Visualizzazione post con etichetta parlamentari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parlamentari. Mostra tutti i post

19 marzo 2013

Poltronissime. C'è #unaltromodo

Alle ultime elezioni, alcuni assessori provinciali e regionali sono stati eletti in Parlamento.
Cota ha subito preso la palla al balzo per un bel rimpasto, mi auguro l'ultimo della sua sciagurata presidenza.
Anche Saitta ha preso la palla al balzo, per iniziare quello che definisce "il dimagrimento della giunta". D'Ottavio va a Roma ma nessuno lo sostituirà. Saitta riassegnerà la deleghe ad altri membri della giunta.
Una scelta dettata dalla volontà di diminuire i costi della politica.
Poi tanto son sempre tutti uguali no?

I capigruppo del Pd

Oggi LaStampa racconta lo scontro che si sta consumando all'interno del gruppo parlamentare del Pd per la scelta dei capigruppo.
Era ora. Una bella battaglia sul merito e sul rinnovamento e non sul peso delle correnti.
A dirla proprio tutta è un bel po' che c'è una "guerra" tra generazioni.
Almeno dal week end 5-7 novembre 2010, quello in cui Renzi e Civati organizzarono a Firenze la prima vera convention democratica autoconvocata e Bersani, invece di partecipare a quella tre giorni, convocò in fretta e furia un'assemblea nazionale dei segretari di circolo a Roma.
Faccio un mea culpa. Potevamo fare di più, molto di più. Ma avevamo la speranza di rinnovare la politica dopo aver vinto le elezioni.
Visto che non è andata proprio come avevamo sperato (o meglio, come ci avevano raccontato...), adesso non c'è più tattica, schema o timore reverenziale che tenga.
Al passato grazie. Al futuro sì.

18 marzo 2013

Proposte di legge (seconda parte)

Oggi vi ho parlato di due proposte di legge presentate dal Pd in questi primissimi giorni della nuova legislatura.
Bene. Sono due su novantotto.
I conti li ha fatti Giornalettismo, che ha messo nero sui bianco le proposte di legge presentate dai singoli gruppi parlamentari.
Pd e Sel sono quelli che ne hanno presentate di più, 98 appunto.
C' è solo un gruppo che non ha presentato neanche un documento.
Attendiamo fiduciosi.

4 febbraio 2013

A proposito di trasparenza...

Sabato pomeriggio sono andato a Susa, alla marcia in difesa del punto nascite dell'ospedale.
Come ho già scritto su Facebook, una delle frasi che andava per la maggiore era "tagliatevi gli stipendi invece di tagliare gli ospedali".
Oggi scopro questa bella vicenda, molto educativa, che riguarda proprio l'Assessore alla Sanità della Regione Paolo Monferino.
In partica l'ex dirigente Iveco non ha ancora reso pubblici i suoi conti personali, andando contro la legge che impone la trasparenza sui redditi ma soprattutto dimostrando di svolgere il suo ruolo senza nessun interesse verso il territorio e verso i piemontesi. Trovo infatti scandaloso che l'Assessore si rifiuti di ottemperare ad un suo obbligo, tenendo nascosti i suoi redditi proprio mentre chiede grossi sacrifici ai piemontesi, mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale.
Cota dovrebbe o imporre a Monferino di rispettare la legge, o sollevarlo dall'incarico. Ma da uno che fa (fa, oddio...) contemporaneamente il presidente di Regione e il candidato parlamentare non credo ci si possa aspettare un moto d'orgoglio simile.

1 febbraio 2013

#Elezioni2013. Riflessione sul voto utile

Qualche giorno fa ho scritto questo pezzo per Intervistato.com.

Provo a mettere in fila due pensieri su questo benedetto voto utile, che come concetto ha un po' stancato ma nella situazione in cui siamo merita una riflessione.

Lo trovate cliccando qui.     

24 gennaio 2013

Tutti i candidati piemontesi al Senato

Ed ecco i nomi dei futuri senatori.
Anche qui, due numeri giusto per farsi un'idea. Il Pd dovrebbe eleggere 11 o 12 senatori, il Pdl 3 o 4, 2 o 3 al Movimento 5 Stelle e a Sel, 1 o 2 alla lista Monti, 0 a tutti gli altri.
Un'indicazione, sulla scheda non troverete i simboli dell'Udc e di Fli perchè i due partiti hanno fatto confluire i loro candidati all'interno della lista "Con Monti per l'Italia".
Comunque, per essere sempre aggiornati su come potrebbe andare a finire, vi consiglio di seguire il senatometro, che è interessante e anche divertente.

Partito Democratico: Ignazio Marino, Stefano Lepri, Vannino Chiti, Daniele Borioli, Elena Ferrara, Elena Fissore, Nicoletta Favero, Nerina Dirindin, Patrizia Manassero, Magda Zanoni, Stefano Esposito, Mauro Marino, Federico Fornaro, Magda Negri, Gioachino Cuntro', Paola Berzano, Giorgio Ferrero, Umberto Perna, Anna Urban, Giorgio Giani, Cristina Mazzoni.

Sinistra, Ecologia e Libertà: Cerutti Monica, Acciarini Maria Chiara, Accalai Giuseppe, Bonardo Vanda, Spinelli Luigi, Omar Suad, De Ruggiero Nicola, Casella Michela, Barbetta Ezio, Castellano Marina, Canal Giorgio, Albertini Giovanna, Berardo Livio, Bevione Adriana, Catapano Antonio Nicolangelo, Fazzari Anna Maria, Sacco Angelo, Castro Maria De Los Angeles, Filoni Antonio,  Lodato Gioacchino (detto Nuccio), Liuni Matteo, Scoffone Piergiorgio.

Con Monti per l'Italia: Andrea Olivero, Gianluca Susta, Gianluigi Magri, Piero Garrione, Antonio Pedrazzoli, Pierangelo Cumino, Francesco Barbavara, Enrico Pollo, Simone Mainardi, Carlo Lingua, Loredana Annaloro, Roberto Cerutti, Lorenzo Giannasso, Gavino Redento Olmeo, Maria Chiara Zanetti, Maria Cristina Cossu, Silvia Zanardi, Stefania Gianotti, Valter Valle, Stefano Ferrari, Gaetano Ragonesi, Saverio Dellipaoli.

Lega Nord: Tremonti Giulio, Davico Michelino, Pastore Maria Piera, Fogliato Sebastiano, Togni Renato Walter, Arnoldi Isabella, Filiberti Giuseppe, Gobetti Paola, Tonasso Paolo, Severino Marcella, Vendemia Bruno, Pianasso Cesare, Miletto Bernardo, Frugeri Corrado, Vallino Riccardo, Protopapa Marco, Sonego Maria Grazia, Mosca Michele, Camoriano Pier Carla, Maffei Maurizio, Maso Adriana, Chiesa Giuliana.

Il Popolo delle Libertà: Silvio Berlusconi, Lucio Malan, Manuela Repetti, Maria Rizzotti, Andrea Fluttero, Daniela Ruffino, Lorenzo Piccioni, Lorenzo Leardi, Sebastiano Gallina, Francesco Graglia, Davide Gregorio Balena, Paolo Ferrero, Carla Biscuola, Daniela Contin, Marzia Vincenzi, Magda Verazzi, Caterina Giachino, Pietro Calonico, Giovanna Zetti, Giuseppe Reitano, Tommaso Alberto Maria Richetti, Achille Goitre.

Fratelli d'Italia: Guido Crosetto, Valerio Cattaneo, Barbara Bonino, Alessandro Pippione, Marco Botta, Sergio Ebarnabo, William Casoni, Massimiliano Motta, Daniele Andretta, Mauro Buzio, Lorenzo Tosco, Paolo Ricagno, Roberto Vaglio, Maria Lorenzone, Giuseppe Arlotta, Aniello Carotenuto, Antonietta Mirra, Livia Caldesi, Matteo Pagliano, Leo Spataro, Amedeo Vuono, Giacomo Costanzo.

Movimento 5 Stelle: Elezioni 2013, candidati al Senato del Movimento 5 Stelle in Piemonte
Marco Scibona, Carlo Martelli, Alberto Airola, Fabrizio Ghirardi, Daniela Albano, Mauro Willem Campo, Cinzia Carlevaris, Simona Barbero, Anna Friscia, Monica Corsini, Michele Santarella, Fabrizio Gallo, Claudio Borsello, Gabriella Ieropoli, Pierluigi Mandrini, Fabrizio Peritz, Roberto Merotto, Paolo Canazza, Stefano Maule, Vincenzo Lombardo, Glauco Fontanone, Gianfranco Bussone.

Rivoluzione Civile - Ingroia: Nilo Durbiano, Alberto Egidio Maria Luigi Pasta, Carla Nespolo, Domenica Milanesio, Pierluigi Maria Garelli detto "Gigi", Barbara Pietrobon, Nadia Pastorino, Pietro Milazzo, Paolo Caruso, Lucia Rizzini, Claudio Maulini, Laura Orsucci, Sergio Castagna, Claudio Cesaroni, Saragnese Luigi, Iemma Iulia.

23 gennaio 2013

Gli aspiranti deputati del Piemonte 1

Lunedì alle 20 è scaduto il termine per presentare le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche.
Qui sotto trovate l'elenco dei candidati alla Camera dei partiti maggiori nella circoscrizione Piemonte 1 (la sola provincia di Torino).

Tenete conto che, secondo i sondaggi più recenti, il Pd risulterebbe il partito più votato, eleggendo così 11/12 deputati. Seguono il Pdl con 4/5, Sel, la Lega Nord, l'Udc, la Lista Monti e il Movimento 5 Stelle 1/3, gli altri 0 spaccato.

Camera dei Deputati, circoscrizione Piemonte 1

Il Popolo della Libertà:
Angelino Alfano, Daniele Capezzone, Annagrazia Calabria, Gilberto Pichetto Fratin, Bartolomeo Giachino, Osvaldo Napoli, Daniele Cantore, Maurizio Leo, Margherita Boniver, Andrea Tronzano, Carluccio Giacometto, Salvatore Parisi, Diego Borla, Agostino Bottano, Ettore Puglisi, Benedetto Nicotra, Giulia Gioda, Roberto Rosso, Enrico Reghini Di Pontremoli, Irene Vercellini, Sandro Geromin, Stefano Polastri e Marilena Bauducco.

Lega Nord Padania-Lista Lavoro e Libertà:
Roberto Cota, Stefano Allasia, Davide Cavallotto, Valter Marin, Roberta Ferrero, Claudio Broglio, Monica Camoletto, Diego Lucco, Arturo Calligaro, Dina Maria Benna, Paolo Moglia, Simona Bianco, Barbara Cerato, Domenico Morra, Giancarlo Balbo, Carmelo Bruno, Livio Fenoglio, Giuliano Carletti, Cinzia Raviola, Lucia Bellucco, Gian Luigi Giacomo Cernusco, Margherita Cacciotto e Paolo Casalegno.

Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale:
Giorgia Meloni, Agostino Ghiglia, Fabrizio Comba, Augusta Montaruli, Roberto Ravello, Maurizio Marrone, Paola Ambrogio, Luca Federico Martinat, Giovanni Genovesio, Valerio Gianni Calosso, Giovanni Ravalli, Roberto Borgis, Enzo Falbo, Alessandro Cammarata, Vincenzo Rignanese, Luigi Sodano, Marco Frola, Rosario Scafidi, Viorel Vigna, Gabriele Piovano, Alessandra Sardo, Gianluca Blandino e Franco Dall’Aglio.

Partito Democratico:
Cesare Damiano, Paola Bragantini, Giacomo Antonio Portas, Francesca Bonomo, Edoardo Patriarca, Anna Rossomando, Andrea Giorgis, Antonio Boccuzzi, Silvia Fregolent, Umberto D’Ottavio, Davide Mattiello, Roberto Tricarico, Silverio Benedetto, Stefano Lo Russo, Maria Grazia Grippo, Pietro Marcenaro, Fabrizio Morri, Elisabetta Ballurio Teit, Pino Capozzi, Annunziata Pepe, Giorgio Gozzellino, Tiziana Scullino e Maurizia Bertoncino.

Sinistra, Ecologia e Libertà:
Giorgio Airaudo, Celestina Costantino, Michele Curto, Carla Mattioli, Marco Grimaldi, Francesca Valeria Gruppi, Alessandro Valente, Nicoletta Paola Cerrato, Mariella Balbo, Valeria Torazza, Antonietta Carpinelli, Giovanni Caponetto, Margherita Paoletta, Loredana Marano, Simone Baglivo, Santho Iorio, Rosella Panzironi, Giovanni Calissi, Alberto Gianluigi Re, Enrico Lingua, Gaspare Di Ruocco, Michele Amore e Valentina Criveller.

Scelta Civica-Con Monti per l’Italia:
Paolo Vitelli, Giovanni Monchiero, Maurizio Baradello, Ernesto Auci, Domenico Piano, Tommaso Panero, Alfonso Badini Confalonieri, Paola Cantamessa, Davide Mosso, Giovanni Zanetti, Gianni Arolfo, Ivan Gasco, Genny Quercia, Barbara Timon, Marco Crivellari, Cristina Franchino, Claudia Valli, Maurizio Bortolotto, Rosanna Venco, Franco Cirelli, Giorgio Salamano, Giampiero De Martinis e Gianrocco Dileo.

Unione dei Democratici Cristiani e di Centro:
Ferdinando Adornato, Marco Calgaro, Marco Balagna, Loredana Devietti Goggia, Giorgio Montabone, Umberto Demarchi, Giorgio Chiesa, Paola Antonetto, Laura Cargnino, Luca Geninatti Satè, Giovanna Massaro, Mauro Esposito, Demis Luca Donzino, Luca Guastini, Luigino Sedran, Anna De Luca, Mario Incardona, Fulvio Roattino, Giuseppe Roberti, Iole Avidano, Maurizio Versaci, Antonino Patuano e Amedeo Pascale.

Futuro e Libertà per l’Italia:
Gianfranco Fini, Deodato Scanderebech, Antonio Pitassi, Maria Sebastiana Ardito, Claudio Brero, Walter Murgiano, Massimiliano Scotta, Felice Sergi, Gabriella Balma, Dafne Fornaro, Barbara Castellani, Miachele Iannetti, Michele Iorfino, Riccardo Boggio Marzet, Daniela Piu, Giovanna Giordano, Paolo Caudana, Francesca Maria Guido, Alessandra Rosso, Marco Alfano, Angela Duca, Francesca Tonon e Franco Graziani.

MoVimento 5 Stelle:
Luara Castelli, Silvia Chimienti, Eleonora Bechis, Ivan Della Valle, Natale Di Santo, Daniela Di Virgilio, Andrea Gianoglio, Margherita Cardone, Patrizia Battagliotti, Valeria Picca, Roberto Ricci, Alberto Unia, Federico Valetti, Mirco Calmistro, Xavier Bellanca, Sergio Lorenzo Grosso, Mauro Dante Doppioni, Davide Falli, Yari Latini Corazzini, Franco Vilardo, Alessandro Giustetti, Salvatore Arduino, Turri Alberto e Gianpoalo Caruso.

Rivoluzione Civile:
Antonio Ingroia, Franco La Torre, Paolo Ferrero, Fabio Giambrone, Roberto Lamacchia, Vincenzo Chieppa, Avernino Di Croce, Antonio Pappalardo, Fabio Finiguerra, Cadigia Ester Perini, Diletta Berardinelli, Marica Guazzora, Diego Maria Poggi, Renato Dutto, Daniela Alfonzi, Alberto Loi Carta, Luigi Dolce, Anna Zullo, Maria Gesuina Manzoni, Andrea Tamiso e Orazio Munafò.

22 gennaio 2013

1986-2013 andata e ritorno

Il 1986 è l'anno in cui è nata la mia fidanzata. Io avevo quattro anni, ero già un ometto. Oggi lei ne ha 27 e io quasi 31. In tutto questo tempo siamo cresciuti, abbiamo fatto un sacco di esperienze, abbiamo girato l'Europa, ci siamo laureati, ci siamo messi a lavorare e siamo anche andati a vivere insieme. Due cosette le abbiamo fatte, insomma.
L'Italia invece è rimasta al palo. Uno studio di Rete Impresa Italia pubblicato oggi infatti, ci dice che nel 2013 i salari torneranno ai livelli del 1986. 27 anni presi e buttati via.
Le cause sono tante, ma quelle principali sono essenzialmente due. Stipendi troppo bassi e tasse troppo alte. Come Prossima Italia abbiamo elaborato due proposte, una sul reddito di cittadinanza e l'altra su una tassazione più equa, che porteremo nel prossimo Parlamento tramite i nostri candidati.
Giusto per ribadire ancora una volta che le proposte del Pd ci sono e, per quel che mi riguarda, vanno nella giusta direzione.


21 gennaio 2013

E poi ti dicono che tutti sono uguali

Alla decisione di Bersani di escludere dalla liste del Pd tre candidati (due in Sicilia e uno in Campania) con procedimenti penali in corso, fanno da contraltare le dichiarazioni odierne di Nicola Cosentino: "o mi mettete in lista, o vado in galera e vi rovino". Frasi in stile Fiorito, che aveva detto che "in galera c'è gente migliore che nel Pdl"
Detto, fatto. Cosentino recupera un terzo posto al Senato in Campania e molto probabilmente tra un mese si accomoderà a Palazzo Madama.
Per i più distratti, credo che questo basti per farsi un'idea di quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni e spero serva a far sì che non accada più.
Per quel che mi riguarda, resta un mistero come, in un paese che si dice normale, gente del genere sia in corsa per il Parlamento e che il partito che li candida sia stimato intorno al 20%.  
 
 

10 gennaio 2013

Chi va a Roma?

Oggi LaStampa pubblica questo interessante specchietto sulla possibile futura pattuglia parlamentare della provincia di Torino.
Primo partito, il Pd, che eleggerebbe 12 deputati e 11 senatori. Distante, distantissimo, il Pdl con 4/5 deputati e 4 senatori. Sel, Movimento 5 Stelle, Legam, Udc e Monti tra 1 e 3 onorevoli a seconda delle previsioni. Ingroia, Fli e LaDestra 0 spaccato.
Stando a queste previsioni, il prossimi deputati del Pd eletti in Piemonte 1 sarebbero: Cesare Damiano, Paola Bragantini, Francesca Bonomo, Edo Patriarca, Anna Rossomando, Andrea Giorgis, Antonio Boccuzzi, Silvia Fregolent, Umberto D'Ottavio, Davide Mattiello e Roberto Tricarico.
Per quanto riguarda il Piemonte 2, la lista dei candidati si può trovare qui, ma non ho sondaggi su cui fare proiezioni. 
I neo senatori invece, eletti su base regionale, dovrebbero essere: Ignazio Marino, Stefano Lepri (che a vederli uno dietro l'altro fa un po' impressione...), Vannino Chiti, Daniele Borioli, Elena Ferrara, Elena Fissore, Nicoletta Favero, Nerina, Dirindin, Patriza Manassero, Magda Zanoni e Stefano Esposito.

7 gennaio 2013

L'ultimo miglio

Domani la direzione nazionale del Pd si riunirà per varare le liste dei candidati alle prossime politiche. Sono ormai diversi giorni che sui giornali e in tv si rincorrono indiscrezioni, pressioni, nomi, quote e chi più ne ha più ne metta.
Un mestieraccio per Pigi, che dovrà tener conto dei risultati delle primarie, delle rappresentanze territoriali, di genere, delle aree tematiche interne e soprattutto della tenuta politica di un gruppo parlamentare che sarà molto rinnovato e che dovrà, probabilmente, guidare il Paese.
Mi rendo conto che la partita è complicata, ma credo sia altrettanto chiaro quanto sia importante.
A mio modo di vedere, è da un bel po' che Bersani non sbaglia un colpo. Ottimo ad accettare la sfida delle primarie per la scelta del candidato premier, bravo a fare a tempo di record le primarie per i parlamentari (anche se le regole non erano il massimo...), bravissimo a mettere in campo candidature di assoluto valore, vedi quella di Grasso (personalmente i magistrati in politica non mi sono mai piaciuti, ma il valore della persona non si discute).
Non per niente son tre mesi che il Pd cresce nei sondaggi, monopolizza la scena politica e il suo attivismo ha messo in luce tutti i limiti dei suoi competitor.
Pdl e Lega che si rimettono insieme per la non-so-più-qualesima volta. Meloni, Crosetto e La Russa che escono dal Pdl per fare un partito del 2% che si alleerà col Pdl (ma che senso ha?). Monti che ha smesso i panni del tecnico superpartes e sta facendo la figura del venditore di fumo. Ingroia che perde i pezzi prima ancora di iniziare. Grillo, tra una purga e l'altra, in calo di consensi.
Resta il centrosinistra appunto, che poi è il Pd.
Mai così a sinistra, mai così vicino alla vittoria, mai così alternativo.
Mi auguro che la direzione nazionale di domani sappia chiudere il cerchio mettendo in campo persone che in questi anni hanno dimostrato di poter rappresentare la voglia di cambiamento che attraversa l'Italia.
Mi auguro che i giochi di corrente cedano (almeno un po') il passo alle cose da fare.
Mi piacerebbe vedere riconfermati, per esempio, Antonio Boccuzzi e Andrea Sarubbi, che nell'ultima legislatura si sono occupati di lavoro e di diritti di cittadinanza, due temi ineludibili per costruire un Paese più giusto e più moderno.
Mi piacerebbe vedere Daniele Viotti, per cui abbiamo messo in piedi una petizione che potete firmare qui, rappresentante della comunità LGBT, andare a Montecitorio per la prima volta e dar battaglia per garantire diritti a tanti cittadini che oggi sono semplicemente ignorati.
Mi piacerebbe insomma vedere il mio partito fare scelte che mettano al centro i problemi e le soluzioni e non i personalismi o i provincialismi.
Sarebbe il modo migliore per percorrere quest'ultimo miglio che ci separa dalla Prossima Italia.

30 dicembre 2012

I numeri delle #primarieparlamentari a Condove e nel Piemonte 1

Allora, in Piemonte 1 hanno votato oltre 23.600 elettori del Pd, cioè il 26% dei votanti al secondo turno delle primarie per la scelta del premier.

A Condove la percentuale è un po' più bassa rispetto al dato provinciale. Sui 240 votanti del secondo turno sono tornati a scegliere i parlamentari del Pd 51 persone, cioè il 21% circa. 
I numeri della Provincia sono questi:



Cesare Damiano: 5998
Paola Bragantini: 4226
Francesca Bonomo: 3829
Anna Rossomando: 3364
Andrea Giorgis: 2864
Stefano Lepri: 2726
Elena Fissore: 2709
Silvia Fregolent: 2627
Magda Zanoni: 2104
Umberto D’Ottavio: 2025
Stefano Esposito:  1879
Roberto Tricarico: 1811
Silverio Benedetto: 1746
Mauro Maria Marino: 1069
Stefano Lo Russo: 992
Magda Negri: 976
Maria Grazia Grippo: 896
Pietro Marcenaro: 733
Fabrizio Morri: 467
Francesca Cilluffo: 382

I numeri di Condove li trovate nella foto. Bene la coppia Silvia Fregolent-Stefano Lepri, con Silvia a 18 e Lepri a 16. Ottimi anche Umberto a 12, gomito a gomito con l'ex ministro Damiano, e Bonomo a 10. Agli altri le briciole.   

Un dato che non c'entra con il nostro territorio ma che mi riempie di gioia e che fa bene al Pd e a tutto il centrosinistra. In brianza, il prossimo segretario del Pd, l'amico Pippo Civati, è risultato il più votato con 5503 voti. La seconda, tal Ricchiuti, a 2934, poco più votata di Mosca (2662). Gli altri, fuori dalla portata anche dei più moderni sonar. 
Io, fossi in Pigi, Pippo lo metterei capolista.

26 dicembre 2012

#primarieparlamentari. Quando, come, dove e chi

Sabato 29 (sì, sì, questo sabato...) si svolgeranno le primarie per scegliere i parlamentari del Pd che saranno eletti nel collegio Piemonte 1, cioè la Provincia di Torino.
Si voterà dalle 8 alle 21, negli stessi seggi in cui si è votato per le primarie per la scelta del candidato premier e potranno votare gli iscritti al Pd e coloro i quali hanno votato alle primarie sopra citate.
Pe rquel che riguarda Condove quindi, l'appuntamento è sempre al centro don Viglono, in via Bruno Buozzi 2. 
Si dovrà, purtroppo, di nuovo versare 2 euro per sostenere le spese organizzative.
Il regolamento lo avevo già postato ma ve lo rimetto qui.     

Per quanto riguarda il nostro collegio elettorale i candidati sono: 

Silverio Benedetto, presidente del consiglio comunale di Settimo.
Francesca Bonomo, candidata dei Giovani Democratici.
Paola Bragantini, Segretario del Pd di Torino.
Umberto D’Ottavio, Assessore Provinciale alla Scuola.
Elena Fissore, già Assessore al Bilancio di Moncalieri.
Silvia Fregolent, Capogruppo Pd Provincia di Torino.
Andrea Giorgis, docente universitario e Presidente dell’Assemblea Regionale del Pd.
Maria Grazia Grippo, giornalista.
Stefano Lepri, Consigliere regionale.
Stefano Lo Russo, Capogruppo Pd della Città di Torino.
Roberto Tricarico, Consigliere Comunale di Torino.
Magda Zanoni, Assessore al Bilancio del Comune di Pinerolo.

A questi si aggiungono i parlamentari uscenti, che hanno accettato di cimentarsi nelle Primarie: Francesca Ciluffo, Cesare Damiano, Stefano Esposito, Pietro Marcenaro, Mauro Maria Marino, Fabrizio Morri, Magda Negri e Anna Rossomando.

Per info sui seggi, sulle regole, sui candidati e su come si vota, consultate il sito http://www.primarieparlamentaripd.it

23 dicembre 2012

Il senso di una sfida: #primarieparlamentari



Come probabilmente avrete letto in questi giorni sui giornali, ho raccolto le firme per poter partecipare alle primarie per i parlamentari del Pd. Io non ho voluto commentare o rilasciare dichiarazioni. La priorità erano gli iscritti e la partecipazione e non ho voluto rincorrere le veline dei giornali e le loro ricostruzioni fantasiose. Ora però tutto è finito e vorrei fare un po’ di chiarezza sulla mia candidatura, visto che ho letto veramente di tutto.
Quando il partito ha deciso di selezionare i suoi parlamentari con le primarie, alcuni amici e compagni di partito mi hanno contattato per chiedermi se avevo intenzione di partecipare anche io e si sono messi a mia disposizione. Per evitare confusioni e fraintendimenti e perché non erano ancora state decise le regole per partecipare alla competizione, ho preso tempo.
Lunedì sera si è riunita la direzione nazionale e ha reso note le regole del gioco: per candidarsi, bisogna raccogliere il 5% delle firme degli iscritti della Provincia di residenza. Nel nostro caso, 400 firme. Un’enormità. Una cifra raggiungibile solo da chi può contare su un numero elevato di iscritti.  È stato in quel momento che ho deciso di provarci, sapendo benissimo che sarebbe stato impossibile raggiungere il numero di firme necessarie. L’ho voluto fare lo stesso perché sono due anni che lavoro per le primarie per i parlamentari, anche in valle. Ho raccolto firme, fatto iniziative, discusso con i compagni. Ho partecipato all'elaborazione del documento a firma Salvatore Vassallo-Giuseppe Civati che è stato preso come base per il regolamento nazionale. Esserci, per me, significava "rivendicare" quanto fatto fino ad oggi, provare a mettere l'accento sul rinnovamento e sulla partecipazione attiva degli iscritti. Perché la soddisfazione per la scelta delle primarie si era subito trasformata in amarezza nel vedere regole stringenti, fatte apposta per mantenere in piedi un gruppo dirigente che litiga su tutto ma che quando c’è da auto conservarsi diventa unitissimo.
Il Parlamento di nominati, che è stato sciolto ieri, verrà sostituito da un Parlamento con molti “signori delle tessere” o dirigenti locali di lungo corso. Dopo l’apertura al rinnovamento durante le primarie per il premier, lo spazio per la partecipazione è stato nuovamente ristretto.  
Ho perciò voluto dare un segnale. Far vedere che chi vuole cambiare davvero la politica non si arrende, ci prova con onestà e trasparenza e, pur non condividendo le regole del gioco, fa di tutto per giocare. 
Altro che raccolta firme contro qualcuno, come ho  letto sui giornali! 
Raccolta firme per il Pd. Per cambiarlo davvero, per non cedere un centimetro, rischiando di prendere schiaffoni ma puntando i piedi. Perché ci sono tanti iscritti che non si sentono più rappresentati da nessuno, a Roma come a Torino e anche in valle, e che si sentono parte di una comunità che vogliono vedere cambiare.
Ho spiegato a chi mi aveva contattato e ad altri (con una riunione aperta) le mie ragioni e loro hanno convenuto con me sulla necessità di provarci comunque. Li voglio ringraziare di cuore questi compagni, che si sono messi pancia a terra nelle sezioni della valle a spiegare le ragioni di questa scelta. È stato un lavoro estenuante, da Rosta a  Bussoleno passando per la Valsangone fino ad arrivare a Bardonecchia. Una vera e propria “ricognizione” casa per casa, iscritto per iscritto. Parlando, ma soprattutto ascoltando. Raccontando il lavoro fatto in questi due anni dentro e fuori il Pd, dalla battaglia per le primarie e per la cittadinanza ai cittadini stranieri alle iniziative sul rinnovamento della classe dirigente fino ad arrivare a quelle sul lavoro, vera emergenza nazionale e anche valsusina. Abbiamo ascoltato le perplessità ma anche la voglia di crederci ancora. Io, personalmente, ho visto la soddisfazione di tanti compagni nel vedere “un giuinot” provare a prendere il testimone e continuare a occuparsi di politica.
Abbiamo raccolto un centinaio di firme. Vere e sudate. Firme di peones come me, liberi, senza capibastone a cui dover rendere conto, che si iscrivono ogni anno esclusivamente perché credono di dover dare una mano anche loro. Sono stato poi contattato da alcuni ragazzi non valsusini che ho conosciuto in questi anni e con cui ho condiviso tanto. La loro candidata si era ritirata e mi hanno offerto il loro aiuto (e le loro firme). Una telefonata inaspettata, che mi ha fatto piacere e che mi ha fatto capire che il lavoro fatto non è stato inutile. Li ho ringraziati di cuore ma ho rifiutato. Sarei arrivato ad oltre 150 firme, che sarebbero state inutili per il risultato finale ma soprattutto non erano firme raccolte per me. Fatto questo conto, sono andato in federazione e ho annunciato il mio ritiro.   
Ho vissuto quattro giorni intensissimi. Non sono stato quasi mai a casa facendo arrabbiare la mia fidanzata  e sono stato contattato da mezzo mondo, ricevendo incoraggiamenti e “suggerimenti” a fare un passo indietro. Mi sono stancato a morte guidando tantissimo e consumando più volte la batteria del telefono.
Non chiedevo di meglio. Misurarsi è sempre entusiasmante, prendere parte ad un’avventura così importante poi fa venire le vertigini, anche se ci sono state molte cose che non mi sono piaciute. Da come è stata utilizzata la mia candidatura sui giornali, alle voci messe in giro ad arte da alcuni “compagni”, un po’ per screditarmi, un po’, temo, per incapacità di analisi o per la non volontà di accettare il fatto che un periodo storico e politico, anche in valle, è finito. Non sono una persona rancorosa e su queste cose voglio andare oltre. Ci sarà il tempo e il modo per discuterne nelle sedi opportune.
In questa avventura, che è stato un “viaggio in gruppo”, ci abbiamo messo la faccia in tanti e abbiamo consumato tante suole. In queste occasioni ha torto chi non partecipa, chi non ci prova, chi sta a casa a lamentarsi. Perché è in queste occasioni che emerge il collante di una classe politica che litiga su tutto: e questo collante è l’autoconservazione, da inseguire in ogni modo. Ed è ora che questa storia finisca.
In queste occasioni il metodo è merito, perché cambiare la politica non vuol dire cambiare solo i protagonisti, vuol dire soprattutto cambiare i metodi con cui la si fa. E questi non si cambiano a parole, ma con l’esempio.
Il senso della nostra sfida è stato questo.
Tutto il resto sono chiacchiere da bar, semplificazioni o strumentalizzazioni, alcune chiaramente inconsapevoli, altre tristemente consapevoli.
Ringraziando tutti quelli che mi hanno sostenuto, vi posso garantire fin da ora che continueremo a fare come abbiamo fatto in questi giorni. Perché ci piace così. Perché è giusto così. Perché meritiamo, tutti, qualcosa di meglio di quello che c’è.

18 dicembre 2012

Regolamento Primarie per i parlamentari del Pd

DIREZIONE NAZIONALE PD

REGOLAMENTO PER LE CANDIDATURE AL PARLAMENTO PER LE ELEZIONI POLITICHE 2013


Ai fini della più ampia partecipazione e del rinnovamento della politica, il Partito democratico promuove primarie aperte per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale per le elezioni politiche del 2013.
Attraverso lo strumento delle primarie il Partito democratico intende selezionare i propri candidati in coerenza con i suoi principi statutari e con la vocazione di partito di governo, aperto alla società, in grado di promuovere nelle composizione delle liste, e in particolare nelle posizioni eleggibili, competenze di donne e di uomini.
Come affermato nell’art. 1 dello Statuto, il PD si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne e al raggiungimento della democrazia paritaria.

1. Date e modalità di voto

1. Le primarie per la selezione del 90% delle candidature del PD al Parlamento nazionale si svolgono nei giorni 29 o 30 dicembre 2012. Non vengono computate le posizioni di capilista che saranno definite d’intesa tra la Direzione nazionale e le Unioni regionali.

2. Le Direzioni delle Unioni regionali si riuniscono entro il 21 dicembre e stabiliscono se nella regione le primarie si svolgono il 29 oppure il 30 dicembre 2012.

3. Si vota dalle ore 08.00 alle ore 21.00 del giorno stabilito dalla relativa Unione regionale nei seggi istituiti, di norma, presso i circoli del PD.

4. L’elettrice/ore può esprimere fino ad un massimo di due preferenze, differenti per genere. Qualora le due preferenze siano dello stesso genere, la seconda nell’ordine è nulla.

2. Elettori

1. Possono partecipare al voto per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale:
a) le/gli elettrici/ori compresi nell’Albo delle primarie dell’“Italia Bene Comune”;
b) le /gli iscritte/i al PD nel 2011 che abbiano rinnovato l’adesione fino al momento del voto.

2. Per esercitare il diritto di voto ciascun/a elettore/ice deve:
a) dichiararsi elettrice/ore del PD e sottoscrivere un pubblico appello per il voto al PD secondo le modalità di cui al Regolamento per le primarie “Italia Bene Comune”;
b) versare una sottoscrizione di almeno due euro per la campagna elettorale;
c) sottoscrivere l’impegno a riconoscere gli organismi di garanzia previsti nel presente Regolamento come uniche sedi per ogni eventuale interpretazione, contestazione o controversia riferibile all’organizzazione e allo svolgimento delle elezioni primarie.
 

3. Candidati

1. Possono essere candidati/e alle primarie gli/le iscritti/e al PD e i/le cittadini/e che si dichiarino elettori/ici del PD, che abbiano i requisiti richiesti dalla legge e dal Codice etico del PD e che sottoscrivano gli impegni in esso previsti. Si può essere candidati in un solo ambito provinciale/territoriale.

2. All’atto della presentazione della candidatura ciascun/a candidato/a dichiara di accettare in ogni sua parte il presente Regolamento e di deferire qualsiasi controversia, quesito o interpretazione -di tipo regolamentare, interpretativo o inerente allo svolgimento della campagna delle operazioni di voto e di scrutinio- esclusivamente agli organi di garanzia previsti dal presente Regolamento.

3. I candidati devono sottoscrivere inoltre, a pena di decadenza, un impegno a:
a) svolgere la campagna elettorale con lealtà nei confronti degli altri candidati evitando ogni azione che possa lederne la dignità oppure danneggiare l’immagine del PD;
b) non avvalersi di qualsiasi forma di pubblicità a pagamento;
c) contribuire, all’atto dell’eventuale accettazione della candidatura alle elezioni politiche, all’attività del PD secondo quanto stabilito nell’apposito Regolamento finanziario del PD.

4. Non sono candidabili alle primarie coloro che:
a) si trovino nelle condizioni di cui all’art. 5 del Codice etico oppure non risultino in regola con le norme che prevedono il dovere degli eletti di contribuire al finanziamento del partito, come da art. 22 comma 2 dello Statuto del PD;
b). I parlamentari europei, i Sindaci dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, i Presidenti dei Municipi/Circoscrizioni delle città metropolitane eletti direttamente, i Presidenti di Provincia e di Regione, gli assessori e i consiglieri regionali in carica, in Enti in cui non sia già stato disposto lo scioglimento, non sono candidabili, salvo deroghe motivate, richieste al Comitato nazionale elettorale entro il 19 dicembre, che si pronuncia sull’accoglimento o meno, d’intesa con i Segretari regionali, entro le 24 ore successive;
c) non abbiano avuto deroga dalla Direzione nazionale, come previsto all’art. 21 commi 8 e 9 dello Statuto, avendo superato quindici anni di mandato parlamentare, come da comma 3 art.21 dello Statuto;
d) i membri delle Commissioni di Garanzia.

5. Coloro che si candidano alle primarie per il Parlamento nazionale non possono essere candidati alle elezioni regionali e delle città metropolitane che si svolgono contestualmente o nei 6 mesi successivi alle elezioni politiche.

4. Formazione delle rose di candidature

1. Le rose di candidature alle primarie sono uniche per Camera e Senato e sono esaminate, definite e approvate a maggioranza dalle Direzioni dei Coordinamenti provinciali/territoriali.

2. Concorrono a formare le rose di candidature alle primarie:
a) le/gli iscritte/i e le /gli elettrici/ori del PD, che entro le ore 20 del giorno precedente la riunione della relativa Direzione provinciale, abbiano raccolto sui moduli di cui all’art. 7 del presente Regolamento e depositato presso la Direzione provinciale/territoriale un numero di firme pari al 5% - e comunque non meno di 50 e non più di 500- degli iscritti PD 2011, in almeno 3 circoli, in quell’ambito provinciale/territoriale. Con la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti le Direzioni regionali possono ridurre la percentuale di firme necessarie dal 5% al 3% degli iscritti PD 2011. Ciascun/a iscritto/a può sottoscrivere una sola candidatura.
b) I parlamentari uscenti, iscritti ai gruppi parlamentari del PD, che ne facciano richiesta alla Direzione provinciale entro le ore 20 del giorno precedente alla riunione della stessa.

3. Le rose dei candidati/e, da sottoporre alle primarie, sono formate dalle Direzioni provinciali in un numero di candidature non superiore al doppio delle posizioni in lista complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/territoriale. Le rose devono rispettare il principio della parità di genere e rispondere a criteri di radicamento territoriale, proiezione nazionale, competenza e apertura alla società;

4. Qualora le candidature proposte eccedano il doppio delle posizioni complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/ territoriale, nel rispetto della parità di genere e del pluralismo, la Direzione provinciale/ territoriale decide a maggioranza dei votanti la composizione della rosa delle candidature entro il tetto indicato. La composizione di una rosa di candidature che superi il tetto indicato può essere decisa con il voto favorevole dei due terzi dei votanti.

5. Direzione nazionale

1. La Direzione nazionale:
a) elegge il Comitato elettorale nazionale, composto sulla base delle funzioni statutarie e delle rappresentanze dei territori, al quale - nell’ambito dei principi del presente Regolamento e secondo il criterio della più ampia condivisione - è affidato il compito garantire il buon svolgimento della intera fase di selezione delle candidature;
b) approva i capilista sulla base delle proposte avanzate dal Segretario nazionale, sentiti i Segretari regionali;
c) indica candidature rispondenti a riconoscibili criteri di competenza e apertura alla società, con riferimento all’art 19 comma 2 lettere b,e, f dello Statuto, in misura non superiore al 10% delle candidature del PD;
d) approva in via definitiva le liste per Camera e Senato nella seduta dell’8 gennaio 2013, sulla base delle diverse fasi del procedimento istruttorio di selezione delle candidature.

2. Al fine di garantire il regolare e tempestivo svolgimento delle primarie e dei relativi adempimenti, le Unioni regionali e il Comitato elettorale nazionale, in caso di necessità e urgenza, esercitano poteri sostitutivi rispetto agli organi territoriali, previo parere delle rispettive Commissioni dei garanti.
 

6. Unioni regionali

1. Le Unioni regionali in raccordo con la Direzione nazionale:
a) coordinano lo svolgimento delle primarie nell’ambito territoriale di competenza;
b) definiscono, a maggioranza dei votanti, i criteri per le candidature sulla base dei principi della parità di genere, della competenza e dell’apertura alla società;
c) assegnano, nella stessa seduta, a ogni Coordinamento provinciale/territoriale il numero delle candidature complessivamente spettanti per la Camera e il Senato sulla base dei risultati delle elezioni politiche 2008. Per stabilire il numero delle candidature e la proporzione delle posizioni eleggibili tra i diversi ambiti provinciali/territoriali nelle liste di Camera e Senato, si suddivide, per 1,3,5,7 e così via, il totale dei voti al PD in ciascun ambito provinciale/territoriale nelle elezioni per la Camera dei Deputati nel 2008, ottenendo una serie di quozienti di entità decrescente.

2. Le Direzioni regionali possono decidere di introdurre delle deroghe a questo metodo per assicurare una più ampia rappresentanza degli ambiti provinciali/territoriali della Regione, assegnando a quelli che non raggiungono il quoziente necessario almeno una candidatura in posizione eleggibile, oppure possono decidere di accorpare gli ambiti provinciali/territoriali che non raggiungono il quoziente necessario in aree subregionali.

3. Al fine del raggiungimento dell’obiettivo della parità di genere , ciascuna Unione regionale è impegnata a realizzare un significativo avanzamento della presenza femminile rispetto alle elezioni politiche del 2008. In ogni caso, nessuna Unione regionale può scendere sotto la soglia minima del 33% della rappresentanza di genere tra le posizioni eleggibili, al fine di concorrere all’obiettivo nazionale della soglia del 40%, cioè del rispetto della norma antidiscriminatoria.

4. Per ridurre al minimo la necessità di interventi di riequilibrio di genere su base regionale dopo le primarie, le Direzioni regionali assumono il criterio dell’alternanza di genere per gli ambiti provinciali/territoriali con più di una posizione eleggibile. In ogni caso, nella riunione del 4 o 5 gennaio 2013 le Direzioni regionali decidono l’eventuale riequilibrio di genere che si renda necessario.

5. Nella stessa seduta le Direzioni regionali formulano, nel rispetto dei risultati scaturiti dalle primarie negli ambiti provinciali/territoriali e dell’equilibrio di genere, le proposte da avanzare alla Direzione nazionale, articolandole tra Camera e Senato.

6. Il Comitato elettorale nazionale assume le proposte delle Direzioni Regionali, le integra, d’intesa con i Segretari Regionali, con le proposte di cui all’art. 5, comma 1, lettera b del presente regolamento; interviene, ove necessario, per garantire l’attuazione delle regole a garanzia della rappresentanza di genere.

7. Il Comitato elettorale nazionale propone alla Direzione nazionale le candidature al Parlamento nazionale per l’esame e la definitiva approvazione.

 
7. Coordinamenti provinciali/territoriali

1. Le primarie si svolgono su base provinciale, oppure, dove esistono, sulla base dell’ambito dei Coordinamenti territoriali.

2. Le Direzioni provinciali/territoriali:
a) formano e deliberano, a maggioranza dei votanti, le rose di candidature nella seduta di sabato 22 o di domenica 23 dicembre 2012;
b)predispongono, almeno tre giorni prima di tali riunioni, i moduli per la raccolta delle firme degli iscritti da parte dei candidati;
c) assicurano ai/lle candidati/e l’accesso all’Anagrafe degli/lle iscritti/e PD 2011 e all’Albo degli/lle elettori/rici dell’Italia Bene Comune nel rispetto della normativa sulla privacy;
d) promuovono un’azione di comunicazione diretta a favorire la più ampia partecipazione alle primarie e la conoscenza delle candidature;
e) trasmettono, entro le ore 14 del giorno successivo lo svolgimento delle primarie, i risultati alle Unioni regionali, che a loro volta li trasmettono al Comitato elettorale nazionale.

 
8. Garanzie

1. La Direzione nazionale affida alla Commissione nazionale le funzioni di cui all’art.19 comma 3 c dello Statuto nazionale.
2. Eventuali ricorsi, in ogni fase dello svolgimento del procedimento delle primarie, debbono essere rivolti in prima istanza alla Commissione regionale di Garanzia, che esamina e delibera entro 12 ore, e in seconda istanza alla Commissione nazionale di Garanzia, che delibera in via definitiva entro le successive 12 ore.
 

9. Norma di rinvio

Per quanto non espresso e previsto dal presente Regolamento, hanno valore normativo le decisioni assunte con delibera dal Comitato elettorale nazionale e dalla Commissione nazionale di Garanzia.

12 dicembre 2012

Pare che ci siamo per #primarieparlamentari

Oggi pomeriggio la segreteria nazionale del Pd ha in calendario un incontro con i segretari regionali per discutere delle primarie per i parlamentari.
E' un anno che batto su questo punto e credo di avervi ricordato fino alla nausea la iniziative che abbiamo fatto per chiedere che queste benedette primarie fossero fatte.
Ora, pare che ci siamo.
Le primarie dovrebbero svolgersi, presumibilmente, il 29 e il 30 dicembre (tanti auguri...) e dovrebbero poter votare tutti coloro i quali hanno votato alle primarie di due settimane fa.
Qui di fianco, il tweet del profilo ufficiale del Pd che dà la notizia.
E' uno screenshot dove c'è tutto. Il logo del Pd, un impegno del partito e le immagini dell'incontro che abbiamo fatto come ProssimaItalia a Genova, quasi un anno fa, con Salvatore Vassallo per parlare proprio delle #primarieparlamentari.
Son piccole cose, ma son soddisfazioni grandi, perchè un pizzico "di merito" in questa battaglia me lo sento addosso anche io.

11 dicembre 2012

O finalmente, scegliere

Prossima Italia rilancia ancora una volta il tema delle primarie per scegliere i parlamentari.
Abbiamo pubblicato con Salvatore Vassallo una petizione per sollecitarne l'ufficializzazione, allegando un regolamento aggiornato e precise indicazioni sulle date (il 13 gennaio è la prima data utile), oltre a una richiesta di ritardare leggermente la scadenza per la presentazione delle liste.
Il link al sito lo trovate qui.
Per firmare la petizione invece potete consultare quest'altro sito.
Io ho già firmato, come potete vedere.
La discussione procede anche su twitter grazie all'hashtag #primarieparlamentari.
Perchè i rappresentanti devono essere tali e non più dei nominati.
Perchè il nostro concetto di democrazia è questo qui.
Perchè se no c'è il rischio che possa finire in due modi: o così, o così.
Decidete voi, se continuare a farvi scegliere oppure leggere il titolo di questo post e agire.


7 dicembre 2012

Le primarie non si perdono mai

E questo sondaggio di Atlante Politico lo conferma.
Al netto delle intenzioni di voto che danno il Pd al 38% (dato a cui, francamente, credo poco), è significativo vedere come le primarie hanno fatto bene a Bersani, che da un lato trova crescente legittimazione come leader e dall'altro, vedendo i numeri che riguardano Renzi, deve necessariamente farsi garante di un rinnovamento vero.
Hanno fatto bene a tutto il centrosinistra, che oggi vincerebbe le elezioni recuperando indecisi.
Hanno fatto male, molto male, all'Idv e all'Udc. La cafonaggine e l'irresponsabilità di Di Pietro non han pagato, così come i balletti di Casini.
Io lo dico da tempo.
Le primarie non si perdono mai e si devono fare sempre. Non per una "conta" interna ai partiti, ma semplicemente perchè servono a vincere le "secondarie" o le "doparie". Che poi sono le elezioni vere, quelle importanti.

4 dicembre 2012

Non ci resta che scegliere

Archiviate le primarie, ora dobbiamo occuparci...delle primarie.
Quelle importanti per i territori e per ridare senso alla parola "rappresentanza".
Quelle per i parlamentari insomma.
Primarie che da "importanti" stanno diventando "urgenti" in queste ore, con Bersani che, finalmente, pare abbia deciso di smettere di rincorrere Pdl e Udc su questo terreno e sia intenzionato a fare la voce grossa.
Chissà, forse Pigi legge qualche blog, o più semplicemente si è reso conto che chiedere di abolire il Porcellum a chi l'ha ideato è fatica sprecata.
Il tema è sentito, tant'è che in Emilia-Romagna il segretario regionale Bonacini si è impegnato a farle in ogni caso, mentre in Piemonte c'è un ordine del giorno presentato oltre un anno fa in direzione regionale da Stefano Esposito che però non è ancora stato dibattuto. Come Prossima Italia insistiamo su questo tema da almeno un anno e abbiamo anche presentato in Direzione Nazionale un ordine del giorno per impegnare il Pd a dar voce ai suoi elettori.
Anche in Valsusa ci siamo già dati da fare a modo nostro, scendendo in piazza e mettendoci la faccia.
Ora dobbiamo rilanciare e lo stiamo facendo in queste ore con questa iniziativa che vi consiglio di seguire e sostenere.
   

3 dicembre 2012

In Valsusa è finita così. E Adesso?

Il secondo turno in Valle è andato così:

Alta Valle: Bersani 154 (-3), Renzi 141 (+13).
Susa: Bersani 90 (+21), Renzi 86 (+5).
Bussoleno: Bersani 149 (+16) Renzi 144 (-4).
Sant'Antonino: Bersani 159 (+42), Renzi 105 (-9).
Condove: Bersani 125 (+53), Renzi 115 (+5).
Sant'Amborgio: Renzi 68 (+8), Bersani 64 (+17).
Avigliana: Bersani 230 (+60), Renzi 188 (+10).
Almese: Bersani 130 (+35), Renzi 113 (-).
Rubiana: Bersani 47 (+20), Renzi 22 (-).
Caselette: Renzi 70 (+1), Bersani 62 (+7).
Rosta: Renzi 121 (-7), Bersani 90 (+29).
Buttigliera Alta: Bersani 168 (+55), Renzi 149 (+4).
Giaveno: Bersani 295 (+69), Renzi 249 (-7).
Coazze: Bersani 52 (+13), Renzi 36 (-).
Sangano: Bersani 132 (+34), Renzi 68 (-6).
Villarbasse: Renzi 110 (+7), Bersani 85 (+27).

Voti totali:
Bersani: 1947
Renzi: 1789

Bersani vince quasi dappertutto con i voti di Vendola (non tutti, ma molti).
Renzi guadagna qualcosina, limando un distacco che su base percentuale risulta essere più basso del dato nazionale.
Per quel che riguarda Condove, abbiamo registrato un'affluenza dell'83% circa rispetto al primo turno (285 domenica scorsa, 241 ieri). Renzi guadagna 5 voti che però non son bastati per confermarsi come candidato più votato. Bersani infatti ha preso 125 preferenze, quasi il doppio rispetto a sette giorni fa.
Come ho già scritto ieri, sono stato molto contento di aver votato Matteo Renzi e sono comunque contento che Bersani sia stato scelto alla guida della coalizione.
Se devo essere sincero, a livello nazionale non mi aspettavo un distacco così ampio.
Questo dato deve far riflettere Renzi e il suo staff, che in questa settimana hanno alzato l'ennesimo polverone sulle regole, risultando troppo astiosi e rissosi, cosa che credo abbia fatto guadagnare consenso a Bersani.
Renzi comunque ha fatto cose straordinarie, prima chiedendo, poi ottenendo e infine rendendo vere e combattute queste primarie. Bersani l'ha capito, gliel'ha riconosciuto e ne dovrà tener conto perchè si troverà alle prese con un partito e una coalizione un po' diversa da come si immaginava, con un'area riformista-liberal al 40% (e non al 2% come aveva detto quel fenomeno di Fassina qualche tempo fa).
E ora?
Ora ci son tre cose da fare.
1) Se non dovesse cambiare la legge elettorale, chiedere con forza le primarie per i parlamentari. Una battaglia che stiamo provando a portare avanti da oltre un anno e che sta diventando ogni giorno più attuale. In Valsusa abbiamo raccolto 300 firme di cittadini per chiedere queste primarie già a gennaio. Vediamo cosa capiterà nelle prossime settimane e se e come mobilitarci.
2) Fare una bella campagna elettorale per il Pd, in modo da avere un bel risultato che ci consenta di vincere ma anche di avere dei numeri tali per cui non si debbano fare troppe concessioni a possibili (e a questo punto sempre più probabili) alleati Casinisti.
3) Preparare il congresso del 2013. Che è la cosa più facile, perchè so già per chi votare.