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12 febbraio 2015

"Ce lo chiede l'Europa" è andata alla grande


Ringrazio La Valsusa per lo spazio che ha voluto dedicare all'incontro di sabato scorso con Daniele Viotti. Credo da sempre che l'Europa sia lo spazio naturale del nostro agire come cittadini e amministratori.
Ringraziando Daniele per la disponibilità, rinnovo l'impegno ad organizzare altri momenti di questo tipo, utili a dare una visione d'insieme e un quadro generale che spesso sfugge, sommersi come siamo dalla quotidianità.    

6 febbraio 2015

Ancora un remind

Ma ve l'avevo già detto che domani viene Daniele Viotti a Condove per parlare di Europa e di #futuropossibile?

5 febbraio 2015

Rassegna stampa Ce lo chiede l'Europa


Ringrazio La Valsusa per lo spazio dedicato all'iniziativa di sabato con Daniele Viotti.
Adesso nessuno ha più scuse. Sapete tutti cosa fare sabato mattina alle 10,nel salone della biblioteca di Condove.
Ci vediamo lì.
Info varie, as usual, sull'evento Facebook,.

3 febbraio 2015

Ce lo chiede l'Europa

Luna Nuova ci dà un piccolo spazio per l'incontro di sabato mattina con Daniele Viotti.
Una mattinata per parlare di Europa, di sviluppo, di futuro e della nostra valle.
Dalle 10, nella sala della biblioteca comunale.
Tutte le info, in aggiornamento, le trovate sull'evento Facebook che trovate qui.
"Partecipate e diffondete", si diceva una volta.
Noi vi aspettiamo.

16 gennaio 2015

Avercene, di Vanessa e Greta

La cosa più stomachevole di tutte le bestialità che sto leggendo sulla liberazione di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli riguarda il presunto costo del presunto riscatto che presumibilmente l'Italia avrebbe pagato.
Mi hanno insegnato che la vita non ha prezzo e per questo trovo l'argomento dello spreco del denaro pubblico spregevole.
Quelli che utilizzano questo argomento poi, sono spesso gli stessi che sfrangono i maroni sui diritti civili (fine vita, matrimoni e adozioni per coppie omosessuali, pillola del giorno dopo, ecc, ecc) con l'unica motivazione che "la vita è sacra".
Mettetevi d'accordo con voi stessi.
Temo però che il problema sia un altro. E cioè che Vanessa e Greta sono donne, giovani e magari anche un po' troppo di sinistra.
Per questo, in questo Paese, molti pensano che "se la son cercata".
Son state imprudenti? Può essere. Non so, non conosco i dettagli della vicenda, come del resto il 95% delle persone che sputa sentenze. Resta il fatto che queste due ragazze han deciso di dedicare del tempo e delle energie per gli altri e per un mondo un po' più giusto e un po' meno schifoso.
Avercene.
  

11 novembre 2014

Due giorni a Bruxelles

Domani e dopo domani saranno due giorni molto intensi e importanti.
Insieme ad altri amici, compagni e amministratori, saremo ospiti a Bruxelles di Daniele Viotti, Elly Schlein e Renata Briano. Due giorni dedicati all'Unione Europea, per capire come funziona, quali sono gli argomenti su cui è incentrato l'attuale dibattito politico, quale aiuto può dare l'UE all'Italia e ai nostri territori in questo momento di crisi economica, sociale, culturale.
Dalle politiche per i giovani a quelle per l'immigrazione, dai trasferimenti che l'Italia usa pochissimo e malissimo ai progetti per l'occupazione finanziabili con i fondi FESR.
Ci sarà tanto da fare e da capire.
Non vedo l'ora.       

27 maggio 2014

Le prime cose che mi son venute in mente

Ho dormito sette ore in due giorni, ma ne è valsa la pena.
Ieri notte, tornando a casa stravolto e felicissimo, mi son venute in mente tre immagini.
Giugno 2009: io, Elena e Mauri seduti in piazza. Lo scrutinio ancora in corso ma la sconfitta di Ascoltare Condove ormai evidente. Sapevo che sarebbe stata difficile, ma onestamente speravo in qualcosa di più. Non fu una bella serata.
L'anno dopo, a marzo: dopo una bellissima campagna per le regionali, scendo a Torino per festeggiare la vittoria di Mercedes Bresso alle regionali. E invece no. Musi lunghi, ansia, numeri sballati. Le bottiglie che vengono rimesse in frigo, i grillini che esultano sotto la sede della Regione e i leghisti increduli per un risultato insperato (e illegale, come abbiamo poi visto).
Non fu una bella serata.
Dicembre 2012: io e Dani, fuori dalla federazione a contare le firme raccolte per le parlamentarie del Pd. Tutti e due fuori, anche di molto. Ci avevamo provato con tanto cuore ma forse senza grande organizzazione.
Anche quella, non fu una bella serata. 
Poi ti capita tutto in un giorno.
Dopo aver corso, girato, remato, lavorato come un matto, ti capita che nel giro di 24 ore il tuo partito faccia il botto e Dani diventi europarlamentare (no, dico: EUROPARLAMENTARE!).
Capita che la Regione torni al centrosinistra, per distacco.
Capita soprattutto che nel tuo paese, dove era già tutto deciso e nessuno doveva metterci il naso, un gruppo di ragazzi faccia saltare il banco e si prenda il comune.
Alla faccia degli insulti, delle falsità, dell'arroganza dei rivoluzionari da tastiera, della spocchia di chi ha dimostrato di non capirci granchè, di chi parla coi marziani e di chi invece i marziani li cerca su internet.
Per me tutto sto schifo è stato solo un motivo in più per darci dentro come un matto.
E quando è finito il tempo delle parole, a parlare son stati i numeri.


Tutto questo per dire che le cose sì, cambiano. Alla faccia dei cinici e degli incattiviti, di cui sembra ci siamo un po' tutti stufati.
Cambiano in un solo modo però: cambiandole.
E spesso capita tutto così in fretta, che quasi ti sembra impossibile.


         
  

22 maggio 2014

Tutti con Viotti

Alcuni amici in questi giorni mi stanno chiedendo chi voterò alle elezioni europee.
La cosa mi fa piacere perchè è evidente come, soprattutto per la mia generazione, l'Europa è ormai vissuta come una cosa importante, vicina. Un orizzonte imprescindibile.
L'Europa però oggi ha bisogno di una guida solida e di un cambio di passo, e ha bisogno di tanti parlamentari che portino a Bruxelles (o a Strasburgo, si decida una volta per tutte e si individui una sede sola) le istanze dei territori in cui sono stati eletti.
Ha bisogno di un grande gruppo parlamentare che guardi oltre alla somma dei singoli partiti nazionali, che si riconosca in leader moderno e riconosciuto e che, soprattutto, diventi il motore per quegli Stati Uniti d'Europa, presenti nel dibattito fin dai tempi del Manifesto di Ventotene ma ancora da realizzare.
Per questi motivi voterò il rappresentante del Pse in Italia, il Pd, che candida Martin Schulz alla presidenza della Comunità Europea.
Ma soprattutto darò una delle mie preferenze (se ne possono dare tre) ad un piemontese doc, un giovane di 40 anni che da ormai sei mesi sta girando come un pazzo per Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d'Aosta per conoscere i territori ed i loro problemi.
Un amico fraterno, soprattutto, di cui mi fido ciecamente e con cui ho condiviso tante battaglie ma soprattutto un 2013 ricchissimo, sia a livello politico, sia a livello umano con la campagna per Civati segretario
Si chiama Daniele Viotti, ha tutta la mia stima e la mia fiducia e merita il mio voto.
Se non lo conoscete, fatevi un giro sul suo sito e seguite la sua campagna.
Sono sicuro che convincerà anche voi.  

30 aprile 2014

L'Europa e noi

Ieri sera sono andato a parlare di Europa con gli scout di Almese.
Una bella serata dove è venuto fuori che sì, l'Europa è il nostro orizzonte, la nostra casa, la nostra dimensione, ma le istituzioni che la regolano sono percepite come distanti e vincolate nel loro agire più dai poteri economici e finanziari che dal volere dei cittadini.
Abbiamo perso per strada quello che era lo spirito fondativo dell'Unione Europea. Quell'idea di comunità di persone nuova, aperta, inclusiva ha lasciato spazio all'idea che l'Europa sia solo un luogo dove i poteri forti si coordinano per decidere le sorti del nostro destino. Ho voluto citare il "Manifesto di Ventotene", che è un testo fondamentale per chi vuole bene all'Europa e per chi, in tempi così complicati e senza riferimenti, vuole capire su qual è la strada che dovremo percorrere in un futuro sempre più prossimo.   "la linea di divisione fra i partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente il gioco delle forze reazionarie, lasciando che la lava incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale".
In questo mese di campagna elettorale teniamo a mente queste parole. 

13 marzo 2014

Che fa Renzi?


Le riforme promesse ieri sera da Matteo Renzi nella sua spumeggiante conferenza stampa mi sembra abbiamo dato l'ennesimo scossone al quadro politico.
Non voglio star qui a discutere se son chiacchiere da bar, promesse campate per aria, cose studiate ad hoc per suscitare scalpore.
Provo a capire la strategia, specialmente quella comunicativa, che è più interessante.
Il passaggio più stretto di questo inizio legislatura era sicuramente l'iter parlamentare per la modifica della legge elettorale. Renzi lo sapeva ed ha imposto un'acellerata sia al dibattito, sia all'approvazione. Ha un accordo con Forza Italia sull'Italicum, che in questa fase serve per isolare il più possibile Alfano e il suo NCD. Non ti va bene l'azione del governo? Bene, fallo cadere e poi vedi se riesci a fare l'8%. Se non ci riesci, torna dal tuo amico Belrusconi, che sarà felicissimo di accoglierti e di fartela pagare. 
Una strategia spregiudicata forse, ma giocare a poker con i bari non è una roba da ragazzini.
Renzi sapeva anche che questo passaggio parlamentare lo avrebbe esposto a critiche, quindi appena ha portato a casa il risultato ha lanciato il suo piano di riforme, per concentrare l'attenzione dei media su questa partira. Le quote rosa ma soprattutto il dimezzamento della legge elttorale (valida alla Camera e non al Senato) sono passati in secondo piano rispetto agli 80 euro in più in busta paga o alle auto blu messe in vendita su e-bay.
80 euro al mese che arriveranno da maggio, data non casuale visto che il 25 si vota per le europee.
E qui mi vien da pensare che Renzi abbia in mente questa cosa qui: aumento i salari, mi porto dalla mia anche chi mi critica, provo a vincere le europee e, se capita, vado a Bruxelles a puntare i piedi e a far allentare i cordoni della borsa. 
La tattica è questa qui, e mi sembra buona.
Ora c'è da vedere cosa si riesce a portare a casa.
I 1000 euro al mese per chi perde il lavoro, l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, il taglio del cuneo fiscale e altre misure economiche mi fanno ben sperare.
Come "area Civati" sono le cose che ripetiamo da almeno tre anni del resto, e non è un caso se questi temi vengono fuori adesso che Filippo Taddei è diventato il responsabile economico del partito.
In tutte queste evoluzioni, tutte molto rapide, è evidente che Renzi ha un modo diverso di interpretare il ruolo che ricopre rispetto ai suoi predecessori a sinistra. E' sembra sul pezzo, sovraesposto, sempre in campagna eelttorale, non molla mai il tiro.
E' decisionista, una qualità che pare esser diventata l'unica richiesta in questi anni di crisi economica, sociale e anche democratica.
Al di là di Renzi, la domanda è proprio questa qui.
La democrazia, per come è strutturata oggi in occidente, è ancora un valore o il "fare" ha preso il sopravvento? Il fine giustifica i mezzi? I metodi sono indifferenti ai meriti? Io credo di no, e credo che se in questi momenti di crisi non si costruiscano le basi per un nuovo modello democratico, i tempi saranno molto più duri di quello che ci aspettiamo.
Qui un gran bel pezzo che vi consiglio (è un po' lungo, vi avviso).           
 
 
 





  

4 marzo 2013

Idea vacanza, idea sviluppo

Oggi ho letto di questo bellissimo percorso per ciclisti ideato in occasione delle Olimpiadi londinesi dell'anno scorso. Una ciclovia che collega Parigi a Londra; un percorso di 400 km in mezzo al verde della Normandia, lungo le rive della Senna che arriva fino al Kent e alle sponde del Tamigi.
Niente di nuovo eh. In giro per l'Europa esistono già diverse ciclovie, come quella lungo il Danubio, o quelle tedesche nella foresta nera oppure i famosi itinerari olandesi.
Noi invece, che abbiamo la fortuna di vivere in uno dei Paesi più belli del mondo, di questo tipo di turismo non ne vogliamo sentir parlare.
L'unico progetto messo in piedi in tutti questi anni si chiama VenTo e che dovrebbe collegare Venezia con Torino. Un progetto che si sta faticosamente affermando, ma che necessità di un investimento di 80 milioni di euro per essere messo a regime.
80 milioni di euro, che sono il costo di 1-2 km di autostrada, sembrano una cifra considerevole per un progetto del genere, specialmente in tempi di crisi. Le cose prendono un'altra prospettiva se si pensa che la ricaduta economica annua della ciclovia del Danubio è stimata in 71,8 milioni di euro.
Pensate che bello se un progetto del genere lo pensassimo anche noi in Valsusa? Una roba tipo BarCa (da Bardonecchia a Caselette). Si parte dalle piste olimpiche e si arriva ai piedi del Musinè ripercorrendo quella che una volta era la via Francigena, oppure lungo le rive della Dora.
Sarebbe una grande opera mica da ridere...


             

19 gennaio 2013

No al consumo di suolo. Sì al consumo di suole

Pochi giorni fa la Commissione Europea ha presentato il documento programmatico "Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo", ponendo l'attenzione sull'eccessivo consumo di suolo nei paesi dell'Unione.
Con questo documento la  Commissione si è posta come obiettivo arrivare al 2050 con il consumo di suolo pari a 0, riconoscendo emergenza internazionale l'utilizzo smodato del territorio per usi economici.
Sul sito del Forum nazionale "Salviamo il paesaggio-Difendiamo i territori" trovate un pezzo che commenta questa importante decisione.
Quando iniziai a seguire Pippo Civati, uno dei primissini temi che decidemmo di affrontare fu proprio quello dell'eccessivo consumo di suolo, inserito nel contesto più ampio di quella green economy che in Italia è ancora percepita come una mezza favola ambientalista e non come una possibilità concreta di tutela del patrimonio ambientale e di crescita economica.
"Stop al consumo di suolo, sì al consumo di suole" dicevamo. Lasciamo a casa le macchine e andiamo a piedi a prendere il bus, ma soprattutto creiamo una coscienza collettiva su questi temi: paese per paese, mercato per mercato, cittadino per cittadino.   
C'avevamo visto giusto.    

12 gennaio 2013

I figli sono figli. Punto.

Ieri la Cassazione, in relazione all’affidamento di un bambino a una madre che vive con la sua compagna, ha stabilito in una sentenza che è un «mero pregiudizio» sostenere che sia dannoso per i bambini crescere in una famiglia omosessuale.
Un sentenza storica, purtroppo. Dico purtroppo perchè trovo ridicolo-triste-vergognoso che in un grande Paese come l'Italia sia la Cassazione a dover dare indicazioni in materia di diritti.
E' un compito che dovrebbe assolvere la politica, senza neanche troppi sforzi. Basterebbe raccogliere le tante istanze e sollecitazioni che vengono dal mondo reale, quello fuori dal palazzo, che guarda basito alle discussioni ideologiche e conservatrici su questo tema.
Spero che il prossimo parlamento, tra i tanti provvedimenti che dovrà discutere, s'impegni nel campo dei diritti civili per adeguare la legislazione italiana a quella degli altri paesi europei   

2 gennaio 2013

Ce li chiede l'Europa. Indietro.

Sono 2 miliardi di euro, che l'Unione Europea ci chiede di rimandare a Bruxelles.
Soldi che erano stati stanziati per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale delle regioni del sud e che non sono stati spesi nell'anno appena concluso.
A questi, pare, vadano aggiunti altri 1,5 miliardi non spesi nel 2011.
Avete presente Pompei che cade a pezzi? O la valle dei templi di Agrigento minacciata dal cemento? Ecco, i soldi per fare qualcosa c'erano eccome.
Ora però il tempo è scaduto e i soldi devono tornare da dove son venuti.
Sapete com'è...ce li chiede l'Europa.