo perchè, banalmente, chi usufruisce di questi diritti è ormai la minoranza di chi lavora.
Quando la CGIL dice di dover allargare i diritti, un paio di domande su questa status quo se le dovrebbe fare. Perchè se non ha convinto ad iscriversi al sindacato manco uno come me, abbastanza politicizzato e sensibile a quello che mi capita intorno, forse un problema di rappresentanzione della realtà ce l'ha.
A questo gigantesco caos bisogna metter mano, cosa che il governo sta provando a fare.
E qui, per me, casca Renzi.
Perchè ridurre il dibattito su questo tema come un perenne scontro tra vecchi e nuovi, tra gufi e rivoluzionari, tra chi blocca il paese e chi lo vuole cambiare, semplicemente non serve a nulla e inizia a dare anche un po' fastidio.
Soprattutto quando, a voler fare i precisini, nella legge delega su cui il governo ha chiesto la fiducia (la fiducia su una legge delega...) non c'è scritto praticamente nulla (NULLA!) del percorso politico di questo riforma del mercato del lavoro.
E non basta salire su un palco e urlare "basta ai co.co.pro e sì al contratto unico!" se poi non mi spieghi  (e ormai è un mesetto buono...) come intendi procedere e dove mi trovi le coperture per questa riforma.
Perchè allora mi viene il sospetto che ci troviamo di fronte ad un bluff.
L'ennesimo bluff. Che secondo me è mirato ad andare al voto anticipato.
Una strategia che di rottamatrice non ha proprio nulla, anzi.

Un sacco di miei amici hanno partecipato o alla Leopolda, o alla manifestazione in piazza San Giovanni.
A loro mi sento di chiedere questo. Proviamo a mettere un attimo da parte l'orgoglio identitario e proviamo a perseguire un obiettivo comune. Incalzate (-amo) il governo affinchè non getti nel calderone degli slogan e degli hashtag questa opportunità storica di ammodernare il nostro mercato del lavoro.
Adesso che possiamo essere noi a decidere, facciamolo.  
 
                 
   

21 ottobre 2014

Qui cambia tutto

Nella direzione nazionale di lunedì, Matteo Renzi ha parlato per la prima volta di una prospettiva politica che già da qualche giorno aveva trovato spazio nei media. Semplificando, un ipotetico Partito della Nazione (che è una definizione che trovo orribile).
Un soggetto largo ma definito ("da Romano a Migliore" ha detto Renzi), un partito per uscire definitivamente da questa lunga agonia della seconda Repubblica e aprire una fase nuova, i cui contorni e le cui prospettive sono ancora incerte, più per il contesto economico e internazionale che non per volontà del premier.
Ieri sera poi ho sentito Migliore dire che lui e i deputati che insieme a lui qualche mese fa hanno lasciato Sel, oggi si iscriveranno al gruppo del Pd, per "partecipare fino in fondo al cambiamento messo in moto dal Pd di Matteo Renzi, “forza nella quale si possono esprimere i valori e anche i contenuti di una sinistra autenticamente di governo, che è quello che vogliamo fare noi”.
Ora, io non so come andrà a finire questa storia. So però come è iniziata. Banalmente, perchè l'ho vissuta praticamente dall'inizio.
Sentendo le parole di Migliore e leggendo le aperture di Romano, mi è tornata in mente un'iniziativa del 2009 che in pochi seguirono ma che, oggi, si rivela per quello che fu. Il primo vagito del nuvo Pd. Del vero, Pd. Si trovarono a Piombino, Romano, Serracchiani, Scalfarotto, Concia, Sofri, Civati e altri ancora. Si discusse tantissimo, di politica, di politiche, di strategie. Si parlò anche di un tema troppo spesso evaso nella storia recente della sinistra: la leadership. Romano stesso scrisse un pezzo stupendo (me lo ricordo ancora oggi) intitolato "Ho visto il futuro leader del Pd" dove raccontò quei tre giorni e le speranze che aveva intravisto. Il futuro/attuale leader del Pd c'era a Piombino. Arrivò dopo e andò via prima, ma faceva parte anche lui di quella nascente classe politica che sognava un Pd aperto, largo, liberal all'americana, attento ai diritti civili e determinato a metter mano ad un mondo del lavoro imballato.
Quel gruppo in questi cinque anni ha fatto molte cose.
E nel mio piccolo mi onoro di aver dato il mio contributo e il mio sostegno.
Ha lavorato sui territori, ha creato reti, ha mobilitato giovani su campagne specifiche: dalla banda larga alla cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri. Dalle primarie per i parlamentari all'istituzione dei matrimoni anche per gli omosessuali. Dal testamento biologico al contratto unico.
Avevamo un limite. Enorme. Non avevamo un leader.
Avevamo una nave, una rotta, un buon equipaggio ma non un comandante. Avevamo anche un buon vento, magari senza saperlo, ma non avevamo chi sapeva coglierlo.                       
Ci provammo con Ivan (Scalfarotto) alle europee del 2009 e con Marino al congresso dello stesso anno. Male in entrambi i casi.
Poi capitò la Leopolda. La prima. E l'ancora del cambiamento fu levata definitivamente. E la nave del Pd, lentamente, iniziò a prendere il largo.
Quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti. Così come quello che sta succedendo adesso. Renzi ha monopolizzato la scena politica, diventando punto di riferimento a 360°, per chi lo sostiene ma anche per chi lo osteggia.
Quello che però sta accadendo, al di là dei nomi dei protagonsti e delle sigle dei gruppi che rappresentano, segna un ulteriore passo in avanti.
Se si ha l'onestà intellettuale di scindere i fatti dai processi politici, a me sembra chiaro che quello che si sta mettendo in moto è proprio quel processo immaginato a Piombino, che aggrega le persone di una nuova generazione politica mandando in soffitta 20 anni di Berlusconi contro il resto del mondo, realizza (finalmente) il partito dell'Ulivo e non più un'accozzaglia di micro partiti e di micro leader pronti a farsi le scarpe, avvicina il Pd al Labour party inglese o al Partito Democratico americano, tenendo insieme anime diverse con una sensibilità comune. Quella dell'innovazione, dell'allargamento dei diritti, dell'ammodernamento della società.
Ora, è innegabile che non ci sia ancora nulla di certo e di definito, ma solo ammiccamenti e posizionamenti. E' altrettanto innegabile che stiamo arrivando a questa situazione per "annessione" e non per "convinzione", com'era auspicabile. E questo non credo sia un fattore positivo. Temo ci sia molta tattica in tutta questa operazione, ulteriore indizio che mi porta a credere che le elezioni politiche si stiano avvicinando a passi da gigante.
Credo inoltre che questo nuovo "ipotetico" Pd dovrà fare i conti con quello che il governo riuscirà a produrre in questi mesi (i fatti di cui sopra...), e ad oggi mi sembra che non siamo proprio messi benissimo. Tanti slogan, tanta chiacchiera, misure che non han sortito l'effetto desiderato, troppe incertezze sul tema dei diritti, un riforma del mercato del lavoro che è ancora una pagina bianca su cui il governo ha chiesto la fiducia.
Questi fatti pesano, e peseranno. Ma sul lungo periodo il processo politico che si sta concretizzando è destinato a cambiare, e di parecchio, lo scenario politico e credo anche il nostro Paese. Ed è quasi paradossale che Renzi, che probabilmente è quello che in questa cosa ci ha creduto di meno, ora sia il protagonista assoluto, mentre uno come il mio amico Civati, che ha dato tutto per questa prospettiva, si trova ora in difficoltà. Intendiamoci, fa bene Pippo a mettere i puntini sulle "i" sulle misure che spesso frettolosamente il governo manda in aula, ma è innegabile che il clima da "gufi", "professoroni", "ce ne faremo una ragione" di sicuro non aiuta.  
Vedremo cosa capiterà in queste settimane, possibilmente partecipando attivamente a tutti questi cambiamenti.
Perchè starne fuori sarebbe una stupidaggine imperdonabile.   
 

23 gennaio 2014

Rassegna Stampa - legge elettorale

Oggi LaValsusa pubblica un pezzo sulla legge elettorale, raccogliendo un po' di spunti e riflessioni. Bruno Andolfatto ha chiesto anche a me un pensiero su questa proposta di legge, pubblicandone una parte per motivi di spazio. Vi metto qui sotto la mail che gli ho inviato ieri sera, dove sono stato un po' più sbrodolone.
Due cose, una di metodo e l'altra di merito.
Metodo: tutti d'accordo che la legge elettorale fa schifo e va cambiata? Sì. Ecco, le cose si cambiano, "cambiandole" e in Parlamento lo si fa con chi ci sta. Durante l'assemblea nazionale del 15-12 (io c'ero..) Renzi ha teso la mano a Grillo, dicendogli #beppefirmaqui, facciamo un patto per legge elettorale, costi della politica, riforme, ecc.
Risposte? Zero.
Allora ha incontrato il leader decaduto al Senato ma purtroppo non tra li italiani (basta guardare i sondaggi e basta vedere che ha preso 6 milioni di voti a febbraio) del terzo gruppo parlamentare più numeroso. Che doveva fare? L'alternativa è tenersi il porcellum, che oltre ad essere una pessima legge è pure incostituzionale.
Ha sbagliato in una cosa renzi: dire quel "profonda sintonia" che ha nascosto tutto il dibattito.
Ha però fatto una cosa furba: si è scelto nn l'interlocutore, ma l'avversario. Quello più debole. Polarizzando la comunicazione su loro due.   
Merito: la proposta di legge non mi convince al 100%. il premio di maggioranza mi sembra molto alto, il fatto che ci siano le coalizioni ma che se nessuno raggiunge il 35% al primo turno si va al ballottaggio esprimerebbe un Parlamento con tre sole forze politiche, lasciando fuori i rappresentanti di una fetta consistente di elettorato, la mancanza delle preferenze (che nn sono la panacea di tutti i mali. Fiorito è stato eletto con le preferenze, la quasi totalità dei consiglieri del cdx indagati in Regione anche...) in un momento così delicato per il nostro Paese rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalla politica.
Detto questo, mi sento di sostenere il percorso che ha iniziato Renzi, che ci sta provando a dare una scossa al Pd e a questo Paese. Mi rendo però conto che la sua forza e la sua popolarità deriva anche dal nulla che c'è stato prima di lui.
Il percorso quindi sarà lungo, pieno di ostacoli (in commissione sarà un casino) ma se non lo si inizia mai resteremmo bloccati in questa situazione di stallo che è pericolosa per la nostra stessa democrazia.
La storia ci insegna che le democrazie vanno in crisi quando non decidono, cosa che in Italia sta capitando da troppo tempo.
Di populismi ne abbiamo già anche troppi, sarebbe il caso di andare oltre.  
 

 
 
 
 

21 gennaio 2014

Sulla legge elettorale

Volevo scrivere un post, per dirvi cosa penso e magari, scrivendo, capirlo meglio anche io.
Due amici, Dino Amenduni e Pippo Civati, mi han preceduto.
Il primo ha scritto questa bella riflessione, il secondo ha parlato ieri in direzione nazionale.
Alla fine la penso come loro.
Che è consolante per quel che riguarda la sintonia con persone intelligenti e con cui ho condiviso un percorso.
Un po' meno per quel che ci aspetta.

P.s. per i patiti di sondaggi, simulazioni, previsioni del futuro in genere, qui trovate un'interessante analisi di youtrend su come sarebbero andate e su come potrebbero andare le elezioni con questo sistema elettorale (che è ancora in là
da venire).
  
  

19 gennaio 2014

Profonda sintonia

Tutti noi siamo in "profonda sintonia" con qualcosa.
Raramente però, lo siamo al 100% su quello che è altro da noi.
Quindi, anche nel dibattito post incontro Renzi-Berlusconi, sarebbe il caso di evitare le battute e gli schermi e provare a capire cosa sta capitando. Perchè non è vero che è stato resuscitato mister B., e non è vero che torna di moda il claim PDL e PD meno L.
E' vero invece che sta capitando qualcosa di importante.
Capita che Renzi è in profonda sintonia con la base del PD (basta vedere i numeri delle primarie) e sta facendo quello che la base del suo partito gli ha chiesto. Sta provando a fare il PD.
Capita allora che per fare le cose se non si hanno i numeri, bisogna fare gli accordi, vedersi, fare proposte, confrontarsi.
E' anche capitato che Renzi, prima di incontrare Berlusconi (che, se non mi sbaglio, ahinoi è il leader del terzo partito rappresentato alla Camera), aveva fatto un bell'assist a Grillo (a proposito di condannati in via definitiva), chiedendogli #beppefirmaqui e cambiamo l'Italia. Era il 15 dicembre. Non è successo nulla.
Capita che se la legge elettorale è una priorita, è arrivato il momento di farne una nuova, se no non si capirebbero i 34 appelli al giorno, puntualmente seguiti dal vuoto pneumatico. 
Renzi si è messo a fare il segretario, velocizzando i tempi della politica in maniera pazzesca, mettendo spalle al muro compagni di partito che gli fanno la guerra e avversari.
Sta provando a fare le cose, a ribaltare un sistema politico che in vent'anni non ha fatto quasi nulla.   
Sta giocando pesante, Renzi, e lo scivolone linguistico di ieri (profonda sintonia...) dimostra che è anche un po' teso. E ti credo! 
L'unico che ha capito tutto questo? Il solito mister B.
A cui non frega nulla di andare al Nazzareno col cappello in mano, perchè sa che quello sta diventando il luogo dove si prendono le decisioni. Figurarsi se si preoccupa per così poco uno che voleva far cadere il governo e quando si è accorto che non aveva i numeri, in aula!, ha fatto retromarcia.
Tralascio poi il tema "governo". Semplicemente perchè dire di dover fare una nuova legge elettorale partendo da chi attualmente è al governo per me non è un argomento. Punto. 
Sono entusiasta che mister B. sia andato per due ore nella sede del PD? No, nessuno lo è.
Ma non sono stato entusiasta di vivere nell'Italia berlusconiana di questi ultimi vent'anni. E mi ha fatto letteralmente schifo che il mio partito abbia fatto due governi (non uno, due!) con Berlusconi e la sua banda, senza riuscire a portare a casa nulla, se non l'abolizione dell'IMU (che non era una proposta nostra).
Non so se porteremo a casa qualcosa. La proposta che sta venendo fuori non mi convince molto, ma finalmente il PD fa il PD. Gioca all'attacco, detta la linea, si sceglie gli avversari (cosa comunicativamente geniale...) e i temi da affrontare.
Grillo, che non è scemo, non ha ancora detto nulla.
Stefano Fassina dice che ieri si è vergognato.
Anche io mi sono vergognato. Tante volte. Sempre per la linea politica scelta dal PD governato da lui e quelli della sua area, di cui non ricordo un successo che sia uno.
Adesso ce n'è un altro, di PD.
Vediamo che succede.       

10 dicembre 2013

Rassegna Stampa primaria (e definitiva)

Un lungo pezzo de Luna Nuova racconta quello che è accaduto in questo bel week end per il Pd.
In Valsusa abbiamo rivisto la solita grande partecipazione, con Matteo Renzi che spopola e noi che ci difendiamo alla grande, arrivando secondi praticamente ovunque.
Pippo Civati in Valsusa e Valsangone ha raccolto 630 voti. Un risultato mica da ridere, che ci colloca oltre al 18% come media di territorio e al 17,6% come collegio Pinerolo/Susa (dove abiamo raccolto 1824 voti), superando di oltre 3 punti Gianni Cuperlo
Grazie a questo risultato sono stato eletto in assemblea nazionale, a cui parteciperò per la prima volta come delegato già questa domenica, a Milano.
Un enorme grazie a chi ci ha dato fiducia e ci ha sostenuto. Ora si inizia a far sul serio. 

9 dicembre 2013

Faccio i nomi

Daniele Viotti, Ermanno Torre, Fabio Malagnino, Ilda Curti, Marko Nero, Francesco Astore, Chiara Foglietta, Riccardo Olivero, Hamilton Santià, Elena Ceretto, Eloisa Franchi, Carmine Terrioti, Marta Levi, Davide Mattiello, Pierluigi Ubezio, Fabio Lamon, Luigi Pinchiaroglio, Paolo De Francia, Sara De Giorgis, Simone De Ruosi, Andrea Aurora Di Benedetto, Rosanna De Angelis, Lorenzo Pollone, Dimitri Buracco, Francesca Rumbolo, Alessandro Montagnese, Alberto Probo, Chiara Revelchione, Alberto Abate, Agnese Boni, Roberta Falzoni, Luigi Giordano, Elvio Fassone, Maurizio Modini, Stefano Rizzo, Serena Sasanelli, Ludovica Cioria, Giuliana D'Agostino, Marco Sciretti, Alessandro Furbatto, Nicolò Sartorello, Marta Palmieri, Paola Miglio, Stefano Garello, Federico Tosco, Ivano Fucile, Guido Boccardo, Alessandra Zordan, Paolo Zanellato, Mimmo La Cava, Ottavio Davini, Matteo D'Ambrosio, Juan Carlos De Martin, Santo La Ferlita, Roberto Aringhieri, Chiara Manfredotti, Federico Dolce, Roberto Modini, Andrea Buldorini, Michele Suma, Francesca Zoavo, Marco Pavan, Gianluca Pollastri, Alessandro Ruggiero, Marco Brusconi.

Coordinare una mozione a livello provinciale non è una cosa semplicissima, credetemi.
Senza di loro, nulla sarebbe accaduto.
Siamo secondi sia in Piemonte, sia in provincia di Torino. Con il 17%.
Con alcuni di loro ho solo collaborato e fatto iniziative, con moltissimi siamo proprio diventati amici.
Dani, Erma, Fabio, Ilda, Marko e Frank invece son diventati quasi una seconda famiglia. Capita così, quando ti senti minimo tre o quattro volte al giorno con una persona.  
Un anno fa esatto, era proprio l'8 dicembre, andammo a Milano per un incontro con Pippo per decidere come organizzare il lavoro per il 2013 in vista del congresso.
Di Torino eravamo in 4.
Quattro.
E qualcuno oggi prova a spiegarmi che abbiamo perso.
Mah...  

6 dicembre 2013

Rassegna stampa "primaria" - seconda parte

Il pezzo di Luna Nuova uscito oggi a commento del bel pomeriggio di martedì.
Sotto, tutte le info sul come e dove andare a votare.
A Condove, come sempre, saremo al centro don Viglongo di via Bruno Buozzi, dalle 8 alle 20.

5 dicembre 2013

L'ultimo miglio

Stasera sarò a Pinerolo, con l'ex senatore Elvio Fassone e Marta Levi, per presentare la mozione Civati.
Domani a Piossasco con Davide Ricca (Renzi) e Andrea Giorgis (Cuperlo) per un dibattito sulle primarie e sul futuro del Pd.
Sabato mattina a Rivoli, per un aperitivio pre pranzo con gli amici rivolesi.
La campagna si fa, facendola, anche se inizio a sentirmi come Forrest Gump: sono un po' stanchino.

Rassegna Stampa "primaria"


Martedì, insieme ad Antonio Ferrentino e a Cristina Galatà, ho rilasciato una breve intervista a LaValsusa. Eccola.

Prima domanda: un motivo per votare alle primarie e un motivo per votare Civati
La Prima Repubblica è finita da 20 anni, la Seconda non è mai neppure iniziata, la Terza inizierà solo quando una nuova classe dirigente del centrosinistra si prenderà il Pd. E se questo accadrà, sarà merito delle primarie, l’unica cosa positiva che siamo riusciti a inventarci in questo lungo ventennio berlusconiano. Uno strumento per avvicinare i cittadini alla politica, per coinvolgerli e dargli la possibilità di costruire i cambiamenti di cui abbiamo bisogno. La summa di quello che era “lo spirito dell’Ulivo” (che ormai nel Pd, più che uno spirito sembra un fantasma). L’unico che in questi anni ha mantenuto vivo questo stile e questo approccio è stato Pippo Civati. Colto, preparato, innovatore sincero, determinato, aperto. Ha tutto quello che gli serve per fare il segretario.
2° domanda: cosa deve fare il Pd sulla ToLione: fermarla o farla continuare?
Che la costruzione di una nuova linea ad Alta Velocità in Valsusa non serve a niente non lo dico io, non lo dice Civati, non lo dicono i valsusini. Lo dice il governo, che confermando il progetto low cost studiato dal governo Monti ha di fatto ridotto di gli investimenti su questo progetto, che non costa 24 miliardi come qualcuno dice, ma 8, divisi tra Francia, Italia e Europa, e di cui solo poco più di 2 (rateizzati in dieci anni) sono a carico nostro. Lo dice LTF, che ha fatto sparire dal calendario dei lavori la costruzione della nuova linea (basta andare sul sito per verificare). Lo dicono i lavori di raddoppio della canna autostradale del Frejus. Lo dice il fatto che, ad oggi, si sta scavando un tunnel geognostico, che è una cosa differente rispetto al tunnel di base.
3° domanda: una ricetta per riportare lavoro e reddito in valle di susa.
La valle deve tentare in tutti i modi di difendere gli insediamenti industriali che ancora esistono con un grande progetto di territorio. La crisi della Vertek-Lucchini, della Bertone, della Selmat, della Beltrame e di altre piccole e grandi industrie non possono essere affrontate singolarmente, ma come territorio. Provando ad attrarre investimenti, sia economici, sia di innovazione        

4 dicembre 2013

Un bel pomeriggio


L'incontro con Pippo Civati è stato un successo.
In pochi giorni, mandando qualche sms e mobilitandosi su Facebook, siamo riusciti a mobilitare più di 100 persone. Una roba non facilissima alle 15.30 di un martedì qualunque.
Abbiamo parlato di cosa sta capitando al Pd e più in generale alla nostra comunità politica.
Abbiamo ascoltato, soprattutto.
I lavoratori della Vertek-Lucchini che rischiano di rimanere a casa tra pochi mesi e la disillusione e l'incazzatura di chi non si fida più della politica ma vorrebbe tornare a fidarsi.   
Abbiamo provato a spiegare che le cose sono un po' più complicate di come rimbalzano su Facebook (vedi caso Cancellieri) e che sul Tav, anche nel Pd, c'è un gruppo di persone che prova a F.A.R.E. dei ragionamenti diversi.
E' stato un gran bel pomeriggio, e credo che anche la tanta gente presente in sala abbia apprezzato.
Credo anche che abbia capito che le cose cambiano cambiandole, e il primo passo è andare a votare alle primarie di domenica e mettere una bella croce su Civati.
   

3 dicembre 2013

Rassegna Stampa - Pippo a Condove

Nonostante il preavviso minimo, Luna Nuova dà un po' di spazio alla nostra iniziativa di oggi.
Per chi non lo sapesse ancora, alle 15.30 Pippo Civati sarà a Condove.
Oggi eh, solo oggi.
Stasera poi va a Bra e domani è a Bruxelles.
L'appuntamento è per le 14.45 al binario 20 di Porta Nuova.
Esco da lavoro, un panino al volo, recupero Pippo, 40' di treno e siamo a Condove.
Ci vediamo in biblioteca.

2 dicembre 2013

Civati a Condove. Domani

Domani pomeriggio, dalle 15, 15.30 in poi, Pippo Civati sarà in biblioteca a Condove per incontrare amministratori, lavoratori di aziende in crisi della valle, iscritti e simpatizzanti del Pd.
Lo farà, lo faremo insieme, perchè abbiamo un'idea nuova della politica, che però è antichissima.
Quella di andare dove ci sono i problemi, tra la gente, in mezzo alle questioni.
Non per insegnare o per promettere la luna. Banalmente per ascoltare e per tentare di riannodare un filo di speranza che in Valsusa si è spezzato tanto tempo fa. 
So che l'orario è complicato, ma in campagna elettorale (perchè poi l'8 dicembre ci sono le primarie...) i tempi sono sempre strettissimi.
Sarò comunque un'occasione importantissma per passare dalla delusione alla speranza e per rendersi conto di persona che non tutto è perduto.

28 novembre 2013

Sono in lista per Civati. #sapevatelo


Le primarie dell'8 dicembre non decideranno solo chi sarà il prossimo segretario del Pd.
Verranno eletti anche i membri dell'assemblea nazionale, il luogo di dibattito, rappresentanza e scelta politica più importante del Pd.
Ad ogni candidato sarà collegata una lista di nomi, per cui votando, che ne so, PIPPO CIVATI, voterete contemporaneamente per i candidati scelti a suo sostegno.
La provincia di Torino è stata suddivisa in sette collegi elettorali (quelli del Senato, legge Mattarellum): Ivrea, Settimo/Caselle, Pinerolo/Susa, Rivoli/Collegno/Grugliasco, Nichelino/Moncalieri, Torino 1 (circoscrizioni 1,2,3,8,9,10) e Torino 2 (4,5,6,7), per cui chi voterà alle primarie a Torino sceglierà, oltre a Civati, delle persone diverse rispetto a chi voterà a Susa o a Rivoli o a Moncalieri.
In pratica, nel collegio di Pinerolo/Susa, chi voterà Pippo Civati voterà anche me, che sono il capolista della lista a suo sostegno.
Al mio fianco, Agnese Boni di Pinerolo, Luigi Giordano di La Cassa e Roberta Falzoni, sempre di Pinerolo. 
Un segnale di attenzione da parte di Pippo verso la Valsusa e verso il lavoro fatto in questi anni.
Quindi, votando Civati votate un po' anche me.
La cosa fa un po' sorridere, mi onora parecchio ma soprattutto spero serva almeno un po' a coinvolgere più gente possibile intorno alle idee e alle proposte portate avanti da Pippo.
Capito? 
Adesso l'8 sapete cosa fare.
    

26 novembre 2013

Gli endorsement che ci piacciono

Questa campagna per le primarie dell'8 dicembre sembra i 3.000 siepi.
Ogni giorno una scadenza, un documento da leggere, persone da contattare, eventi da organizzare, materiale da distribuire ecc, ecc.
La scadenza di questa (prima parte di...) settimana è fissata per giovedì alle 12. Entro quell'ora devono essere presentate le liste dei candidati all'assemblea nazionale, collegate ai singoli candidati nazionali, corredate da 50 firme per ogni lista.
In pratica, l'8 dicembre non si voterà solo per Renzi, Cuperlo o PIPPO CIVATI :) ma anche per delle piccole liste di persone che andranno a comporre l'organismo assembleare più importante del Pd.
La nostra raccolta procede alla grande. Stiamo ricevendo adesioni da tutti i territori della provincia e probabilmente riusciremo a chiudere questa partita già stasera.
Mettendo a posto i moduli, mi è cascato l'occhio su una firma in particolare, che mi ha fatto molto piacere vedere.
Quella di Elvio Fassone. Ex senatore, giurista, pensatore raffinato ed elegante.
Una di quelle persone da non rottamare insomma, ma da tenersi ben strette.
Vota Civati e lo fa convintamente.
Ci piacciono parecchio questi endorsement.
          

19 novembre 2013

Gli inceneritori si spengono, spegnendoli

Avete presente il sindaco di Parma, Pizzarotti? Quello del Movimento 5 Stelle, che aveva promesso fuoco e fiamme contro l'inceneritore che si stava costruendo nella sua città, giurando e spergiurando che "con noi a capo della città, l'inceneritore non aprirà mai".
Bene. Sappiamo come è andata finire.
A pochi chilometri da Parma c'è un'altra città che si chiama Reggio Emilia e che, a livello provinciale, ha un assessore che si chiama Mirko Tutino, un ragazzo del'83 che si occupa di ambiente e di tutela del paesaggio.
Mirko non ha fatto tanto casino.
Si è semplicemente messo a lavorare e l'inceneritore di Reggio Emilia è riuscito a spegnerlo.
Come ha fatto? Ce lo spiegherà "di perso
na personalmente", giovedì sera alle 20.30, in piazza Vittorio 1 a Nichelino.
Io fossi in voi un salto lo farei.

18 novembre 2013

Civati l'8 dicembre ci sarà


Ieri sera si sono concluse le convenzioni di circolo del Pd, un momento di dibattito riservato agli iscritti che hanno votato i candidati alla segreteria nazionale.
Sulla base di queste votazioni, dei quattro candidati attualmente in corsa uno dovrà cedere il passo. Uno, che da ieri sera si chiama Gianni Pittella.
In tutta Italia infatti il grosso degli iscritti democratici si è diviso tra Matteo Renzi (45,7%) e Gianni Cuperlo (38%). Pippo Civati ha preso l'11% dei voti mentre Pittella si è fermato al 5%.
In provincia di Torino il voto è stato simile a quello nazionale, con Renzi che chiude al 47%, Cuperlo al 41% e Civati a poco più del 9%.
Come mozione Civati abbiamo recuperato molti consensi in provincia, mentre a Torino città e nella prima cintura non siamo riusciti ad andare oltre al 5%. I circoli più grandi sono anche quelli più "fidelizzati" dai leader del partito e quindi più difficili da smuovere.
Il dato vero però è un altro.
Negli ultimi due mesi mi sono occupato di organizzare la mozione sul territorio provinciale.
Uno sbattimento senza fine. Siamo partiti che non eravamo neanche dieci e oggi possiamo contare su una rete attiva di una sessantina di persone che in questi giorni hanno promosso la mozione nei circoli, venduto il CiWino, distribuito volantini, ecc. Partendo da zero, e senza rimbalzi mediatici, abbiamo recuperato 502 voti tra gli iscritti, che pochi non sono.
Ci siamo conosciuti, abbiamo imparato a lavorare insieme e anche a divertirci.
Ora abbiamo tre settimane per fare quello che ci piace di più.
Parlare con la gente, convincerla a dar fiducia a Pippo Civati e alla sua idea di centrosinistra.  
Dimostrargli che le cose cambiano in un modo solo.
Cambiandole              

13 novembre 2013

Lavoro e lavoratori


Solitamente non seguo molto le vicende del sindacato.
E' un mondo che non mi appartiene, che conosco poco e che, a mio avviso, in questi anni di crisi e di grandi trasformazioni, si è adoperato soprattutto per difendere i diritti di chi i diritti li ha, invece di provare a portare questi stessi diritti ai tanti, tantissimi lavoratori (quasi tutti della mia generazione) che sono in balia delle regole del mercato, senza tutele, senza rappresentanza, addirittura senza la coscienza di far parte di una stessa classe sociale.   
Queste cose le ho anche dette in varie occasioni e in vari incontri, facendo storcere il naso ai più anziani e, mediamente, riscuotendo poco consenso. Qualsiasi critica nei confronti del sindacato viene letta come un attacco ai lavoratori (come se io non lo fossi, per dire...) e a una storia gloriosa.  
Per questo mi fanno molto piacere le parole di Maurizio Landini, con cui raramente mi trovo d'accordo ma che questa volta centra il punto.
Se vogliamo uscire dalla crisi bisogna tornare a lavorare tutti. Per fare questo ognuno deve fare la sua parte, soprattutto il sindacato che in questi anni non ha fatto quasi nulla. Serve una ritrovata cultura del lavoro ma soprattutto un nuovo modo di concepire il lavoro e la produzione.
Perchè mentre noi stiamo, a mio avviso giustamente, cercando di salvare il salvabile di un sistema industriale italiano abbandondato a sè stesso, non possiamo non guardare a cosa capita nel mondo (segnalo questo bel pezzo su IlPost) dove sta cambiando il modo di produrre.
C'è poi tutta una parte legislativa sulla quale io e Landini non credo saremo d'accordo (vedi contratto unico), però ripartiamo dai fondamentali. Sarebbe già un bel passo in avanti.