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14 gennaio 2015

Rassegna stampa. Migranti, un accordo sindacale e (ancora) rifiuti


Luna Nuova e LaValsusa dedicano un piccolo spazio alla nostra iniziativa per la giornata internazionale dei migranti, che si celebra questa domenica.
Come sapete, abbiamo organizzato un pranzo di condivisione che si terrà nel salone delle scuole elementari. Un grazie particolare và a mons. Iovine che celebrerà la messa alle ore 10.30, alla Pro Loro che ci aiuterà con il pranzo e alla Caritas che da sempre lavora con questi condovesi d'adozione.
Spero sia una bella occasione di integrazione e di festa.




Trafiletto anche per l'accordo sindacale che abbiamo sottoscritto prima delle vacanze di Natale e di cui vi avevo già parlato qui.
Una breve infine sui rifiiuti. Durante le feste, causa la grande produzione di rifitui, abbiamo avuto un aumento degli abbandoni in prossimità delle isole. Sposo in pieno le parole del Sindaco, che sottolinea come l'eccezionalità dei giorni festivi non può essere come metro di misura e che, al netto delle difficoltà tecniche delle isole interrate, stiamo riscontrando un cattiva differenzazione del rifiuto. Nell'ultimo mese la situazione è lievemente migliorata. La pulizia presso le isole è migliorata, siamo stati col fiato sul collo ad Acsel per quanto riguarda il fnzionamento delle isole e abbiamo chiesto alla Polizia Municipale una verifica giornaliera dei problemi legati agli abbandoni, che infatti sono diminuti. Attendiamo ora l'installazione delle telecamere, che speriamo di poter attivare al più presto.

19 dicembre 2014

Abbiamo firmato un accordo con i sindacati



Piccola news, per me molto significativa
Dopo un paio di incontri esplorativi, dove abbiamo analizzato il nostro bilancio e soprattutto la struttura delle tasse locali, mercoledì sera per conto dell'Amministrazione ho firmato un verbale d'intenti con i sindacati. Un accordo che ci impegna formalmente a non diminuire la qualità e la quantità della spesa sociale, a mettere mano alle tasse in modo che siano un po' più "eque" e a rendere sempre più trasparenti i bilanci e le modalità di finanziamento delle iniziative che promuoviamo.
Sono felice di riannodare un rapporto che si era interrotto nel 2011 e sono sicuro che l'aiuto dei sindacati sarà prezioso.       

VERBALE D'INTENTI SUL BILANCIO PREVENTIVO 2015
 
In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2015, l’amministrazione comunale di Condove, e le organizzazioni sindacali CGIL-CISL e UIL con le rispettive federazioni dei pensionati, nel prendere atto delle recenti e ancora una volta negative disposizioni di legge che regoleranno le condizioni impositive dei Comuni, intendono pur nella ristrettezza delle risorse condividere alcune linee guida nell’impostazione del bilancio stesso.
L’amministrazione comunale si impegna a non diminuire la qualità e la quantità della spesa sociale e dei servizi alla cittadinanza erogati negli anni scorsi, mantenendone la qualità, la partecipazione alla spesa ed il sistema di agevolazioni, senza ulteriori aggravi a carico delle famiglie. Per queste ragioni valuta positivamente la richiesta sindacale, di verificare l’impatto che la nuova ISEE avrà sugli utenti dei servizi comunali ed eventualmente predisporre dei correttivi.
Per quanto riguarda la IUC, ed in particolare la tassa sui servizi indivisibili TASI, nella sua applicazione concreta, (confermata sembra anche nel 2015 nelle aliquote e nei criteri applicativi), l’amministrazione comunale intende operare, (a differenza del 2014 ), con dei criteri che nelle detrazioni e nella suddivisione percentuale tra proprietario e inquilino prevista dalla legge, salvaguardino le famiglie colpite dalla crisi e gli immobili con basso valore catastale.
Entrambe le parti, in un’ottica di maggior trasparenza e di dialogo con i cittadini, si impegnano a promuovere delle azioni informative per far meglio comprendere sia quali servizi vengono finanziati con gli introiti fiscali, sia le effettive ricadute di queste imposte sul bilancio comunale.
Le parti firmatarie, consapevoli che il contesto riferimento legislativo potrebbe subire ulteriori modifiche, concordano di continuare il confronto secondo uno specifico calendario di incontri, per verificare l’applicazione pratica delle priorità condivise nel presente verbale sottoscritto.

Jacopo Suppo - Vice Sindaco di Condove
Piergiovanni Listello - SPI-FNP-UILP


Maurizio Poletto - OO.SS CGIL-CISL-UIL

27 ottobre 2014

Un week end un po' pesante

Ho seguito con parecchio distacco il debry Leopolda-Piazza San Giovanni.
Ho trovato entrambi i momenti molto strumentali, molto costruiti, tutto sommato abbastanza fini a se stessi.
Perchè su riforma del mercato del lavoro, sul mondo del lavoro e sul ruolo del sindacato hanno ragione Renzi, Di Vico oggi su Il Corriere e il solito pungente Enrico Sola.
Perchè le vere sciagure di questo mercato del lavoro sono sia dei contratti al limite dello sfruttamento, sia la struttura stessa del mercato del lavoro. Rigida, immobile, incapace di essere inclusiva quando serve e allo stesso tempo di ricollocare e di garantire protezioni quando le esigenze cambiano.
Perchè la corsa al posto fisso e alle sue tutele ha garantito la generazione precedente, ma sta massacrando la mia e, in tempi di crisi devastante come quelli di questi anni, ha innescato una guerra tra poveri che ha aumentato le inefficienze, ha bloccato possibili reazioni (industriali, economiche, finanziarie) a questo stato di cose ma soprattutto ha creato nell'immaginario collettivo una frattura devastante.
Chi ha un lavoro che gli garantisce dei diritti (DI-RIT-TI) è un privilegiato. E i diritti sono diventati un privilegio.E questo perchè, banalmente, chi usufruisce di questi diritti è ormai la minoranza di chi lavora.
Quando la CGIL dice di dover allargare i diritti, un paio di domande su questa status quo se le dovrebbe fare. Perchè se non ha convinto ad iscriversi al sindacato manco uno come me, abbastanza politicizzato e sensibile a quello che mi capita intorno, forse un problema di rappresentanzione della realtà ce l'ha.
A questo gigantesco caos bisogna metter mano, cosa che il governo sta provando a fare.
E qui, per me, casca Renzi.
Perchè ridurre il dibattito su questo tema come un perenne scontro tra vecchi e nuovi, tra gufi e rivoluzionari, tra chi blocca il paese e chi lo vuole cambiare, semplicemente non serve a nulla e inizia a dare anche un po' fastidio.
Soprattutto quando, a voler fare i precisini, nella legge delega su cui il governo ha chiesto la fiducia (la fiducia su una legge delega...) non c'è scritto praticamente nulla (NULLA!) del percorso politico di questo riforma del mercato del lavoro.
E non basta salire su un palco e urlare "basta ai co.co.pro e sì al contratto unico!" se poi non mi spieghi  (e ormai è un mesetto buono...) come intendi procedere e dove mi trovi le coperture per questa riforma.
Perchè allora mi viene il sospetto che ci troviamo di fronte ad un bluff.
L'ennesimo bluff. Che secondo me è mirato ad andare al voto anticipato.
Una strategia che di rottamatrice non ha proprio nulla, anzi.

Un sacco di miei amici hanno partecipato o alla Leopolda, o alla manifestazione in piazza San Giovanni.
A loro mi sento di chiedere questo. Proviamo a mettere un attimo da parte l'orgoglio identitario e proviamo a perseguire un obiettivo comune. Incalzate (-amo) il governo affinchè non getti nel calderone degli slogan e degli hashtag questa opportunità storica di ammodernare il nostro mercato del lavoro.
Adesso che possiamo essere noi a decidere, facciamolo.  
 
                 
   

13 dicembre 2013

Cosa succede in città (una settimana coi forconi)

Questa settimana è stata surreale per i torinesi o per chi Torino la frequenta quotidianamente.
La mobilitazione di diverse categorie economiche e sociali, legittima e figlia di una crisi economica e politica di cui si stenta a vedere la fine, è degenerata in manifestazioni di violenza, intimidazione e squadrismo da parte di alcuni gruppi organizzati che hanno sfruttato questa occasione per gettare nel caos la città e sconvolgere la vita di migliaia di cittadini.
Insieme ad altri compagni del Pd, ci siamo stupiti nel non vedere da parte del nostro partito una presa di posizione netta contro questo stato di cose. Abbiamo perciò deciso di chiedere al presidente dell’assemblea provinciale, Alessandro Altamura, la convocazione di un’assemblea straordinaria e pubblica, dove poter discutere di quello che sta succedendo alla nostra città e di come riuscire a capire le ragioni di chi protesta e isolare e condannare i violenti. Per farlo abbiamo raccolto oltre sessanta firme di delegati in assemblea e altrettante di iscritti e militanti del Pd.
Nel frattempo, la situazione di violenza e di degenerazione più forte si è verificata a Nichelino, dove un gruppo di persone ha assediato il comune, tenendo letteralmente in ostaggio il sindaco Catizone e alcuni impiegati. La popolazione di Nichelino, dopo la bella iniziativa di martedì sera (i ragazzi sono usciti a pulire le strade inzozzate da questi vandali), ha deciso di convocare per questo pomeriggio, alle 18.30, una fiaccolata contro la violenza e contro la degenerazione della protesta.      
Ieri pomeriggio, come primo firmatario della richiesta di assemblea, mi sono sentito con il segretario Fabrizio Morri. Abbiamo concordato che l'iniziativa di Nichelino stava assumendo una dimensione che andava oltre i confini cittadini e che sarebbe stato importante esserci. Abbiamo perciò concordato di "aderire" alla marcia di Nichelino e Morri si è impegnato a far convocare l'assemblea entro la prossima settimana.
Durante questo colloquio ho chiesto espressamente a Morri di fare di tutto affinchè il Pd aderisse alla marcia di domani indetta dai sindacati contro il governo Cota, contro la crisi e contro le violenze che si sono manifestate in questi giorni. 
L'adesione è arrivata in serata. Non per merito mio eh, ma perchè è stato trovato un accordo. Diciamo che era un'esigenza diffusa, quella di scendere in piazza tutti insieme.       
Perchè vi ho raccontato questa storia?
Perchè lo devo alle persone che abbiamo contattato in questi giorni e che hanno condiviso con me e altri questa iniziativa.
Perchè "l'immobilismo del Pd" tanto strombazzato dai giornali è una triste realtà, ma non deve essere confuso con l'ignavia.
Ci siamo trovati di fronte ad una protesta che è nata in un modo ed è finita in un altro. Abbiamo sperimentato come le forze dell'ordine non fossero preparate ad affrontare una situazione del genere (e vorrei ancora capire perchè...). Non abbiamo capito quello che stava succedendo. Non lunedì però, ma nelle settimane precedenti, quando la protesta si stava organizzando.
La cosa che mi lascia più perplesso è che sembra del tutto evidente come in questa città e nei territori che gravitano intorno a Torino, pare non esserci più una rete di rapporti tra istituzioni, partiti, sindacati, associazioni, ecc. Ci si muove in ordine sparso, senza un coordinamento organizzativo e senza neanche avere le idee chiare su cosa sta succedendo.
Estremizzo: alcuni difendono i forconi a spada tratta mentre altri dicono che son solo fascisti.
E poi le iniziative. Mercoledì sera gli autoconvocati sotto il Comune, ieri la CGIL ha affittato una mongolfiera (non sto scherzando) con uno striscione "meno tasse, più lavoro", stamattina c'è un presidio dell'ANPI, oggi pomeriggio la fiaccolata a Nichelino, domani la manifestazione dei sindacati. Tutte cose fatte per bene ed importanti, ma slegate tra di loro.
In questo caos, il Pd ha fatto un po' il pesce in barile, un po' è stato tirato per la giacca da una parte e dall'altra, un po' si è mosso senza però prendere posizioni nette.
Spero che, finito tutto questo casino, ci si renda conto che o si ricomincia a parlarsi, o siamo panati.  Parlare con chi manifesta onestamente e ha tutte le ragioni per farlo, parlare con chi, associazioni e sindacati, ha ancora un ruolo di rappresentanza, parlare con chi, semplicemente, ha ancora voglia di occuparsi della cosa pubblica e, soprattutto, del futuro del nostro territorio e della nostra società.
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
        

 
   


13 novembre 2013

Lavoro e lavoratori


Solitamente non seguo molto le vicende del sindacato.
E' un mondo che non mi appartiene, che conosco poco e che, a mio avviso, in questi anni di crisi e di grandi trasformazioni, si è adoperato soprattutto per difendere i diritti di chi i diritti li ha, invece di provare a portare questi stessi diritti ai tanti, tantissimi lavoratori (quasi tutti della mia generazione) che sono in balia delle regole del mercato, senza tutele, senza rappresentanza, addirittura senza la coscienza di far parte di una stessa classe sociale.   
Queste cose le ho anche dette in varie occasioni e in vari incontri, facendo storcere il naso ai più anziani e, mediamente, riscuotendo poco consenso. Qualsiasi critica nei confronti del sindacato viene letta come un attacco ai lavoratori (come se io non lo fossi, per dire...) e a una storia gloriosa.  
Per questo mi fanno molto piacere le parole di Maurizio Landini, con cui raramente mi trovo d'accordo ma che questa volta centra il punto.
Se vogliamo uscire dalla crisi bisogna tornare a lavorare tutti. Per fare questo ognuno deve fare la sua parte, soprattutto il sindacato che in questi anni non ha fatto quasi nulla. Serve una ritrovata cultura del lavoro ma soprattutto un nuovo modo di concepire il lavoro e la produzione.
Perchè mentre noi stiamo, a mio avviso giustamente, cercando di salvare il salvabile di un sistema industriale italiano abbandondato a sè stesso, non possiamo non guardare a cosa capita nel mondo (segnalo questo bel pezzo su IlPost) dove sta cambiando il modo di produrre.
C'è poi tutta una parte legislativa sulla quale io e Landini non credo saremo d'accordo (vedi contratto unico), però ripartiamo dai fondamentali. Sarebbe già un bel passo in avanti. 
  
       

16 aprile 2013

Manifestazione regionale di CGIL-CISL-UIL

La settimana scorsa, insieme ad alcuni amici, abbiamo discusso della possibilità di aderire alla manifestazione indetta dai sindacati per giovedì 18, contro le politiche della giunta Cota che, benchè credo sia arrivata al capolinea da un po' di tempo, continua nella sua opera di devastazione dei servizi ai cittadini piemontesi, in primis quelli sanitari, socio-assistenziali e trasportistici.
Abbiamo deciso di mettere nero su bianco la nostra volontà di sfilare insieme ai sindacati, ma soprattutto abbiamo deciso di impegnare il nostro partito a fare lo stesso, sottoponendo il documento che trovate qui sotto alla direzione regionale.
Il documento è stato approvato e in queste ore si sta organizzando la presenza del Pd in piazza.
Riprendiamoci la politica. Senza timori e con serena determinazione. 
 
Ordine del giorno approvato dalla Direzione Regionale del 12 aprile 2013
Il 18 aprile 2013 CGIL-CISL-UIL Piemonte hanno indetto la manifestazione regionale contro le
politiche della Gunta Cota. La piattaforma della manifestazione è la seguente:
NO!
> - alla distruzione dei servizi
> - ai tagli lineari
> - alla riduzione dei servizi socio assistenziali
> - allo smantellamento del servizio sanitario regionale
> - ai tagli indiscriminati del personale
> - ai tagli al trasporto locali
> - alla vendita degli ospedali ai privati
> - allo spreco di risorse economiche delle federazioni sanitarie
> SI!
> - al sistema sanitario universale di qualità
> - all'integrazione socio sanitaria territoriale
> - alla legge sulla non autosufficienza
> - ad un trasporto locale efficiente e di qualità
> - ad una formazione professionale riformata, qualificata che risponda
> all'esigenze delle imprese e del lavoro
> - ad un potenziamento della rete dei servizi educativi per l'infanzia
> - ad una politica della casa che dia dignità alla persona
Vista la gravità del bilancio regionale, situazione unica nel Nord Italia, e vista l'incapacità della
Giunta Regionale di saper fra fronte alla situazione di crisi che sta colpendo la regione, riteniamo opportuno
che il Partito Democratico del Piemonte, unica forza di opposizione presente in tutte le province
della Regione, debba partecipare alla manifestazione indetta dai sindacati confederali regionali.
 
E' importante non fornire un'adesione solo formale ma sostanziale, organizzando la partecipazione
delle federazioni provinciali di tutta la Regione e qualora non fosse possibile organizzare dei presidi
nei loro territori.

Chiediamo anche la partecipazione dei Consiglieri Regionali del PD, in quanto rappresentanti del Partito in Regione, non una semplice adesione: la chiediamo pubblica, perchè è giusto che i nostri elettori sappiano se i nostri rappresentanti sono con loro, per dare un segnale chiaro in questo momento di sfiducia nei confronti delle Istituzioni.
Se si vuole "aprire il Partito alla piazza" bisogna presidiare quella piazza con chi, come i sindacati confederali, mette in atto quotidianamente azioni di contrasto alla crisi.
Il tempo delle analisi elettorali è finito, è giunto il momento di dare delle risposte e dei punti di riferimento alla nostra gente.
 
I sottoscrittori e componenti della Direzione Regionale
Cesare Damiano
Luciano Marengo
Aldo Corgiat Loia
Claudio Cerrato
Cristina Bargero
Giorgia D’Errico
Valentina Cremonini
Malvina Brandajs
Claudia Tosco
Antonio Boccuzzi
Nerina Dirindin
Andrea Giorgis
 
I sottoscrittori non componenti della Direzione
Carlo Chiama
Matteo Mereu
Matteo Franceschini Beghini
Jacopo Suppo
Simona Vlaic
Mario Sechi
Claudio Ferrentino
Anna Cuntrò
Giancarlo Quagliotti