Tutti noi siamo in "profonda sintonia" con qualcosa.
Raramente però, lo siamo al 100% su quello che è altro da noi.
Quindi, anche nel dibattito post incontro Renzi-Berlusconi, sarebbe il caso di evitare le battute e gli schermi e provare a capire cosa sta capitando. Perchè non è vero che è stato resuscitato mister B., e non è vero che torna di moda il claim PDL e PD meno L.
E' vero invece che sta capitando qualcosa di importante.
Capita che Renzi è in profonda sintonia con la base del PD (basta vedere i numeri delle primarie) e sta facendo quello che la base del suo partito gli ha chiesto. Sta provando a fare il PD.
Capita allora che per fare le cose se non si hanno i numeri, bisogna fare gli accordi, vedersi, fare proposte, confrontarsi.
E' anche capitato che Renzi, prima di incontrare Berlusconi (che, se non mi sbaglio, ahinoi è il leader del terzo partito rappresentato alla Camera), aveva fatto un bell'assist a Grillo (a proposito di condannati in via definitiva), chiedendogli #beppefirmaqui e cambiamo l'Italia. Era il 15 dicembre. Non è successo nulla.
Capita che se la legge elettorale è una priorita, è arrivato il momento di farne una nuova, se no non si capirebbero i 34 appelli al giorno, puntualmente seguiti dal vuoto pneumatico.
Renzi si è messo a fare il segretario, velocizzando i tempi della politica in maniera pazzesca, mettendo spalle al muro compagni di partito che gli fanno la guerra e avversari.
Sta provando a fare le cose, a ribaltare un sistema politico che in vent'anni non ha fatto quasi nulla.
Sta giocando pesante, Renzi, e lo scivolone linguistico di ieri (profonda sintonia...) dimostra che è anche un po' teso. E ti credo!
L'unico che ha capito tutto questo? Il solito mister B.
A cui non frega nulla di andare al Nazzareno col cappello in mano, perchè sa che quello sta diventando il luogo dove si prendono le decisioni. Figurarsi se si preoccupa per così poco uno che voleva far cadere il governo e quando si è accorto che non aveva i numeri, in aula!, ha fatto retromarcia.
Tralascio poi il tema "governo". Semplicemente perchè dire di dover fare una nuova legge elettorale partendo da chi attualmente è al governo per me non è un argomento. Punto.
Sono entusiasta che mister B. sia andato per due ore nella sede del PD? No, nessuno lo è.
Ma non sono stato entusiasta di vivere nell'Italia berlusconiana di questi ultimi vent'anni. E mi ha fatto letteralmente schifo che il mio partito abbia fatto due governi (non uno, due!) con Berlusconi e la sua banda, senza riuscire a portare a casa nulla, se non l'abolizione dell'IMU (che non era una proposta nostra).
Non so se porteremo a casa qualcosa. La proposta che sta venendo fuori non mi convince molto, ma finalmente il PD fa il PD. Gioca all'attacco, detta la linea, si sceglie gli avversari (cosa comunicativamente geniale...) e i temi da affrontare.
Grillo, che non è scemo, non ha ancora detto nulla.
Stefano Fassina dice che ieri si è vergognato.
Anche io mi sono vergognato. Tante volte. Sempre per la linea politica scelta dal PD governato da lui e quelli della sua area, di cui non ricordo un successo che sia uno.
Adesso ce n'è un altro, di PD.
Vediamo che succede.
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19 gennaio 2014
24 giugno 2013
Il settennato 2.0
Mister B. si è preso sette anni. Per quel che mi riguarda, quelli che in Parlamento han sancito con il loro voto che Ruby era la nipote di Mubarak, dovrebbero anche loro farsi un giro in Procura. Sul web è una festa infinita di pernacchie e sfottò, come se non esistessero gli altri due gradi di giudizio o come se mister B., in passato, non fosse già stato condannato per altri reati.
Adesso tutti gli occhi sono puntati sul Pd e sul suo comportamento nella giunta per l'elezioni del Senato. Perchè in quella giunta, in teoria, Pd-Sel e M5S hanno la maggioranza, e un loro voto unanime renderebbe ineleggibile mister B., ratificando anche politicamente quello che la sentenza dei giudici di Milano ha sancito ieri sera.
L'atteggiamento è quello del guanto di sfida. "Vediamo cosa fa il Pd adesso".
Va bene, vediamolo pure. Son curioso anche io.
Sono però anche curioso di capire cosa faranno i membri (e tutti i parlamentari) del Pdl. Perchè da ieri sera sono corresponsabili, non solo più politicamente ma anche penalmente, dei misfatti del loro capo. Ci sarà un risveglio delle coscienze? Riusciranno ad emanciparsi dal loro padre-padrone-pagatore, costruendo una nuova dignità al centrodestra italiano, oppure seguiranno tutti l'atteggiamento della Santanchè o di Brunetta?
Sono anche curioso di vedere cosa faranno i grillini. Perchè una volta votata l'ineleggibilità di mister B., è molto probabile che il secondo dopo vada a farsi benedire il governo. E allora che si fa? Ci si rende conto che il "sono tutti uguali" è una balla colossale e si prova a trovare una nuova maggioranza, oppure ripartirà il claim "tutti a casa"? Occhio però! Perchè sta volta tutti vuol dire tutti, anche i nuovi statisti Crimi, Lombardi, Nuti, Fico, ecc, ecc.
Prendersela con il Pd è lo sport nazionale, ed è anche abbastanza facile visto che ne combina una al giorno. Il difficile è scendere dal trespolo a tentare di realizzare le cose per cui si sono presi i voti. Tirarli fuori dalle tasche, i voti, e farli pesare.
Il resto son chiacchiere che non portano molto lontano.
14 giugno 2013
La democrazia 2.0
Il dibattito su come la rete ha cambiando e sta cambiando la nostra società è vivissimo.Secondo gli studiosi che si occupano di questo tema, internet può essere paragonato all'invenzione della stampa realizzata da Gutenberg oltre 500 anni fa.
Internet cambia le nostre abitudini, le nostre interazioni, il nostro modo di consumare ma soprattutto il nostro modo di formarci un'opinione.
A rendere "pop"questo argomento però non sono stati ricercatori o intellettuali, bensì Beppe Grillo.
Che a tutti questi cambiamenti ne ha aggiunto un altro, molto più concreto ma molto meno diffuso.
Il cambiamento (a crescere s'intende) del conto in banca. Del suo conto in banca.
Una tecnica di rimbalzo tra un sito e l'altro vecchia come il mondo ma che dà ancora i suoi frutti.
Mi verrebbe da urlare "Sveglia!!!1!" ma sarebbe fiato sprecato.
5 aprile 2013
Una cazzata mica da ridere
Son d'accordo con Scanzi e Travaglio. Una roba da segnare in agenda.
Lo stato Facebook di Andrea Scanzi, datato 30 marzo, ha ricevuto oltre 3.500 like.
Mi sembra illuminanate.
"Stamani, sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio ribadisce perfettamente quello che anch'io scrivo e ripeto da settimane in tivù e sul sito del Fatto. Fino a ieri il Movimento 5 Stelle aveva (al netto delle gaffes e della supponenza) provocato effetti benefici sulla politica italiana. E il no alla fiducia a Bersani era del tutto sacrosanto (Bersani è sempre stato visto, dal movimento, per quello che è: un politico incapace quando andava bene e corresponsabile del disastro quando è andata male. Dargli la fiducia era impensabile). Ieri però occorreva fare dei nomi, un Settis o uno Zagrebelsky, e uscire dallo stallo. Non limitarsi a dire: "Dateci l'incarico". Io so - ne ho certezza, e ce l'ha anche Marco - che all'interno del M5S questa ipotesi è stata più che ventilata: si attendeva lo schianto di Bersani per poi proporre un nome proprio, caro al Movimento, e varare un governo a tema (e a tempo) di 6 mesi-1 anno. Questa linea, che come molti italiani condividevo e auspicavo, è rimasta minoritaria. Ed è stato perso un treno che forse non passerà più (e i grillini verranno eternamente additati come responsabili). Ha vinto la linea del Duri&Puri, dell'ortodossia, dell'integralismo, della "rivoluzione senza ghigliottina". Al netto delle utopie confuse, però, la realtà è che l'unico governo "dei saggi" è ora quello tra Pd e Pdl. Forse M5S ci guadagnerà in termini elettorali (è tutto da dimostrare), ma la sensazione è che sia stata fatta - in nome di un eccesso di purezza - una cazzata mica da ridere".
Forse anche loro hanno iniziato a rendersi conto che, manco stessimo giocando a Monopoli, stiamo passando dal caimano al Grillopardo senza passare dal via.
Lo stato Facebook di Andrea Scanzi, datato 30 marzo, ha ricevuto oltre 3.500 like.
Mi sembra illuminanate.
"Stamani, sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio ribadisce perfettamente quello che anch'io scrivo e ripeto da settimane in tivù e sul sito del Fatto. Fino a ieri il Movimento 5 Stelle aveva (al netto delle gaffes e della supponenza) provocato effetti benefici sulla politica italiana. E il no alla fiducia a Bersani era del tutto sacrosanto (Bersani è sempre stato visto, dal movimento, per quello che è: un politico incapace quando andava bene e corresponsabile del disastro quando è andata male. Dargli la fiducia era impensabile). Ieri però occorreva fare dei nomi, un Settis o uno Zagrebelsky, e uscire dallo stallo. Non limitarsi a dire: "Dateci l'incarico". Io so - ne ho certezza, e ce l'ha anche Marco - che all'interno del M5S questa ipotesi è stata più che ventilata: si attendeva lo schianto di Bersani per poi proporre un nome proprio, caro al Movimento, e varare un governo a tema (e a tempo) di 6 mesi-1 anno. Questa linea, che come molti italiani condividevo e auspicavo, è rimasta minoritaria. Ed è stato perso un treno che forse non passerà più (e i grillini verranno eternamente additati come responsabili). Ha vinto la linea del Duri&Puri, dell'ortodossia, dell'integralismo, della "rivoluzione senza ghigliottina". Al netto delle utopie confuse, però, la realtà è che l'unico governo "dei saggi" è ora quello tra Pd e Pdl. Forse M5S ci guadagnerà in termini elettorali (è tutto da dimostrare), ma la sensazione è che sia stata fatta - in nome di un eccesso di purezza - una cazzata mica da ridere".
Forse anche loro hanno iniziato a rendersi conto che, manco stessimo giocando a Monopoli, stiamo passando dal caimano al Grillopardo senza passare dal via.
4 aprile 2013
L'Italia che verrà
"Che la politica degli ultimi vent’anni abbia fallito l’han capito anche i sassi,
e l’avevano capito anche prima di Grillo. Dubito però che la risposta a
questo fallimento sia un “vaffanculo” diffuso e ripetuto tipo un mantra.
Pensare poi che siano i partiti il vero problema del funzionamento democratico
del nostro Paese non solo è sbagliato, ma è un’affermazione talmente falsa da
farmi pensare che sia strumentale.Il problema della democrazia italiana invece è proprio il contrario, cioè che i partiti che hanno occupato la scena fino ad oggi o non erano partiti (Pdl, Italia dei Valori, Udc, ecc, ecc) o si sono trasformati in centri di potere (cosa che è accaduto al Pd, almeno a livello locale). I partiti non sono più stati in grado di rappresentare i bisogni reali della società, di mediare tra i diversi interessi locali (spesso in contrasto tra di loro) in un ottica di Bene Comune, di proporre soluzioni, di creare classe dirigente. E non basta entrare nella “stanza dei bottoni” per cambiare le cose. I bottoni bisogna anche avere il coraggio di premerli, possibilmente dopo aver capito quali sono quelli giusti".
Un piccolo estratto del mio ultimo pezzo per Intervistato.com che potete leggere qui
26 marzo 2013
Primum, vivere
Oggi Francesco Costa pubblica un pezzo molto duro nei confronti di Bersani, bollando i suoi tentativi per far nascere un governo come una "strategia della perdita di tempo".
Io non sarei così tranchant.
O per lo meno, partirei dal presupposto che non ci sono tante altre alternative a quello che Bersani sta provando a fare in queste ore: provare a strappare la fiducia al Senato per poi incalzare le forze politiche in Parlamento, provvediamento dopo provvedimento.
La situazione impone una scelta del genere, sia perchè ci sono delle scadenze (vedi IMU, Tares, Irpef) che non possono essere affronatate senza ammortizzatori sociali e senza un governo che dia delle indicazioni. Son cose serie, che interessano tutti noi e che valgono, secondo le stime, una ventina abbondante di miliardi di euro. Come se non bastasse, c'è tutta la partita istituzionale legata all'elezione del nuovo presidente della Repubblica, che inizierà non prima del 20 aprile e credo si protrarrà fino a metà maggio. Solo il successore di Napolitano potrà sciogliere le Camere e indire, nel caso, nuove elezioni.
In mezzo a queste esigenze pratiche, c'è anche quella politica, legittima, del Pd e del centrosinistra. E cioè di non regalare a Grillo altro terreno e a Berlusconi il ruolo di salvatore della patria.
Situazione incasinatissima, resa ancora più grave dal fatto che due delle tre minoranze/maggioranze continuano a disinteressarsi di tutto quanto scritto sopra, continuando nella loro personalissima campagna elettorale. Per la serie, tanto peggio, tanto meglio.
Con un quadro del genere, pensare di non fare il governo e tornare subito al voto quindi è da matti. Non credo quindi che Bersani stia perdendo tempo. Sicuramente se lo sta "prendendo", ed è indubbio, ma lo fa solo per aumentare le chance di far nascere il governo.
E ci son segnali che dicono che la cosa non è poi così impossibile come sembra.
Non sarà un governo lungo, ma potrebbe comunque fare delle cose importanti prima dell'inevitabile ritorno al voto.
Un passo alla volta insomma.
Perchè come diceva Aristotele, per filosofare, prima bisogna essere vivi.
Io non sarei così tranchant.
O per lo meno, partirei dal presupposto che non ci sono tante altre alternative a quello che Bersani sta provando a fare in queste ore: provare a strappare la fiducia al Senato per poi incalzare le forze politiche in Parlamento, provvediamento dopo provvedimento.
La situazione impone una scelta del genere, sia perchè ci sono delle scadenze (vedi IMU, Tares, Irpef) che non possono essere affronatate senza ammortizzatori sociali e senza un governo che dia delle indicazioni. Son cose serie, che interessano tutti noi e che valgono, secondo le stime, una ventina abbondante di miliardi di euro. Come se non bastasse, c'è tutta la partita istituzionale legata all'elezione del nuovo presidente della Repubblica, che inizierà non prima del 20 aprile e credo si protrarrà fino a metà maggio. Solo il successore di Napolitano potrà sciogliere le Camere e indire, nel caso, nuove elezioni.
In mezzo a queste esigenze pratiche, c'è anche quella politica, legittima, del Pd e del centrosinistra. E cioè di non regalare a Grillo altro terreno e a Berlusconi il ruolo di salvatore della patria.
Situazione incasinatissima, resa ancora più grave dal fatto che due delle tre minoranze/maggioranze continuano a disinteressarsi di tutto quanto scritto sopra, continuando nella loro personalissima campagna elettorale. Per la serie, tanto peggio, tanto meglio.
Con un quadro del genere, pensare di non fare il governo e tornare subito al voto quindi è da matti. Non credo quindi che Bersani stia perdendo tempo. Sicuramente se lo sta "prendendo", ed è indubbio, ma lo fa solo per aumentare le chance di far nascere il governo.
E ci son segnali che dicono che la cosa non è poi così impossibile come sembra.
Non sarà un governo lungo, ma potrebbe comunque fare delle cose importanti prima dell'inevitabile ritorno al voto.
Un passo alla volta insomma.
Perchè come diceva Aristotele, per filosofare, prima bisogna essere vivi.
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12 marzo 2013
Sui costi della politica
Visto che è l'argomento del giorno (anzi, degli ultimi anni) e visto che mi è toccato dibatterne pubblicamente più di una volta, scrivo brevemente anche qui che ne penso, partendo da una serie di riflessioni fatte ieri sera con un amico.
L'errore è pensare che la politica non abbia spese. Il delitto è pensare di poter usare questa verità come "paravento". Il referendum di 20 anni fa ha abolito il finanziamento ai partiti ma non i rimbosi elettorali. Il punto è che è vergognoso incassare, per fare un esempio a me vicino, 48 milioni di euro a fronte di una spesa di 6,5. La cosa sbagliata è che i rimborsi vengono elargiti un tot a voto e non in base alle spese, ed è questa la prima cosa da cambiare.
La nota positiva è che non dobbiamo inventarci niente, basta solo guardare cosa capita altrove e scegliere la soluzione che ci sembra migliore.
Negli altri paesi del mondo ci sono delle regole molto vincolanti per le spese dei partiti, a vari livelli. In Germania, per esempio, le spese dei gruppi parlamentari sono gestite direttamente dal Parlamento tedesco. Ti serve uno staff per fare il tuo lavoro? Bene, te lo pago io mettendo un tetto alle spese e selezionando i collaboratori.
Negli USA, dove il finanziamento pubblico è talmente basso che nessuno lo utilizza, le spese per la politica sono sostenute dai privati e sono enormemente superiori alle nostre ma si sta lo stesso pensando di introdurre un finanziamento pubblico corposo per evitare che le lobby influiscano sulle scelte dei partiti che sostengono e finanziano.
Da noi c'è poi un problema "tecnico". I nostri partiti non hanno una ragione sociale. Non sono cooperative, srl, spa, onlus o altro. Basterebbe modificare questo punto per avere un quadro molto più trasparente.
Non basta? Si vuole proprio togliere togliere il finanziamento pubblico?
Bene, basta che lo si sostituisca con qualcos'altro, proprio per evitare che solo i miliardari o i grandi poteri possano finanziare la politica. Le soluzioni alternative ci sono, come questa che da un anno circa gira per il web e che è sostenuta anche da un neo parlamentare come Pippo Civati. Un modo per far partecipare i cittadini e per sgravare il bilancio pubblico.
E poi basta usare la fantasia. In una bella discussione di qualche giorno fa ho sentito delle proposte molto interessanti. Tipo, in campagna elettorale non la si potrebbe smettere con tutti questi manifesti e volantini che lasciano il tempo che trovano? Non sarebbe meglio che lo Stato mettesse online, su un sito governativo, tutti i programmi e tutte le biografie dei candidati? O che riservasse a sue spese degli spazi (gli stessi) da affidare ai partiti a rotazione? O che mandasse in soffitta questa finta par condicio, obbligando i candidati e i gruppi politici a partecipare ai dibattiti televisivi?
Una volta che abbiamo fatto tutto questo però, ricordiamoci che i veri grandi sprechi della politica stanno altrove. Gli sprechi sono i fiumi di soldi che a vari livelli girano nelle istituzioni. Quanti staffisti in regione o in provincia per ogni gruppo consiliare? Quanti progetti di amici finanziati con i soldi di tutti? Quante cene, trasferte, feste pagate con i nostri soldi? Quante persone sguazzano in questo sistema, portando a casa la pagnotta (e spesso anche un po' di prosciutto)?
Questo è un argomento delicato, e purtroppo mi rendo conto che gli eccessi, le ruberie e lo squilibrio di questi anni hanno costruito un clima per cui fare dei ragionamenti su questo tema è quasi impossibile. Al centro di tutto ci sono i soldi (e visto che in sto periodo ne girano pochi, non potrebbe essere altrimenti), non il normale funzionamento della democrazia e quindi chi vuole mantenere il finanziamento pubblico così com'è è un ladro, chi lo vuole togliere un salvatore della patria (salvo poi scoprire retroscena molto interessanti).
Chi, come me e altri, pensa invece che il finanziamento debba esssere mantentuo ma regolamentato e soprattutto ridotto drasticamente, semplicemente non viene considerato. Evidentemente è già una posizione troppo lontana dallo stomaco.
Qui non ci sono vie di mezzo. O bianco, o nero. Un modo di pensare tutto italiano che non ci ha portato molto lontano.
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11 marzo 2013
Lo spazio della politica
Oggi Grillo ha dichiarato che si ritirerà dalla politica se i parlamentari pentastellati decidessero di votare la fiducia ad un qualsiasi governo formato "dai partiti".
Sorvolo sul fatto che anche l'M5S è un partito e quindi sarebbe interessante capire da chi dovrebbe essere guidato e sostenuto il prossimo governo. Sorvolo anche sul fatto che il "semplice megafono" imponga, nel primo giorno della nuova legislatura, una sorta di fiducia su sè stesso, consapevole di trovarsi di fronte ad un bivio: provare a formare un governo con il centrosinistra, ascoltando i milioni di elettori che lo han scelto per fare delle cose, o mandare tutto al diavolo dando retta ai migliaia di militanti e fan più scalmanati.
Deve cioè capire se vuole far politica davvero o se invece ammettere di non essere interessato.
Vi rimando alle belle riflessioni su questo tema fatte oggi da Pippo Civati e da Stefano Aurighi.
La cosa interessante è che un dilemma ugualmente profondo, e dagli esiti non scontati, lo sta attraversando anche il Pd.
Al di là delle vicende legate al governo e alla gestione di queste difficili settimane, dentro il partito sta crescendo in maniera sempre più visibile e diffusa il malcontento di una base che, dopo aver subito storcendo il naso le scelte fatte in questi ultimi tre anni, dopo i risultati di due settimane fa appare sempre più decisa nel chiedere conto ai dirigenti dei loro fallimenti.
In ordine sparso, gli interventi di Soru, Civati e Cuperlo in direzione nazionale, il bell'intervento di Matteo Franceschini Beghini alla direzione provinciale di giovedì, la nostra iniziativa sabato, le iniziative su Facebook a favore di un governo di scopo, i tentativi simili di Puppato ed Errani, il ritorno in campo di Renzi.
I primi essmpi che mi son venuti in mente, che però hanno in comune una cosa. La consapevolezza che il Pd non si deve svecchiare; deve proprio cambiare. Radicalmente e velocemente. Non una resa dei conti ma una resa di fronte alla realtà.
Insomma, dopo vent'anni di immobilismo e di tatticismi, pare stia tornado il tempo della politica.
Quella che propone soluzioni, che fissa le priorità, che coinvolge i cittadini, che ci mette la faccia.
Quella che ha tanti padri (i cittadini) e nessun padrone.
Che sia la volta buona?
In ordine sparso, gli interventi di Soru, Civati e Cuperlo in direzione nazionale, il bell'intervento di Matteo Franceschini Beghini alla direzione provinciale di giovedì, la nostra iniziativa sabato, le iniziative su Facebook a favore di un governo di scopo, i tentativi simili di Puppato ed Errani, il ritorno in campo di Renzi.
I primi essmpi che mi son venuti in mente, che però hanno in comune una cosa. La consapevolezza che il Pd non si deve svecchiare; deve proprio cambiare. Radicalmente e velocemente. Non una resa dei conti ma una resa di fronte alla realtà.
Insomma, dopo vent'anni di immobilismo e di tatticismi, pare stia tornado il tempo della politica.
Quella che propone soluzioni, che fissa le priorità, che coinvolge i cittadini, che ci mette la faccia.
Quella che ha tanti padri (i cittadini) e nessun padrone.
Che sia la volta buona?
5 marzo 2013
Tutto qui?
Fatemi capire. La rivoluzione culturale dello tsunami passa attraverso un governo tecnico?
Cioè, il cambiamento invocato da anni nelle piazze di tutta Italia diventerebbe realtà con una replica, con attori diversi per carità, del film che abbiamo visto negli ultimi 18 mesi?
Un tatticismo studiato a tavolino per tenere in piedi un governo debole, con cui fare il tiro al bersaglio dalla mattina alla sera, senza assumersi mezza responsabilità, sperando di andare a votare il prima possibile con l'unico obiettivo di recuperare qualche voto in più?
Sul serio?
Se non ci fosse di mezzo una crisi economica da far paura, un attacco alla Costituzione e alla democrazia parlamentare, quasi quasi sarebbe anche interessante assistere a questa partita a scacchi tra ciechi.
Invece è un balletto che fa venire il voltastomaco.
1 marzo 2013
Due cose su Matteo Renzi (semplici)
Una delle frasi più ricorrenti di questa settimana è: "Se ci fosse stato Matteo Renzi il centrosinistra avrebbe vinto". Oppure, "se c'era Renzi avrei votato il Pd, invece ho votato Grillo/Berlusconi (a scelta)". Ora, come ho già scritto qui non credo che la situazione sarebbe cambiata di molto (oppure sì, non lo so, ma tanto che senso ha discuterne adesso?), ma mi preme dire due cose.
1) Abbiamo fatto le primarie. Bastava venirlo a votare, Matteo Renzi.
2) Davvero qualcuno crede che Renzi, Grillo e Berlusconi siano la stessa cosa? No perchè in tema di politiche del lavoro, diritti civili, Europa, innovazione, democrazia e altri cento temi ancora, la pensano in maniera abbastanza diversa.
27 febbraio 2013
Paiono traversie
E sono opportunità.
Lo diceva Vico, qualche secolo fa.
Oggi più che mai, mi sembrano parole da ripetere come un mantra.
Perchè non è vero che "l'è tutto sbagliato, tutto da rifare!". Da rifare c'è una legge elettorale, una sul conflitto d'interessi e una suoi costi della politica.
Il resto, tantissima roba, purtroppo non sarà affrontato da questo Parlamento ma dal prossimo, la cui composizione sarà molto influenzata dalle scelte (o dalle non scelte) che si faranno in quest ore.
Ore in cui si sente di tutto.
Se volete un mio consiglio, per capire cosa bisognerebbe fare cliccate qui e scorrete un po' in basso.
Pippo mi sembra l'unico lucido e con una prospettiva chiara e netta, e il fatto che lui a Montecitorio ci sarà mi fa ben sperare.
Lo diceva Vico, qualche secolo fa.
Oggi più che mai, mi sembrano parole da ripetere come un mantra.
Perchè non è vero che "l'è tutto sbagliato, tutto da rifare!". Da rifare c'è una legge elettorale, una sul conflitto d'interessi e una suoi costi della politica.
Il resto, tantissima roba, purtroppo non sarà affrontato da questo Parlamento ma dal prossimo, la cui composizione sarà molto influenzata dalle scelte (o dalle non scelte) che si faranno in quest ore.
Ore in cui si sente di tutto.
Se volete un mio consiglio, per capire cosa bisognerebbe fare cliccate qui e scorrete un po' in basso.
Pippo mi sembra l'unico lucido e con una prospettiva chiara e netta, e il fatto che lui a Montecitorio ci sarà mi fa ben sperare.
26 febbraio 2013
Un'immagine e una riflessione
Oggi leggo un pezzo dello Spiegel ripostato da Linkiesta."Gli italiani non hanno capito la gravità della crisi".
Mi è sembrata una sparata fatta da chi abita a 2.000 km di distanza e legge una realtà diversa dalla sua con gli occhiali sbagliati.
Poi ho visto in tv un artigiano edile di Savona, che ha dovuto chiudere la sua piccola azienda, che questa notte, alle 2 del mattino, si è messo in viaggio con la sua Ape (sì, sì, un'Ape) alla volta di Genova per andare a complimentarsi con Grillo e chiedergli di mantenere le promesse che ha fatto perchè "sono disperato e non ne posso più".
Facciamo tutte le valutazioni del caso (e quelle che stanno emergendo in queste ore, ahimè, mi sembrano di nuovo sballate) ma ricordiamoci che si è perso per un motivo semplice. Ci siamo immaginati un "Paese delle meraviglie". Un Paese in crisi ma tutto sommato entusiasta.
E invece no. Non c'è entusiasmo. C'è disperazione e incazzatura. Talmente tanta che alcuni sono stati disposti a credere che Berlusconi gli avrebbe ridato l'IMU (probabilmente per andare un week end al mare) o che Grillo avrebbe dato 1.000 euro al mese a chi non lavora.
E non venitemi a dire che con Renzi avremmo vinto, perchè non è così.
Abbiamo fatto le primarie, ci siamo rotti le palle per mesi per far passare questo percorso nel partito, è venuta a votare un sacco di gente e Renzi ha perso. Punto. E quelli che adesso dicono "adesso Renzi subito" dimostrano proprio di vivere sempre fuori tempo massimo.
Resto profondamente convinto delle idee del Pd, del percorso delle primarie, del programma che abbiamo proposto, ma prendo atto di quel che è accaduto.
Detto questo, non abbiamo capito. Io in primis.
Scusate.
25 febbraio 2013
Ciucciati la matita
Allora. Il testo unico n°361 del 1957, che regola le operazioni di voto per la Camera e per il Senato, dice chiaramente che "gli elettori italiani possono votare esclusivamente con la matita copiativa fornita dal presidente del seggio, pena la nullità della scheda".Se si sputa, si lecca, si bagna o si immergere nel ginger la matita con cui si vota, il colore del segno sulla scheda non sarà più quello grigio di un tratto di matita, ma sembrerà quello blu di una biro o di un pennarello, quindi il voto sarà annullato.
Ora, credo che le persone che abbiano leccato la matita come ha suggerito Grillo siano poche (lo spero almeno...), ma non vorrei che questa mossa sia stata messa su ad arte dal Beppe nazionale in modo da poter contestare dei voti e gridare al 148° "gombloddo!!!" di questa campagna elettorale. Capisco che il futuro dell'Italia gli interessi poco, ma almeno non prenda in giro chi lo ha sostenuto.
Segnalo infine due cose.
La prima: solo un cretino può pensare che eventuali brogli elettorali (che in Italia non sono mai stati riscontrati nella storia della Repubblica) avvengano nel seggio. Ci sono un presidente, un segretario, quattro scrutatori e i rappresentanti di lista. A Condove, per esempio, ce ne saranno almeno cinque per ogni seggio. Ci vorrebbe un accordo tra tutte queste persone per modificare il voto. Capite anche voi che è impossibile.
La seconda: sono le 11.15 e Grillo non ha ancora votato. Qualcuno dice che non lo farà perchè residente in Svizzera. Vedremo.
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23 febbraio 2013
Se 5 stelle vi sembran poche...
Cliccando qui trovate un breve pezzo che ho scritto per intervistato.com che spiega quello che dovrà fare il Pd da martedì in poi.Perchè martedì il Pd avrà vinto le elezioni.
22 febbraio 2013
Ricordi Beppe, son parole tue.
"Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi.
Arrendetevi.
La vostra stessa presenza è diventata insopportabile.
Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione.
Arrendetevi.
Non potrete dire che non vi ho avvisato".
Ha ragione Pizzarotti
C'è la stessa aria di Parma.Dove il Pd vinse al primo turno, il Movimento 5 Stelle arrivò secondo e il centrodestra si sciolse come neve al sole.
Poi al secondo turno l'M5S prese i voti di tutti quelli che ce l'avevano a morte con il centrosinistra (ricordo che Parma era l'unica città emiliana capoluogo di provincia amministrata dal centrodestra) e vinse.
Pizzarotti è il front man della rivoluzione grillina, del nuovo che avanza, della politica libera dalle regole e lo sa benissimo che alle politiche non c'è il doppio turno.
Lo sa, vero?
18 febbraio 2013
Tante risposte, nessuna domanda
Per le prossime elezioni politiche, fissiamo la regola che i confronti tv si fanno "senza se e senza ma"?Questa cosa tutta italiana che il confronto lo chiede chi è in svantaggio, credendo di recuperare due voti sparandola più grossa che può, è l'ennesima dimostrazione di quanto sia immatura la nostra cultura democratica e di quanto sia sguaiato il mondo dell'informazione.
Ottimo anche Grillo, che prima invita Sky sul suo camper (non ti scomodare eh Beppe...) e poi tira pacco perchè "Ci sono due modi per fare campagna elettorale. Il primo serviti e riveriti nei salotti tv, magari con trasmissioni 'cucite addosso'. Noi preferiamo il secondo: nelle piazze, tra la gente". Qualcuno gli spieghi (anche se lo sa benissimo...) che la condizione di "serviti e riveriti" non è obbligatoria, al massimo è un di più a cui uno può (anzi, deve) rinunciare. Poi è chiaro che "i due modi" non sono in contrapposizione ma complementari. L'unica differenza è che in piazza uno può dire tutto e il contrario di tutto, mentre in tv capita che il giornalista ti faccia anche delle domande (vi ricordate la D'Amico con Berlusconi?). Insomma, rumore di unghie sui vetri da far venir la pelle d'oca a un morto.
Come si fa a credere alle risposte di chi non accetta domande?
15 febbraio 2013
Ultimi giorni di campagna anche a Condove
Non so se lo sapete, ma pare che tra una settimana si vada a votare. Come circolo Pd di Condove allestiremo due banchetti, uno domani mattina, dalle 9.30 alle 12.30, in piazza Martiri della Libertà e uno mercoledì mattina, al mercato, all'angolo tra via Buozzi e via Battisti. Faremo poi un po' di sano "buca a buca" per distribuire del materiale informativo, in modo che tutti sappiano cosa s'impegna a fare il Pd in caso di vittoria.
Non mi faccio grandi illusioni sul voto in valle. So benissimo che il Movimento 5 Stelle sbancherà e che noi stenteremo parecchio. Complice la Tav, e gli eccessi che ci sono stati in questi anni sulla vicenda. Noi comunque la nostra campagna la faremo con il solito entusiasmo e la solita presenza, consci del fatto che in ballo non c'è solo il futuro del nostro territorio (o di un treno) ma il destino di un intero Paese e che le idee del Pd su lavoro, sviluppo, tassazione, istruzione, ecc, ecc possono essere vincenti.
Per questa campagna abbiamo preparato una lettera, che distribuiremo ai banchetti, e una piccola sorpresa che, se passate in piazza, scoprirete da soli :)
10 febbraio 2013
Io la butto lì
Pd tra il 28 e il 30.Movimento 5 Stelle secondo partito, vicino al 20, poco sotto o poco sopra (io credo la seconda).
Pdl, Lega e tutti gli uomini del deficiente intorno al 25/27, con il partito di mister B. al 16/18.
Monti and co. oscillanti. Se gli va bene intorno al 15, se gli va male poco sopra il 10.
Sel appena sopra il 4, Ingroia appena sotto il 4.
Bene Giannino, che magari al 4 arriva anche lui.
A naso (ma soprattutto a "orecchio") secondo me va a finir così.
E poi ci sarà da ridere.
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1 febbraio 2013
#Elezioni2013. Riflessione sul voto utile
Qualche giorno fa ho scritto questo pezzo per Intervistato.com.Provo a mettere in fila due pensieri su questo benedetto voto utile, che come concetto ha un po' stancato ma nella situazione in cui siamo merita una riflessione.
Lo trovate cliccando qui.
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