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4 febbraio 2014

Un bel Paese


Da almeno cinque giorni il dibattito politico è più o meno questo: pompinare, fascisti, ladri, Kasta!!1!, morti, ecc, ecc. In mezzo, una proposta di legge elettorale che più passano i giorni, meno si capisce che fine farà, e un decreto su BankItalia approvato in fretta e furia. Un cadeau alle banche, vero, che però devono essere rifinanziate in qualche modo e qualcuno dovrebbe anche spiegarci se c'è una proposta alternativa per farlo.   
Non ho voluto scrivere di queste "amenità".
Sono abbastanza basito. E preoccupato.
E anche un po' triste.
Perchè se il governo fa male (di solito non fa, se si mette d'impegno, fa male...) è un problema per tutti, ma la risposta non è saltare sui banchi, fare caciara e insultare mezzo mondo. Bisognerebbe fare una proposta alternativa che spacchi il fronte (chi le fa però, rischia grosso).
Insultare poi chi non la pensa come te, dando cittadinanza politica a linguaggi e discorsi che si fanno nei cessi dello stadio, è appunto preoccupante, triste e anche pericoloso.

Di questi giorni mi rimarrà un'immagine. Che non c'entra nulla con la sceneggiate in Parlamento o i tweet deliranti. E' la foto di un assessore che, onde evitare improbabili danni alla salute (??), entra in una scuola e stacca l'hotspot del wi-fi tra le risate degli alunni e i sospiri di sollievo dei genitori.
  
E' una foto riassuntiva.
Viviamo in un Paese così.
Dove si bruciano i libri e si staccano i router.
Dove, di conseguenza, si insultano le donne invece di criticarle nel merito delle cose che fanno o si difendono le istituzioni mortificandole. 
Una roba tra l'alto Medioevo e l'Iran di Khomeyni.
Auguri a tutti.

24 giugno 2013

Il settennato 2.0

Mister B. si è preso sette anni. Per quel che mi riguarda, quelli che in Parlamento han sancito con il loro voto che Ruby era la nipote di Mubarak, dovrebbero anche loro farsi un giro in Procura.
Sul web è una festa infinita di pernacchie e sfottò, come se non esistessero gli altri due gradi di giudizio o come se mister B., in passato, non fosse già stato condannato per altri reati.
Adesso tutti gli occhi sono puntati sul Pd e sul suo comportamento nella giunta per l'elezioni del Senato. Perchè in quella giunta, in teoria, Pd-Sel e M5S hanno la maggioranza, e un loro voto unanime renderebbe ineleggibile mister B., ratificando anche politicamente quello che la sentenza dei giudici di Milano ha sancito ieri sera.
L'atteggiamento è quello del guanto di sfida. "Vediamo cosa fa il Pd adesso".
Va bene, vediamolo pure. Son curioso anche io.
Sono però anche curioso di capire cosa faranno i membri (e tutti i parlamentari) del Pdl. Perchè da ieri sera sono corresponsabili, non solo più politicamente ma anche penalmente, dei misfatti del loro capo. Ci sarà un risveglio delle coscienze? Riusciranno ad emanciparsi dal loro padre-padrone-pagatore, costruendo una nuova dignità al centrodestra italiano, oppure seguiranno tutti l'atteggiamento della Santanchè o di Brunetta?
Sono anche curioso di vedere cosa faranno i grillini. Perchè una volta votata l'ineleggibilità di mister B., è molto probabile che il secondo dopo vada a farsi benedire il governo. E allora che si fa? Ci si rende conto che il "sono tutti uguali" è una balla colossale e si prova a trovare una nuova maggioranza, oppure ripartirà il claim "tutti a casa"? Occhio però! Perchè sta volta tutti vuol dire tutti, anche i nuovi statisti Crimi, Lombardi, Nuti, Fico, ecc, ecc.
Prendersela con il Pd è lo sport nazionale, ed è anche abbastanza facile visto che ne combina una al giorno. Il difficile è scendere dal trespolo a tentare di realizzare le cose per cui si sono presi i voti. Tirarli fuori dalle tasche, i voti, e farli pesare.
Il resto son chiacchiere che non portano molto lontano.

19 giugno 2013

L'Imu, Grillo e i terremoti

Domani sera parleremo di Imu e di tasse. Lo faremo con Filippo Taddei e lo faremo qui.
Soprattutto lo faremo bene, perchè tra ieri e oggi si è parlato molto di Imu e molto male.
Sulla rete impazza l'ennesimo tormentone anti casta e anti tutto. Nel mirino, ovviamente, PD e PDL, rei di aver votato contro ad un emendamento presentato dai paladini del Movimento 5 Stelle, che volevano sospendere l'Imu su tutte le aree coinvolte dal terremoto emiliano dell'anno scorso.
Tutti a gridare allo scandalo, senza interrogarsi e senza informarsi. No perchè che il Pd ne combini una al giorno non è sta gran novità, ma che la combini così grossa è abbastanza complicato da credere, e dovrebbe invitare ad un supplemento d'informazione.
L'emendamento è stato bocciato. Vero.
Sapete perchè?
Perchè è già legge.
Ed è una legge che ha un anno, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 20 maggio 2012 e visionabile qui, precisamente all’art. 8 comma 3 del dl 74/2012, dove si dice chiaramente che il pagamento dell’Imu è sospeso fino alla fine del 2014 "per i fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente".
Ora, a pensare bene viene in mente l'ennesima cialtronata degli amici di Grillo. A pensare male invece, mi vien da credere che sia stata un'operazione montata ad arte, da far girare sul web per aumentare ancora un po' il livello d'indignazione collettivo, magari per distrarre i fan da tutti i casini legati alle espulsioni.
Ieri ho partecipato ad un bell'incontro con Riccardo Luna, il primo direttore di Wired Italia. Luna ha tracciato un solco netto tra la "democrazia diretta 2.0" (la "i like democracy" la chiamo io) dove uno decide e gli altri credono di decidere semplicemente condividendo roba su Facebook o su Twitter, e la "democrazia aumentata", dove in tanti possono accedere a informazioni diverse, farsi un'opinione e a non lasciarsi prendere in braccio dal primo comico che passa.
Una bella differenza, mi sembra.         


30 maggio 2013

Mi viene in mente Dante

Dopo aver querelato la Gabanelli, ora Grillo se la prende sul suo blog anche con "un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi". Cioè Stefano Rodotà.
Se fossi in Gino Strada o in Gustavo Zagrebelsky inizierei a preoccuparmi. Prodi invece abbiamo già pensato noi a sistemarlo.
Non faccio nessun commento, perchè mi sembra evidente che tutte queste sceneggiate sono la causa dei pessimi risultati del Movimento 5 Stelle alle amministrative e che Grillo sia vittima del suo ruolo e di se stesso. Come molti attori a fine carriera.
Continuo a pensare che senza il gran casino fatto da Grillo alcuni temi non avrebbero avuto cittadinanza sulla scena politica italiana, dimenticati spesso anche dal Pd che, in molti casi, li aveva posti per primo (vedi costi della politica, riforma istituzionale, green economy, ecc, ecc).
Continuo anche a pensare che chi crede in quel partito farebbe bene ad organizzarne la democrazia interna, se non vuole sparire dalla scena o arrendersi, mani in alto, ad un despota.   
Mi vengono in mente le parole di Dante, che nel XIX canto del Paradiso scrive.
"O tu chi sei che vuoi sedere a scranna
per giudicar lungi mille miglia
con la veduta corta d'una spanna"

20 aprile 2013

C'aveva ragione Tomasi di Lampedusa

Siamo il Paese del gattopardo.
Quello che vuole cambiare tutto, che vuole il bene comune, lo tsunami, la democrazia diretta, i tacchini sui tetti e i giaguari smacchiati.
E si ritrova un Napolitano bis e Amato a Palazzo Chigi.
Un incubo.
Vergogna. Tutti quanti.  

16 aprile 2013

I love Italy

Viviamo in un Paese meraviglioso.
L'unico in cui una buona giornalista (non una Obama al femminile...una buona giornalista) diventa, pare a sua insaputa, la candidata alla presidenza della Repubblica del secondo partito, salvo poi (anche qui, pare) declinare l'invito.
L'unico in cui il maggior partito di centrodestra ha come unico obiettivo evitare che venga eletto un Presidente che possa estromettere il suo leader-padrone travolto dagli scandali e dai processi. Del Paese, delle istituzioni, dei cittadini, ecc, ecc non gliene può fregar di meno.
L'unico in cui la coalizione non-vincitrice delle elezioni non ha ancora tirato fuori un nome che sia uno, e si sta di nuovo facendo dettare la linea da un ex comico in gita con il camper sulle montagne di Pordenone che, per paura di finire nell'angolo, rilancia parlando addirittura di possibili accordi di governo.
In questo casino, un punto solo mette d'accordo caimani, grilli e tacchini. Evitare che si torni al voto il prima possibile. Tra una manifestazione e una diretta streaming, lo status quo deve esser mantenuto.
Passato lo tsunami, ora é la piena dell'Arno a far paura.



4 aprile 2013

L'Italia che verrà

"Che la politica degli ultimi vent’anni abbia fallito l’han capito anche i sassi, e l’avevano capito anche prima di Grillo. Dubito però che la risposta a questo fallimento sia un “vaffanculo” diffuso e ripetuto tipo un mantra. Pensare poi che siano i partiti il vero problema del funzionamento democratico del nostro Paese non solo è sbagliato, ma è un’affermazione talmente falsa da farmi pensare che sia strumentale.
Il problema della democrazia italiana invece è proprio il contrario, cioè che i partiti che hanno occupato la scena fino ad oggi o non erano partiti (Pdl, Italia dei Valori, Udc, ecc, ecc) o si sono trasformati in centri di potere (cosa che è accaduto al Pd, almeno a livello locale). I partiti non sono più stati in grado di rappresentare i bisogni reali della società, di mediare tra i diversi interessi locali (spesso in contrasto tra di loro) in un ottica di Bene Comune, di proporre soluzioni, di creare classe dirigente. E non basta entrare nella “stanza dei bottoni” per cambiare le cose. I bottoni bisogna anche avere il coraggio di premerli, possibilmente dopo aver capito quali sono quelli giusti".

Un piccolo estratto del mio ultimo pezzo per Intervistato.com che potete leggere qui

21 marzo 2013

Il modello Sicilia

L'altro giorno il presidente Crocetta ha sbandierato ai quattro venti di aver portato a casa, con l'aiuto determinate del M5S, una riforma epocale: l'abolizione delle province della Sicilia.
Basta con questi enti inutili, basta con gli sperchi, tagliamo i costi della politica, ecc, ecc.
Tutto giusto, tutto condivisibile, tutto sacorsanto.
Peccato però che sembra che le cose siano andate un po' diversamente, e che gli unici costi che realmente sono stati tagliati sono quelli della democrazia.
L'unica cosa certa è che è già iniziata la querelle politica per attribuirsi il merito di questa scelta che sembra cambiare tutto ma in realtà cambia quasi niente (ma in Sicilia si sa, il gattopardo è di casa).

20 marzo 2013

Al via le consultazioni

Oggi i rappresentanti dei gruppi parlamentari saranno ricevuti da Napolitano, che darà così il via alle consultazioni per la formazione del nuovo governo.
Credo che l'elezione di Grasso e Boldrini abbia rafforzato l'idea che un governo supportato sia dal centrosinistra, sia dal M5S, si può fare.
Un governo a termine, che dovrà fare poche cose chiare in un tempo breve ben determinato, come scrivevo già qui.
Mi sembra che gli spazi ci siano, così come c'è la consapevolezza che questo giovane Parlamento possa fare più di quanto non abbiano fatto quelli che si sono succeduti nei vent'anni precedenti.
Mi sembra altrettanto chiaro però, che non potrà essere Bersani a guidare l'esecutivo che verrà, nonostante le sue competenze e le sue capacità.
Non ci sono tante altre strade, ma credo che fare un passo indietro oggi significherebbe farne fare tre in avanti all'Italia, e tutto sommato anche al Pd.

18 marzo 2013

Proposte di legge (seconda parte)

Oggi vi ho parlato di due proposte di legge presentate dal Pd in questi primissimi giorni della nuova legislatura.
Bene. Sono due su novantotto.
I conti li ha fatti Giornalettismo, che ha messo nero sui bianco le proposte di legge presentate dai singoli gruppi parlamentari.
Pd e Sel sono quelli che ne hanno presentate di più, 98 appunto.
C' è solo un gruppo che non ha presentato neanche un documento.
Attendiamo fiduciosi.

13 marzo 2013

Sarebbe un peccato

La sceneggiata dei parlamentari del Pdl davanti al tribunale di Milano, e il successivo tiro della giacchetta a Napolitano sulla vicenda processuale di mister B., mi ha intristito, scoraggiato e anche un po' disgustato.
In un Paese che affonda, la prima cosa che viene in mente a questi qui è attaccare la magistratura che ha indagato il loro padre-padrone-pagatore.
L'unico fatto positivo è che per la prima volta nella storia della Repubblica abbiamo un Parlamento che, in teoria, potrebbe approvare una serie di provvedimenti in grado di mettere fine al cabaret di questi ultimi vent'anni.
Ovviamente non solo per questo, ma anche per questo, sarebbe un peccato gettare al vento questa opportunità.
  

11 marzo 2013

Lo spazio della politica

Oggi Grillo ha dichiarato che si ritirerà dalla politica se i parlamentari pentastellati decidessero di votare la fiducia ad un qualsiasi governo formato "dai partiti".
Sorvolo sul fatto che anche l'M5S è un partito e quindi sarebbe interessante capire da chi dovrebbe essere guidato e sostenuto il prossimo governo. Sorvolo anche sul fatto che il "semplice megafono" imponga, nel primo giorno della nuova legislatura, una sorta di fiducia su sè stesso, consapevole di trovarsi di fronte ad un bivio: provare a formare un governo con il centrosinistra, ascoltando i milioni di elettori che lo han scelto per fare delle cose, o mandare tutto al diavolo dando retta ai migliaia di militanti e fan più scalmanati. 
Deve cioè capire se vuole far politica davvero o se invece ammettere di non essere interessato.
Vi rimando alle belle riflessioni su questo tema fatte oggi da Pippo Civati e da Stefano Aurighi.
La cosa interessante è che un dilemma ugualmente profondo, e dagli esiti non scontati, lo sta attraversando anche il Pd.
Al di là delle vicende legate al governo e alla gestione di queste difficili settimane, dentro il partito sta crescendo in maniera sempre più visibile e diffusa il malcontento di una base che, dopo aver subito storcendo il naso le scelte fatte in questi ultimi tre anni, dopo i risultati di due settimane fa appare sempre più decisa nel chiedere conto ai dirigenti dei loro fallimenti.
In ordine sparso, gli interventi di Soru, Civati e Cuperlo in direzione nazionale, il bell'intervento di Matteo Franceschini Beghini alla direzione provinciale di giovedì, la nostra iniziativa sabato, le iniziative su Facebook a favore di un governo di scopo, i tentativi simili di Puppato ed Errani, il ritorno in campo di Renzi.
I primi essmpi che mi son venuti in mente, che però hanno in comune una cosa. La consapevolezza che il Pd non si deve svecchiare; deve proprio cambiare. Radicalmente e velocemente. Non una resa dei conti ma una resa di fronte alla realtà.
Insomma, dopo vent'anni di immobilismo e di tatticismi, pare stia tornado il tempo della politica.
Quella che propone soluzioni, che fissa le priorità, che coinvolge i cittadini, che ci mette la faccia.
Quella che ha tanti padri (i cittadini) e nessun padrone.
Che sia la volta buona?

5 marzo 2013

Tutto qui?

Fatemi capire.
La rivoluzione culturale dello tsunami passa attraverso un governo tecnico?
Cioè, il cambiamento invocato da anni nelle piazze di tutta Italia diventerebbe realtà con una replica, con attori diversi per carità, del film che abbiamo visto negli ultimi 18 mesi?
Un tatticismo studiato a tavolino per tenere in piedi un governo debole, con cui fare il tiro al bersaglio dalla mattina alla sera, senza assumersi mezza responsabilità, sperando di andare a votare il prima possibile con l'unico obiettivo di recuperare qualche voto in più?
Sul serio?
Se non ci fosse di mezzo una crisi economica da far paura, un attacco alla Costituzione e alla democrazia parlamentare, quasi quasi sarebbe anche interessante assistere a questa partita a scacchi tra ciechi.
Invece è un balletto che fa venire il voltastomaco.
  

27 febbraio 2013

Paiono traversie

E sono opportunità.
Lo diceva Vico, qualche secolo fa.
Oggi più che mai, mi sembrano parole da ripetere come un mantra.
Perchè non è vero che "l'è tutto sbagliato, tutto da rifare!". Da rifare c'è una legge elettorale, una sul conflitto d'interessi e una suoi costi della politica.
Il resto, tantissima roba, purtroppo non sarà affrontato da questo Parlamento ma dal prossimo, la cui composizione sarà molto influenzata dalle scelte (o dalle non scelte) che si faranno in quest ore.  
Ore in cui si sente di tutto.
Se volete un mio consiglio, per capire cosa bisognerebbe fare cliccate qui e scorrete un po' in basso.
Pippo mi sembra l'unico lucido e con una prospettiva chiara e netta, e il fatto che lui a Montecitorio ci sarà mi fa ben sperare.

26 febbraio 2013

Un'immagine e una riflessione

Oggi leggo un pezzo dello Spiegel ripostato da Linkiesta.
"Gli italiani non hanno capito la gravità della crisi".
Mi è sembrata una sparata fatta da chi abita a 2.000 km di distanza e legge una realtà diversa dalla sua con gli occhiali sbagliati.
Poi ho visto in tv un artigiano edile di Savona, che ha dovuto chiudere la sua piccola azienda, che questa notte, alle 2 del mattino, si è messo in viaggio con la sua Ape (sì, sì, un'Ape) alla volta di Genova per andare a complimentarsi con Grillo e chiedergli di mantenere le promesse che ha fatto perchè "sono disperato e non ne posso più".  
Facciamo tutte le valutazioni del caso (e quelle che stanno emergendo in queste ore, ahimè, mi sembrano di nuovo sballate) ma ricordiamoci che si è perso per un motivo semplice. Ci siamo immaginati un "Paese delle meraviglie". Un Paese in crisi ma tutto sommato entusiasta.
E invece no. Non c'è entusiasmo. C'è disperazione e incazzatura. Talmente tanta che alcuni sono stati disposti a credere che Berlusconi gli avrebbe ridato l'IMU (probabilmente per andare un week end al mare) o che Grillo avrebbe dato 1.000 euro al mese a chi non lavora.
E non venitemi a dire che con Renzi avremmo vinto, perchè non è così.
Abbiamo fatto le primarie, ci siamo rotti le palle per mesi per far passare questo percorso nel partito, è venuta a votare un sacco di gente e Renzi ha perso. Punto. E quelli che adesso dicono "adesso Renzi subito" dimostrano proprio di vivere sempre fuori tempo massimo. 
Resto profondamente convinto delle idee del Pd, del percorso delle primarie, del programma che abbiamo proposto, ma prendo atto di quel che è accaduto.
Detto questo, non abbiamo capito. Io in primis.
Scusate.



23 febbraio 2013

Se 5 stelle vi sembran poche...

Cliccando qui trovate un breve pezzo che ho scritto per intervistato.com che spiega quello che dovrà fare il Pd da martedì in poi.
Perchè martedì il Pd avrà vinto le elezioni. 
 

22 febbraio 2013

Ricordi Beppe, son parole tue.

"Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso?
Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi.
Arrendetevi.
La vostra stessa presenza è diventata insopportabile.
Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione.
Arrendetevi.
Non potrete dire che non vi ho avvisato".


Ha ragione Pizzarotti

C'è la stessa aria di Parma.
Dove il Pd vinse al primo turno, il Movimento 5 Stelle arrivò secondo e il centrodestra si sciolse come neve al sole.
Poi al secondo turno l'M5S prese i voti di tutti quelli che ce l'avevano a morte con il centrosinistra (ricordo che Parma era l'unica città emiliana capoluogo di provincia amministrata dal centrodestra) e vinse.
Pizzarotti è il front man della rivoluzione grillina, del nuovo che avanza, della politica libera dalle regole e lo sa benissimo che alle politiche non c'è il doppio turno.
Lo sa, vero?

18 febbraio 2013

Tante risposte, nessuna domanda

Per le prossime elezioni politiche, fissiamo la regola che i confronti tv si fanno "senza se e senza ma"?
Questa cosa tutta italiana che il confronto lo chiede chi è in svantaggio, credendo di recuperare due voti sparandola più grossa che può, è l'ennesima dimostrazione di quanto sia immatura la nostra cultura democratica e di quanto sia sguaiato il mondo dell'informazione.
Ottimo anche Grillo, che prima invita Sky sul suo camper (non ti scomodare eh Beppe...) e poi tira pacco perchè "Ci sono due modi per fare campagna elettorale. Il primo serviti e riveriti nei salotti tv, magari con trasmissioni 'cucite addosso'. Noi preferiamo il secondo: nelle piazze, tra la gente". Qualcuno gli spieghi (anche se lo sa benissimo...) che la condizione di "serviti e riveriti" non è obbligatoria, al massimo è un di più a cui uno può (anzi, deve) rinunciare. Poi è chiaro che "i due modi" non sono in contrapposizione ma complementari. L'unica differenza è che in piazza uno può dire tutto e il contrario di tutto, mentre in tv capita che il giornalista ti faccia anche delle domande (vi ricordate la D'Amico con Berlusconi?). Insomma, rumore di unghie sui vetri da far venir la pelle d'oca a un morto.
Come si fa a credere alle risposte di chi non accetta domande?

15 febbraio 2013

Ultimi giorni di campagna anche a Condove

Non so se lo sapete, ma pare che tra una settimana si vada a votare.
Come circolo Pd di Condove allestiremo due banchetti, uno domani mattina, dalle 9.30 alle 12.30, in piazza Martiri della Libertà e uno mercoledì mattina, al mercato, all'angolo tra via Buozzi e via Battisti. Faremo poi un po' di sano "buca a buca" per distribuire del materiale informativo, in modo che tutti sappiano cosa s'impegna a fare il Pd in caso di vittoria.
Non mi faccio grandi illusioni sul voto in valle. So benissimo che il Movimento 5 Stelle sbancherà e che noi stenteremo parecchio. Complice la Tav, e gli eccessi che ci sono stati in questi anni sulla vicenda. Noi comunque la nostra campagna la faremo con il solito entusiasmo e la solita presenza, consci del fatto che in ballo non c'è solo il futuro del nostro territorio (o di un treno) ma il destino di un intero Paese e che le idee del Pd su lavoro, sviluppo, tassazione, istruzione, ecc, ecc possono essere vincenti.
Per questa campagna abbiamo preparato una lettera, che distribuiremo ai banchetti, e una piccola sorpresa che, se passate in piazza, scoprirete da soli :)