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17 luglio 2013

Kazaki e kazzari

Volevo scrivere un pezzo sul putiferio che si è scatenato sul caso Shalabayeva.
Sul fatto che Alfano e, ahimè, Bonino dovrebbero avere il buon gusto di dimetteri subito.
Sul fatto che forse Bonino lo farà, ma Alfano mai, perchè è evidente che se ne va salta il banco.
Sul fatto che sarebbe una manna se saltasse sto maledetto banco, perchè fino ad oggi non ha portato grandi risultati e più va avanti più rinvia, rimanda e posticipa. Quindi, che ce ne facciamo di un governo così?
Volevo scrivere che queste "larghe intese" sono in realtà strettissime (meno male) anche se a qualcuno vanno benissimo e vive queste ore con sincera preoccupazione.
Perchè l'han capito anche i ciechi che non se ne caverà un ragno dal buco da questa stupida alleanza temporanea e che l'unico argomento, debolissimo, per non farla saltare è che "non si può mica tornare a votare con questa legge".
Peccato che sia già stato il leit motiv del governo Monti, e abbiamo visto tutti come è andata.
Volevo scrivere tutte queste cose, ma la redazione del Post mi ha anticipato con questo pezzo che dice tutto.

17 maggio 2013

Manco l'onore delle armi

Neanche quello ci meritiamo.
Era facile intuire che con la coalizione di centrosinistra evaporata e il Pd gambe all'aria, di cose furbe questo governissimo ne avrebbe fatte poche.
Oggi il Consiglio dei Ministri ha ratificato la sospensione della prima rata dell'Imu prevista per giugno, in attesa di una rimodulazione della tassa che sarà discussa più in là. Per inciso, questa rata era quella destinata ai comuni, che oltre a non poter spendere i soldi che hanno per colpa del patto di stabilità, ora si vedono privati anche dell'unica tassa consistente che riscuotono ancora.
Alla fine l'ha avuta vinta Berlusconi, come quasi sempre in questi ultimi vent'anni, che ora ha un risultato concreto da portare in campagna elettorale e può staccare la spina a Letta quando vuole.
Di misure per ridurre il costo del lavoro colpendo le rendite, i grandi patrimoni e l'evasione manco a parlarne, così come si son persi per strada i soldi da ridare alle imprese (che sembra siano 40 miliardi circa) forse saranno erogati (metà, non tutti), forse nel 2013, sicuramente non nel 2014.
Sia chiaro, l'Imu è meglio non pagarlo che pagarlo, ma visto che questo governo doveva affrontare "le priorità", l'Imu non mi sembra rientrare in questa categoria.  

 

9 maggio 2013

Tutto il pacco

Dopo la nomina dei ministri, in questi giorni sono state composte le varie commissioni parlamentari. Grande bagarre sui nomi, ovviamente. Perchè tra Formigoni all'agricoltura (lui, che ha cementificato mezza Lombardia e che è stato rinviato a giudizio l'altro ieri), Sacconi al lavoro, Cicchitto agli esteri, Vito alla difesa e LaRussa a non-mi-ricordo-cosa, i motivi per essere incazzati non son pochi.
Anche la nomina di Boccia (Pd) alla Commissione bilancio fa abbastanza ribrezzo, considerando che la bella moglie Nunzia De Girolamo (Pdl) è stata nominata dieci giorni fa Ministro delle Politiche Agricole. Carina anche la vicenda di Nitto Palma, con la sua elezione osteggiata da Pd, Sel e M5S che però non hanno trovato (manco l'han cercato...) un accordo su un nome diverso e si sono fatti infinocchiare da Pdl e Monti.
La cigliegina sulla torta è arrivata da Milano, dove Berlusconi non solo è stato condannato a 4 anni per il processo sui diritti Mediaset, ma è stato anche interdetto dai pubblici uffici.
Una situazione deprimente, surreale e anche indecorosa.
Perchè se è vero che il disastro elettorale del Pd e l'inconsistenza della sua classe dirigente sono sotto gli occhi di tutti, mi sembra altrettanto chiaro come questa situazione si sia venuta a creare anche per la spregiudicatezza con cui Pdl e M5S hanno affrontato questa fase così delicata della storia d'Italia. Mi fanno sorridere i censori e le anime belle che si stanno scatenando sul web. Gente che si straccia le vesti-2.0 gridando allo scandalo e alla vergogna. Gente che di fronte a questo scempio, "s'indigna e s'impegna poi getta la spugna con gran dignità". Giornalisti, politici dell'ultima ora, opinion maker. Tutte persone degnissime, che rivendicano il "not in my name" a fronte di una coscienza pulita, probabilmente perchè non è stata mai usata.
La politica non è un'esperienza personale. E' un grande momento collettivo.
Abbiamo pensato che fosse una cosa sporca per disonesti e intrallazzoni. Una roba di cui era meglio non occuparsi.
Abbiamo abbandonato gli spazi di confronto e di discussione, così oggi ognuno ha le proprie ragioni e non è disposto a discuterle con gli altri, che pensandola diversamente sono diventati automaticamente diversi e nemici.
Abbiamo lasciato spazio proprio agli intrallazzoni di cui sopra e a una nuova leva di dilettanti allo sbaraglio.
Con risultati che mi sembrano abbastanza evidenti.   
Perchè il problema non sono i nomi (o i nominati).
Il problema è che quando non c'è più spazio per la discussione e il dialogo, viene meno la politica.
E allora ti tieni quello che c'è. Non puoi più scegliere, ti prendi il pacco così com'è.
E sta volta è un pacco bello grosso.

7 maggio 2013

Altro che larghe intese

Non la voglio far lunga. Questa storia dell'Imu mi ha stufato. E anche parecchio.
Berlusconi vuole togliere una tassa che lui stesso ha introdotto dopo che, per recuperare due voti, aveva abolito l'Ici nel 2008, mandando in malora i bilanci comunali.
L'Imu vale 4 miliardi di euro, circa la metà delle famiglie italiane non lo paga per via delle detrazioni o perchè, banalmente, non possiede una casa, ma soprattutto, per via degli scaglioni in cui è stato strutturato, va a colpire soprattutto i redditi più alti (forse è per questo che sta tanto a cuore a mister B.?).
Siamo un Paese dove la tassazione reale è del 43%, dove oltre il 35% dei ragazzi tra i 18 e i 30 anni non lavora, dove si son persi, in cinque anni, 8 punti di Pil, dove sta finendo la cassa integrazione in deroga, dove il costo del lavoro è altissimo mentre quello legato alle speculazioni finanziarie bassissimo, dove l'evasione fiscale è una piaga talmente ampia che non si riesce quasi a quantificare, così come non si riescono a quantificare i debiti dello Stato nei confronti delle imprese.
E il problema vero è l'Imu? Ma per piacere...
Fa bene il Pd a tenere fermo il punto dicendo che si può studiare un aggiustamento della tassa ma non la sua abolizione. Rimane il fatto che queste intese, fortunatamente, sono molto più strette di quanto si possa credere e che sarebbe utile tornare a votare il prima possibile.

20 aprile 2013

C'aveva ragione Tomasi di Lampedusa

Siamo il Paese del gattopardo.
Quello che vuole cambiare tutto, che vuole il bene comune, lo tsunami, la democrazia diretta, i tacchini sui tetti e i giaguari smacchiati.
E si ritrova un Napolitano bis e Amato a Palazzo Chigi.
Un incubo.
Vergogna. Tutti quanti.  

16 aprile 2013

I love Italy

Viviamo in un Paese meraviglioso.
L'unico in cui una buona giornalista (non una Obama al femminile...una buona giornalista) diventa, pare a sua insaputa, la candidata alla presidenza della Repubblica del secondo partito, salvo poi (anche qui, pare) declinare l'invito.
L'unico in cui il maggior partito di centrodestra ha come unico obiettivo evitare che venga eletto un Presidente che possa estromettere il suo leader-padrone travolto dagli scandali e dai processi. Del Paese, delle istituzioni, dei cittadini, ecc, ecc non gliene può fregar di meno.
L'unico in cui la coalizione non-vincitrice delle elezioni non ha ancora tirato fuori un nome che sia uno, e si sta di nuovo facendo dettare la linea da un ex comico in gita con il camper sulle montagne di Pordenone che, per paura di finire nell'angolo, rilancia parlando addirittura di possibili accordi di governo.
In questo casino, un punto solo mette d'accordo caimani, grilli e tacchini. Evitare che si torni al voto il prima possibile. Tra una manifestazione e una diretta streaming, lo status quo deve esser mantenuto.
Passato lo tsunami, ora é la piena dell'Arno a far paura.



13 marzo 2013

Sarebbe un peccato

La sceneggiata dei parlamentari del Pdl davanti al tribunale di Milano, e il successivo tiro della giacchetta a Napolitano sulla vicenda processuale di mister B., mi ha intristito, scoraggiato e anche un po' disgustato.
In un Paese che affonda, la prima cosa che viene in mente a questi qui è attaccare la magistratura che ha indagato il loro padre-padrone-pagatore.
L'unico fatto positivo è che per la prima volta nella storia della Repubblica abbiamo un Parlamento che, in teoria, potrebbe approvare una serie di provvedimenti in grado di mettere fine al cabaret di questi ultimi vent'anni.
Ovviamente non solo per questo, ma anche per questo, sarebbe un peccato gettare al vento questa opportunità.
  

18 febbraio 2013

Tante risposte, nessuna domanda

Per le prossime elezioni politiche, fissiamo la regola che i confronti tv si fanno "senza se e senza ma"?
Questa cosa tutta italiana che il confronto lo chiede chi è in svantaggio, credendo di recuperare due voti sparandola più grossa che può, è l'ennesima dimostrazione di quanto sia immatura la nostra cultura democratica e di quanto sia sguaiato il mondo dell'informazione.
Ottimo anche Grillo, che prima invita Sky sul suo camper (non ti scomodare eh Beppe...) e poi tira pacco perchè "Ci sono due modi per fare campagna elettorale. Il primo serviti e riveriti nei salotti tv, magari con trasmissioni 'cucite addosso'. Noi preferiamo il secondo: nelle piazze, tra la gente". Qualcuno gli spieghi (anche se lo sa benissimo...) che la condizione di "serviti e riveriti" non è obbligatoria, al massimo è un di più a cui uno può (anzi, deve) rinunciare. Poi è chiaro che "i due modi" non sono in contrapposizione ma complementari. L'unica differenza è che in piazza uno può dire tutto e il contrario di tutto, mentre in tv capita che il giornalista ti faccia anche delle domande (vi ricordate la D'Amico con Berlusconi?). Insomma, rumore di unghie sui vetri da far venir la pelle d'oca a un morto.
Come si fa a credere alle risposte di chi non accetta domande?

10 febbraio 2013

Io la butto lì

Pd tra il 28 e il 30.
Movimento 5 Stelle secondo partito, vicino al 20, poco sotto o poco sopra (io credo la seconda).
Pdl, Lega e tutti gli uomini del deficiente intorno al 25/27, con il partito di mister B. al 16/18.
Monti and co. oscillanti. Se gli va bene intorno al 15, se gli va male poco sopra il 10.  
Sel appena sopra il 4, Ingroia appena sotto il 4.
Bene Giannino, che magari al 4 arriva anche lui.
A naso (ma soprattutto a "orecchio") secondo me va a finir così.
E poi ci sarà da ridere.

 
 

29 gennaio 2013

Milan, milan, sempre con te!

Politiche 2001: Rui Costa.
Amministrative 2002: Rivaldo.
Politiche 2006: Gilardino.
Politiche 2008: Ronaldinho.
Amministrative 2009: non si vende Kakà.
Vinte le amministrative 2009: Kakà al Real Madrid.
Politiche 2013: Balotelli.
Campioni che arrivano per recuperare voti, campioni che arrivano per ringraziare dei voti presi, campioni venduti perchè le balle costano, tanto.
La stesso show da vent'anni a questa parte, con gli stessi trucchi e lo stesso mago. Una roba da sbadiglio multiplo, se non fossimo in Italia. Qui c'è solo da preoccuparsi.
Una cosa mi colpisce. Da Rui Costa a Balotelli. Da uno che giocava con la testa a uno che pensa con i piedi.
Un decadimento totale.

24 gennaio 2013

Tutti i candidati piemontesi al Senato

Ed ecco i nomi dei futuri senatori.
Anche qui, due numeri giusto per farsi un'idea. Il Pd dovrebbe eleggere 11 o 12 senatori, il Pdl 3 o 4, 2 o 3 al Movimento 5 Stelle e a Sel, 1 o 2 alla lista Monti, 0 a tutti gli altri.
Un'indicazione, sulla scheda non troverete i simboli dell'Udc e di Fli perchè i due partiti hanno fatto confluire i loro candidati all'interno della lista "Con Monti per l'Italia".
Comunque, per essere sempre aggiornati su come potrebbe andare a finire, vi consiglio di seguire il senatometro, che è interessante e anche divertente.

Partito Democratico: Ignazio Marino, Stefano Lepri, Vannino Chiti, Daniele Borioli, Elena Ferrara, Elena Fissore, Nicoletta Favero, Nerina Dirindin, Patrizia Manassero, Magda Zanoni, Stefano Esposito, Mauro Marino, Federico Fornaro, Magda Negri, Gioachino Cuntro', Paola Berzano, Giorgio Ferrero, Umberto Perna, Anna Urban, Giorgio Giani, Cristina Mazzoni.

Sinistra, Ecologia e Libertà: Cerutti Monica, Acciarini Maria Chiara, Accalai Giuseppe, Bonardo Vanda, Spinelli Luigi, Omar Suad, De Ruggiero Nicola, Casella Michela, Barbetta Ezio, Castellano Marina, Canal Giorgio, Albertini Giovanna, Berardo Livio, Bevione Adriana, Catapano Antonio Nicolangelo, Fazzari Anna Maria, Sacco Angelo, Castro Maria De Los Angeles, Filoni Antonio,  Lodato Gioacchino (detto Nuccio), Liuni Matteo, Scoffone Piergiorgio.

Con Monti per l'Italia: Andrea Olivero, Gianluca Susta, Gianluigi Magri, Piero Garrione, Antonio Pedrazzoli, Pierangelo Cumino, Francesco Barbavara, Enrico Pollo, Simone Mainardi, Carlo Lingua, Loredana Annaloro, Roberto Cerutti, Lorenzo Giannasso, Gavino Redento Olmeo, Maria Chiara Zanetti, Maria Cristina Cossu, Silvia Zanardi, Stefania Gianotti, Valter Valle, Stefano Ferrari, Gaetano Ragonesi, Saverio Dellipaoli.

Lega Nord: Tremonti Giulio, Davico Michelino, Pastore Maria Piera, Fogliato Sebastiano, Togni Renato Walter, Arnoldi Isabella, Filiberti Giuseppe, Gobetti Paola, Tonasso Paolo, Severino Marcella, Vendemia Bruno, Pianasso Cesare, Miletto Bernardo, Frugeri Corrado, Vallino Riccardo, Protopapa Marco, Sonego Maria Grazia, Mosca Michele, Camoriano Pier Carla, Maffei Maurizio, Maso Adriana, Chiesa Giuliana.

Il Popolo delle Libertà: Silvio Berlusconi, Lucio Malan, Manuela Repetti, Maria Rizzotti, Andrea Fluttero, Daniela Ruffino, Lorenzo Piccioni, Lorenzo Leardi, Sebastiano Gallina, Francesco Graglia, Davide Gregorio Balena, Paolo Ferrero, Carla Biscuola, Daniela Contin, Marzia Vincenzi, Magda Verazzi, Caterina Giachino, Pietro Calonico, Giovanna Zetti, Giuseppe Reitano, Tommaso Alberto Maria Richetti, Achille Goitre.

Fratelli d'Italia: Guido Crosetto, Valerio Cattaneo, Barbara Bonino, Alessandro Pippione, Marco Botta, Sergio Ebarnabo, William Casoni, Massimiliano Motta, Daniele Andretta, Mauro Buzio, Lorenzo Tosco, Paolo Ricagno, Roberto Vaglio, Maria Lorenzone, Giuseppe Arlotta, Aniello Carotenuto, Antonietta Mirra, Livia Caldesi, Matteo Pagliano, Leo Spataro, Amedeo Vuono, Giacomo Costanzo.

Movimento 5 Stelle: Elezioni 2013, candidati al Senato del Movimento 5 Stelle in Piemonte
Marco Scibona, Carlo Martelli, Alberto Airola, Fabrizio Ghirardi, Daniela Albano, Mauro Willem Campo, Cinzia Carlevaris, Simona Barbero, Anna Friscia, Monica Corsini, Michele Santarella, Fabrizio Gallo, Claudio Borsello, Gabriella Ieropoli, Pierluigi Mandrini, Fabrizio Peritz, Roberto Merotto, Paolo Canazza, Stefano Maule, Vincenzo Lombardo, Glauco Fontanone, Gianfranco Bussone.

Rivoluzione Civile - Ingroia: Nilo Durbiano, Alberto Egidio Maria Luigi Pasta, Carla Nespolo, Domenica Milanesio, Pierluigi Maria Garelli detto "Gigi", Barbara Pietrobon, Nadia Pastorino, Pietro Milazzo, Paolo Caruso, Lucia Rizzini, Claudio Maulini, Laura Orsucci, Sergio Castagna, Claudio Cesaroni, Saragnese Luigi, Iemma Iulia.

23 gennaio 2013

Gli aspiranti deputati del Piemonte 1

Lunedì alle 20 è scaduto il termine per presentare le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche.
Qui sotto trovate l'elenco dei candidati alla Camera dei partiti maggiori nella circoscrizione Piemonte 1 (la sola provincia di Torino).

Tenete conto che, secondo i sondaggi più recenti, il Pd risulterebbe il partito più votato, eleggendo così 11/12 deputati. Seguono il Pdl con 4/5, Sel, la Lega Nord, l'Udc, la Lista Monti e il Movimento 5 Stelle 1/3, gli altri 0 spaccato.

Camera dei Deputati, circoscrizione Piemonte 1

Il Popolo della Libertà:
Angelino Alfano, Daniele Capezzone, Annagrazia Calabria, Gilberto Pichetto Fratin, Bartolomeo Giachino, Osvaldo Napoli, Daniele Cantore, Maurizio Leo, Margherita Boniver, Andrea Tronzano, Carluccio Giacometto, Salvatore Parisi, Diego Borla, Agostino Bottano, Ettore Puglisi, Benedetto Nicotra, Giulia Gioda, Roberto Rosso, Enrico Reghini Di Pontremoli, Irene Vercellini, Sandro Geromin, Stefano Polastri e Marilena Bauducco.

Lega Nord Padania-Lista Lavoro e Libertà:
Roberto Cota, Stefano Allasia, Davide Cavallotto, Valter Marin, Roberta Ferrero, Claudio Broglio, Monica Camoletto, Diego Lucco, Arturo Calligaro, Dina Maria Benna, Paolo Moglia, Simona Bianco, Barbara Cerato, Domenico Morra, Giancarlo Balbo, Carmelo Bruno, Livio Fenoglio, Giuliano Carletti, Cinzia Raviola, Lucia Bellucco, Gian Luigi Giacomo Cernusco, Margherita Cacciotto e Paolo Casalegno.

Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale:
Giorgia Meloni, Agostino Ghiglia, Fabrizio Comba, Augusta Montaruli, Roberto Ravello, Maurizio Marrone, Paola Ambrogio, Luca Federico Martinat, Giovanni Genovesio, Valerio Gianni Calosso, Giovanni Ravalli, Roberto Borgis, Enzo Falbo, Alessandro Cammarata, Vincenzo Rignanese, Luigi Sodano, Marco Frola, Rosario Scafidi, Viorel Vigna, Gabriele Piovano, Alessandra Sardo, Gianluca Blandino e Franco Dall’Aglio.

Partito Democratico:
Cesare Damiano, Paola Bragantini, Giacomo Antonio Portas, Francesca Bonomo, Edoardo Patriarca, Anna Rossomando, Andrea Giorgis, Antonio Boccuzzi, Silvia Fregolent, Umberto D’Ottavio, Davide Mattiello, Roberto Tricarico, Silverio Benedetto, Stefano Lo Russo, Maria Grazia Grippo, Pietro Marcenaro, Fabrizio Morri, Elisabetta Ballurio Teit, Pino Capozzi, Annunziata Pepe, Giorgio Gozzellino, Tiziana Scullino e Maurizia Bertoncino.

Sinistra, Ecologia e Libertà:
Giorgio Airaudo, Celestina Costantino, Michele Curto, Carla Mattioli, Marco Grimaldi, Francesca Valeria Gruppi, Alessandro Valente, Nicoletta Paola Cerrato, Mariella Balbo, Valeria Torazza, Antonietta Carpinelli, Giovanni Caponetto, Margherita Paoletta, Loredana Marano, Simone Baglivo, Santho Iorio, Rosella Panzironi, Giovanni Calissi, Alberto Gianluigi Re, Enrico Lingua, Gaspare Di Ruocco, Michele Amore e Valentina Criveller.

Scelta Civica-Con Monti per l’Italia:
Paolo Vitelli, Giovanni Monchiero, Maurizio Baradello, Ernesto Auci, Domenico Piano, Tommaso Panero, Alfonso Badini Confalonieri, Paola Cantamessa, Davide Mosso, Giovanni Zanetti, Gianni Arolfo, Ivan Gasco, Genny Quercia, Barbara Timon, Marco Crivellari, Cristina Franchino, Claudia Valli, Maurizio Bortolotto, Rosanna Venco, Franco Cirelli, Giorgio Salamano, Giampiero De Martinis e Gianrocco Dileo.

Unione dei Democratici Cristiani e di Centro:
Ferdinando Adornato, Marco Calgaro, Marco Balagna, Loredana Devietti Goggia, Giorgio Montabone, Umberto Demarchi, Giorgio Chiesa, Paola Antonetto, Laura Cargnino, Luca Geninatti Satè, Giovanna Massaro, Mauro Esposito, Demis Luca Donzino, Luca Guastini, Luigino Sedran, Anna De Luca, Mario Incardona, Fulvio Roattino, Giuseppe Roberti, Iole Avidano, Maurizio Versaci, Antonino Patuano e Amedeo Pascale.

Futuro e Libertà per l’Italia:
Gianfranco Fini, Deodato Scanderebech, Antonio Pitassi, Maria Sebastiana Ardito, Claudio Brero, Walter Murgiano, Massimiliano Scotta, Felice Sergi, Gabriella Balma, Dafne Fornaro, Barbara Castellani, Miachele Iannetti, Michele Iorfino, Riccardo Boggio Marzet, Daniela Piu, Giovanna Giordano, Paolo Caudana, Francesca Maria Guido, Alessandra Rosso, Marco Alfano, Angela Duca, Francesca Tonon e Franco Graziani.

MoVimento 5 Stelle:
Luara Castelli, Silvia Chimienti, Eleonora Bechis, Ivan Della Valle, Natale Di Santo, Daniela Di Virgilio, Andrea Gianoglio, Margherita Cardone, Patrizia Battagliotti, Valeria Picca, Roberto Ricci, Alberto Unia, Federico Valetti, Mirco Calmistro, Xavier Bellanca, Sergio Lorenzo Grosso, Mauro Dante Doppioni, Davide Falli, Yari Latini Corazzini, Franco Vilardo, Alessandro Giustetti, Salvatore Arduino, Turri Alberto e Gianpoalo Caruso.

Rivoluzione Civile:
Antonio Ingroia, Franco La Torre, Paolo Ferrero, Fabio Giambrone, Roberto Lamacchia, Vincenzo Chieppa, Avernino Di Croce, Antonio Pappalardo, Fabio Finiguerra, Cadigia Ester Perini, Diletta Berardinelli, Marica Guazzora, Diego Maria Poggi, Renato Dutto, Daniela Alfonzi, Alberto Loi Carta, Luigi Dolce, Anna Zullo, Maria Gesuina Manzoni, Andrea Tamiso e Orazio Munafò.

21 gennaio 2013

E poi ti dicono che tutti sono uguali

Alla decisione di Bersani di escludere dalla liste del Pd tre candidati (due in Sicilia e uno in Campania) con procedimenti penali in corso, fanno da contraltare le dichiarazioni odierne di Nicola Cosentino: "o mi mettete in lista, o vado in galera e vi rovino". Frasi in stile Fiorito, che aveva detto che "in galera c'è gente migliore che nel Pdl"
Detto, fatto. Cosentino recupera un terzo posto al Senato in Campania e molto probabilmente tra un mese si accomoderà a Palazzo Madama.
Per i più distratti, credo che questo basti per farsi un'idea di quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni e spero serva a far sì che non accada più.
Per quel che mi riguarda, resta un mistero come, in un paese che si dice normale, gente del genere sia in corsa per il Parlamento e che il partito che li candida sia stimato intorno al 20%.  
 
 

11 gennaio 2013

#Serviziopubblico: per favore #basta

Cliccando qui, una piccola riflessione su quello che è successo ieri sera a Servizio Pubblico.
Un mio contributo al sito intervistato.com, con il quale ho iniziato da pochi giorni una collaborazione che credo sarà molto fruttuosa e soprattutto molto divertente.

10 gennaio 2013

Chi va a Roma?

Oggi LaStampa pubblica questo interessante specchietto sulla possibile futura pattuglia parlamentare della provincia di Torino.
Primo partito, il Pd, che eleggerebbe 12 deputati e 11 senatori. Distante, distantissimo, il Pdl con 4/5 deputati e 4 senatori. Sel, Movimento 5 Stelle, Legam, Udc e Monti tra 1 e 3 onorevoli a seconda delle previsioni. Ingroia, Fli e LaDestra 0 spaccato.
Stando a queste previsioni, il prossimi deputati del Pd eletti in Piemonte 1 sarebbero: Cesare Damiano, Paola Bragantini, Francesca Bonomo, Edo Patriarca, Anna Rossomando, Andrea Giorgis, Antonio Boccuzzi, Silvia Fregolent, Umberto D'Ottavio, Davide Mattiello e Roberto Tricarico.
Per quanto riguarda il Piemonte 2, la lista dei candidati si può trovare qui, ma non ho sondaggi su cui fare proiezioni. 
I neo senatori invece, eletti su base regionale, dovrebbero essere: Ignazio Marino, Stefano Lepri (che a vederli uno dietro l'altro fa un po' impressione...), Vannino Chiti, Daniele Borioli, Elena Ferrara, Elena Fissore, Nicoletta Favero, Nerina, Dirindin, Patriza Manassero, Magda Zanoni e Stefano Esposito.

7 gennaio 2013

L'ultimo miglio

Domani la direzione nazionale del Pd si riunirà per varare le liste dei candidati alle prossime politiche. Sono ormai diversi giorni che sui giornali e in tv si rincorrono indiscrezioni, pressioni, nomi, quote e chi più ne ha più ne metta.
Un mestieraccio per Pigi, che dovrà tener conto dei risultati delle primarie, delle rappresentanze territoriali, di genere, delle aree tematiche interne e soprattutto della tenuta politica di un gruppo parlamentare che sarà molto rinnovato e che dovrà, probabilmente, guidare il Paese.
Mi rendo conto che la partita è complicata, ma credo sia altrettanto chiaro quanto sia importante.
A mio modo di vedere, è da un bel po' che Bersani non sbaglia un colpo. Ottimo ad accettare la sfida delle primarie per la scelta del candidato premier, bravo a fare a tempo di record le primarie per i parlamentari (anche se le regole non erano il massimo...), bravissimo a mettere in campo candidature di assoluto valore, vedi quella di Grasso (personalmente i magistrati in politica non mi sono mai piaciuti, ma il valore della persona non si discute).
Non per niente son tre mesi che il Pd cresce nei sondaggi, monopolizza la scena politica e il suo attivismo ha messo in luce tutti i limiti dei suoi competitor.
Pdl e Lega che si rimettono insieme per la non-so-più-qualesima volta. Meloni, Crosetto e La Russa che escono dal Pdl per fare un partito del 2% che si alleerà col Pdl (ma che senso ha?). Monti che ha smesso i panni del tecnico superpartes e sta facendo la figura del venditore di fumo. Ingroia che perde i pezzi prima ancora di iniziare. Grillo, tra una purga e l'altra, in calo di consensi.
Resta il centrosinistra appunto, che poi è il Pd.
Mai così a sinistra, mai così vicino alla vittoria, mai così alternativo.
Mi auguro che la direzione nazionale di domani sappia chiudere il cerchio mettendo in campo persone che in questi anni hanno dimostrato di poter rappresentare la voglia di cambiamento che attraversa l'Italia.
Mi auguro che i giochi di corrente cedano (almeno un po') il passo alle cose da fare.
Mi piacerebbe vedere riconfermati, per esempio, Antonio Boccuzzi e Andrea Sarubbi, che nell'ultima legislatura si sono occupati di lavoro e di diritti di cittadinanza, due temi ineludibili per costruire un Paese più giusto e più moderno.
Mi piacerebbe vedere Daniele Viotti, per cui abbiamo messo in piedi una petizione che potete firmare qui, rappresentante della comunità LGBT, andare a Montecitorio per la prima volta e dar battaglia per garantire diritti a tanti cittadini che oggi sono semplicemente ignorati.
Mi piacerebbe insomma vedere il mio partito fare scelte che mettano al centro i problemi e le soluzioni e non i personalismi o i provincialismi.
Sarebbe il modo migliore per percorrere quest'ultimo miglio che ci separa dalla Prossima Italia.

16 dicembre 2012

Supercazzola politicomediatica

Grande ritorno in tv di mister B. che oggi pomeriggio ha occupato una trasmissione di Canale5 (occupato...la tv è sua) lanciando il suo nuovo progetto politico.

Un patto con gli italiani, un grande movimento contro i comunisti e anche contro certi giudici.
Un progetto nuovo di zecca, che ha come punti fondamentali l'abolizione dell'IMU (che aveva introdotto lui) e il ruolo centrale di Monti (che il Pdl ha sfiduciato la settimana scorsa) come collante dei moderati come lui (??).

Un programma ambizioso, prematurato come se fosse antani dell'ispettore tombale posterado al vice sindaco pulitino. 
  
  

6 dicembre 2012

Ancora tu (parte 2)

Il Pdl oggi si è astenuto al Senato sul decreto sviluppo, dichiarando che questa iniziativa si chiama fuori dalla maggioranza.
Il pretesto pare sia una frase detta dal ministro Passera circa la pericolosità di un ritorno sulla scena di mister B.
In realtà i problemi sono altri. Il Pdl non esiste più da mesi, non riesce a trovare una quadra sulla scelta della leadership ma soprattutto non riesce ad emanciparsi dal suo padre-padrone-pagatore. In più oggi il governo ha portato in aula il decreto sull'incandidabilità dei condannati, cosa che non è andata giù a B.
Tutto questo in un contesto in cui il Pd è dato al 36%, il 5 Stelle spopola nei sondaggi mentre il Pdl e Lega stentano insieme a fare il 20%.
Una mossa andava fatta.
Mister B. poteva indire delle primarie, dar vita ad un dibattito su come uscire dalla crisi, provare a ridare alla destra un minimo di dignità.
Invece ha scelto un'altra strada, l'unica che conosce.
Buttarla in caciara e far cadere il governo, sperando di stuzziccare ancora una volta la pancia (vuota) degli elettori.
Bentornato B.
Per l'ultima volta
  

4 dicembre 2012

Non ci resta che scegliere

Archiviate le primarie, ora dobbiamo occuparci...delle primarie.
Quelle importanti per i territori e per ridare senso alla parola "rappresentanza".
Quelle per i parlamentari insomma.
Primarie che da "importanti" stanno diventando "urgenti" in queste ore, con Bersani che, finalmente, pare abbia deciso di smettere di rincorrere Pdl e Udc su questo terreno e sia intenzionato a fare la voce grossa.
Chissà, forse Pigi legge qualche blog, o più semplicemente si è reso conto che chiedere di abolire il Porcellum a chi l'ha ideato è fatica sprecata.
Il tema è sentito, tant'è che in Emilia-Romagna il segretario regionale Bonacini si è impegnato a farle in ogni caso, mentre in Piemonte c'è un ordine del giorno presentato oltre un anno fa in direzione regionale da Stefano Esposito che però non è ancora stato dibattuto. Come Prossima Italia insistiamo su questo tema da almeno un anno e abbiamo anche presentato in Direzione Nazionale un ordine del giorno per impegnare il Pd a dar voce ai suoi elettori.
Anche in Valsusa ci siamo già dati da fare a modo nostro, scendendo in piazza e mettendoci la faccia.
Ora dobbiamo rilanciare e lo stiamo facendo in queste ore con questa iniziativa che vi consiglio di seguire e sostenere.