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5 febbraio 2015

Rassegna stampa condovese










Il progetto Abil-mente, il dopo scuola che partirà domani grazie all'AGESCI, la rinascita dell'Associazione Commercianti e la bella serata del 31 con la Protezione Civile e i bambini condovesi per Fora l'ors!
Progetti piccoli e grandi che abbiamo seguito in questi mesi e che ora sono realtà.
Ogni tanto, qualche soddisfazione.
Alè!   

30 luglio 2014

Eravamo ragazzi ancora...



Questo week end inizia la Terza Route Nazionale dell’Agesci.
Dall’1 al 10 agosto, 30.000 ragazzi tra i 16 e i 21/22 anni faranno strada prima in 456 campi mobili in tutte la Regioni d’Italia, infine, dal 6 agosto, si troveranno a San Rossore, in Toscana, per discutere e scrivere la Carta del Coraggio, mettendo nero su bianco esperienze e azioni elaborate durante tutto quest’ultimo anno e nei 6 giorni di route mobile.
Coraggio di essere cittadini, coraggio di “lasciare il mondo un po’ migliore di quanto lo abbiamo trovato”, coraggio di mettersi in gioco e giocare la propria parte.
Voi vi chiederete. E perché ci racconti sta storia?
Perché quand’ero più ragazzo anche io ho partecipato ad eventi simili a questo e sono cose che ti cambiano dentro.
Perché anche Elena sarà una di quelle 30.000 persone e devo ammettere che la invidio parecchio.       
Perché è un evento straordinario e vorrei riflettere su questo.
La prima Route nazionale si tenne nel 1975, la seconda nel 1986. Periodi storici diversi ma molto importanti per il nostro Paese. Anni in cui si sentiva forte l’incertezza, lo smarrimento, ma anche la consapevolezza che una strada la si trova sempre.
Non credo quindi sia un caso, o un proforma, che l’Agesci abbia deciso di organizzare un evento del genere.
Credo che una delle più grandi e importanti organizzazioni giovanili del nostro Paese (me lo permettete? Probabilmente l’unica che fa formazione giovanile con metodo e prospettiva) si sia posta la domanda di come fare a dare una mano al nostro Paese a cambiare sul serio, a svoltare, a costruire strade e pensieri per domani. Di come mettere in moto un’energia e una voglia di futuro che è il motore di chiunque si sta preparando ad affrontare la vita, proprio come i ragazzi che parteciperanno alla Route.
In un momento così complicato, di cambiamento, era logico porsi queste domande e tentare di dare delle risposte.
Spero, anzi credo, che tra quei 30.000 giovani ci sia una fetta significativa della futura classe dirigente del nostro Paese, e ne sono felice.
La straordinarietà dell’evento è questa qui. E ditemi se è poco…
Se volete vedere come potrebbe essere l’Italia tra 20 o 30 anni, andate a San Rossore a vedere cosa viene fuori dalla Carta del Coraggio. Secondo me non vi sbaglierete di molto.
Come scrisse un giorno Andrea Sarubbi: “degli scout mi commuovono la dolcezza abbinata al rigore, l’idea che il gioco sia una cosa seria, i valori trasmessi con gioia, il senso di comunità intergenerazionale, il non lasciare indietro nessuno, la metafora del cammino”.
Di una cosa sono dispiaciuto, che fino ad oggi i media non si sono granché occupati di questo evento.
Per la serie, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.

Anche la Zona Valsusa parteciperà a quest’evento. Alcuni clan (tra cui quello di Condove) saranno ospitati da altri gruppi scout, altri invece ospiteranno e organizzeranno eventi in valle.
Venerdì mattina accompagnerò i ragazzi del Condove I alla partenza, per salutare Elena e tutti salutare loro e augurargli buona strada.
Io la butto lì. Sarebbe bello che al loro ritorno ci fosse un momento di valle dove tutti questi scout possano raccontarci cosa hanno fatto e come far sì che le loro proposte entrino “nell’agenda” di chi amministra il nostro territorio.
Sarebbe bello che siano loro, che è plausibile siano il futuro della valle, a darci una mano a realizzare il domani delle nostre comunità.

Per ora, buona strada ragazzi.      

30 aprile 2014

L'Europa e noi

Ieri sera sono andato a parlare di Europa con gli scout di Almese.
Una bella serata dove è venuto fuori che sì, l'Europa è il nostro orizzonte, la nostra casa, la nostra dimensione, ma le istituzioni che la regolano sono percepite come distanti e vincolate nel loro agire più dai poteri economici e finanziari che dal volere dei cittadini.
Abbiamo perso per strada quello che era lo spirito fondativo dell'Unione Europea. Quell'idea di comunità di persone nuova, aperta, inclusiva ha lasciato spazio all'idea che l'Europa sia solo un luogo dove i poteri forti si coordinano per decidere le sorti del nostro destino. Ho voluto citare il "Manifesto di Ventotene", che è un testo fondamentale per chi vuole bene all'Europa e per chi, in tempi così complicati e senza riferimenti, vuole capire su qual è la strada che dovremo percorrere in un futuro sempre più prossimo.   "la linea di divisione fra i partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente il gioco delle forze reazionarie, lasciando che la lava incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale".
In questo mese di campagna elettorale teniamo a mente queste parole. 

24 maggio 2013

Strade e pensieri per domani

"Giovedì il Consiglio nazionale dei Boy Scouts of America, la più grande associazione scout degli Stati Uniti e una delle più grandi al mondo, ha approvato una norma che permette ai ragazzi dichiaratamente gay di far parte del movimento, contrariamente a quanto successo finora".

Il resto, su IlPost.

Un mondo "un po' migliore di così" lo si costruisce attraverso questi gesti.
Perchè le cose cambiano solo in un modo. Cambiandole.

29 dicembre 2012

Io e il mondo



Ieri sera il clan del gruppo scout di S.Ambrogio ha invitato me ed Elena a discutere di cittadinanza attiva e di scelta politica. In tredici anni con il fazzolettone al collo ho vissuto esperienze uniche, che mi hanno segnato e formato nel profondo.

Mi ha fatto un enorme piacere vedere tanti ragazzi di sedici o diciassette anni appassionati e curiosi come lo ero io. Gente con un sacco di energia, di idee, di passione. Gente con la voglia di essere protagonista e di "guidare la sua canoa".
Abbiamo discusso due ore abbondanti di partecipazione, dei partiti, della scuola, dell'amministrazione di un Comune, degli scioperi, di come manifestare, dell'informazione, ecc,ecc. Ci han coperto di domande, alcune scherzose, altre difficili, tutte serissime. Tantissima carne al fuoco, che non abbiamo avuto il tempo di sbranare tutta come avremmo voluto. Il "boia faus" di un ragazzo, con cui abbiamo chiuso la serata, la dice lunga sull'intensità della chiacchierata.


Una serata che mi ha riempito il cuore e che mi ha convinto che sì, una nuova Italia c'é già, basta farla entrare.
E ha un vantaggio enorme rispetto all'Italia dei nostri genitori: ha il futuro davanti, tutto da costruire e non un passato alle spalle, solo da difendere.

E non é poco. Anzi, é tutto.