Alcuni condovesi mi hanno chiesto lumi circa il servizio navetta Condove-Frassi/Laietto.
Ieri ho girato la domanda a Sindaco e maggioranza. Aspettiamo e vediamo che ci dicono.
Condove, 06/10/2011
Al Sindaco
E p.c. ai Capigruppo Consiliari
Oggetto: servizio autobus per Frassinere/Laietto
In
questi giorni ho ricevuto diverse lamentele circa la decisione di
sopprimere la corsa mattutina della linea mercatale che sale da Condove a
Frassinere / Laietto il mercoledì mattina. Pare che questa decisione
sia scaturita dalla scarsa utenza. Mi segnalano in particolare che un
residente di non avrebbe più la possibilità di scendere al mercato di
Condove il mercoledì.
Per comprendere l’iter di questa decisione, chiedo al Sindaco e alla Giunta:
.se essa sia stata concertata con la Comunità Montana, Ente che ha la delega di indirizzo sul trasporto pubblico locale.
.di
quantificare il risparmio derivato dalla medesima, se con esso siano
state attivate altre linee di T.P.L. e se queste insistono sul
territorio condovese.
.come si pensa di far fronte
alle esigenze di una popolazione anziana che, malgrado tutti gli
ostacoli che vengono frapposti, decide di continuare a vivere sulla
nostra montagna.
Il gruppo che rappresento esprime
contrarietà a questa decisione che impoverisce il nostro territorio
montano, toglie servizi ai cittadini e dimostra come, al di là degli
slogan, questa amministrazione non ritiene prioritario investire sui
servizi ai cittadini e sulla valorizzazione della montagna condovese.
Ai sensi della normativa vigente si chiede che l’interrogazione sia inserita all’o.d.g del prossimo Consiglio Comunale
Cordiali saluti.
Per il gruppo consiliare Ascoltare Condove
Jacopo Suppo
24 ottobre 2011
23 ottobre 2011
Il nostro tempo
BOLOGNA
22-33 ottobre 2012
Chi è stato a Bologna lo sa, e chi ha voluto riportarlo lo ha raccontato a chi non c’era: che non si dica che da piazza Maggiore in Bologna, sabato e domenica, non sono uscite idee. Risposte, oltre che proposte, ai problemi degli italiani e all’emergenza che viviamo. Le nostre campagne per Il Nostro Tempo.
Che abbiamo messo nel cartone della pizza, (oltre che sul nostro canale video, che stiamo aggiornando), simbolicamente, ma che molto concretamente ora andremo a consegnare a domicilio: al Partito Democratico, certo, ma soprattutto ai militanti, agli attivisti, a quella società civilissima che può dare, se coinvolta, un contributo decisivo, e attraverso tutti loro a tutti quei cittadini che vorranno ascoltarci. Nella speranza che siano tanti, così come tanti erano in piazza durante il nostro weekend.
Cinque risposte, quindi, in pdf da stampare e far circolare:
1 – Prima gli elettori: primarie libere per la scelta dei parlamentari, in tutti i collegi e con qualsiasi legge elettorale, contro lo scilipotismo e a favore della partecipazione democratica, quella della primavera arancione, per far scegliere ai cittadini chi li rappresenta a Roma, proprio come si scelgono i sindaci.
2 – Con disciplina e onore: una legge feroce contro la corruzione, che cancelli tutti i lodi ad personam di questi anni, la lotta ai conflitti d’interessi ad ogni livello, e nuove forme di trasparente e accessibile rendiconto finanziario degli incarichi politici o comunque determinati dalla politica.
3 – Terra! Suolo bene comune: rivedere i
criteri sugli oneri di urbanizzazione, coinvolgendo i cittadini e
regolando le nuove costruzioni in base alle effettive richieste del
mercato, bloccando le realizzazioni a fine speculativo; vietare l’uso
degli oneri per la parte di spesa corrente dei bilanci degli enti
locali, e fermare le compensazioni monetarie, anche attraverso nuovi
sistemi di controllo. Censire il patrimonio utilizzato, sia quello
produttivo che quello residenziale, e incentivarne l’utilizzo.4 – Il fisco, dai mobili agli immobili: nel Paese primatista della pressione fiscale su chi lavora e produce, nel Paese in cui il mattone è la speculazione più redditizia e meno tassata, bisogna invertire la tendenza: abbassare le tasse sul lavoro con un rimborso contante annuo andando a prenderlo da chi ricava rendita dagli immobili. Inoltre, a proposito del fisco: riduzione delle scritture contabili e semplificazione dei calcoli delle imposte; ampliamento della gamma degli oneri deducibili; emissione e ricezione elettronica di fatture e corrispettivi, e tracciabilità del pagamento di costi deducibili; inversione del rapporto tra Fisco/controllore e contribuente/controllato, con l’assegnazione al Fisco della compilazione di tutte le dichiarazioni dei redditi, dipendenti e autonome.
5 – Per tutte e tutti: superare la condizione di precarietà di questi anni estendendo l’indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori, inclusi i titolari di contratti atipici: si può fare, e va fatto parificando i contributi sociali. Ogni tipo di contratto, subordinato o para-subordinato, dovrà prevedere il versamento dei relativi contributi: si tratta di somme assolutamente contenute e sostenibili per l’impresa.
3 ottobre 2011
Interrogazione n° 1 - MANUTENZIONE AREE VERDI
Voglio condividere con voi un'interrogazione che ho depositato ieri in
Comune. Come molti di voi mi hanno fatto notare, molte aree verdi del
nostro paese sono praticamente inservibili. Erba alta, sporcizia
e incuria spesso la fanno da padrone, dando un'immagine sciatta del
nostro bel Condove ma soprattutto privando tutti noi della possibilità
di usufruire di luoghi la cui manutenzione dovrebbe essere una
priorità.
Condove, 03/10/2011
Al Sindaco
E p.c. ai Capigruppo Consiliari
Oggetto: MANUTENZIONE AREE VERDI
In questi giorni ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di condovesi circa l’incuria in cui versano alcune aree verdi del nostro paese. Ho potuto verificare di persona come le lamentele dei nostri concittadini siano legittime, in quanto in diverse zone la mancanza di decoro è palese e, in alcuni casi, compromette la stessa fruibilità delle aree.
A fronte di questa situazione, vorrei sapere con quale cadenza viene effettuata la pulizia del paese ed il taglio erba ma soprattutto chiedo che venga calendarizzata a breve un’azione decisa per ristabilire il decoro di aree che ad oggi Risultano inservibili, causa sporcizia e assenza di manutenzione.
Tutto ciò si rende urgente in vista dell’imminente Fiera della Toma. Accogliere le migliaia di visitatori che affolleranno Condove tra pochi giorni con il paese in queste condizioni sarebbe una pessimo modo per promuovere l’immagine del nostro comune.
Ai sensi della normativa vigente, chiedo che tale interrogazione venga posta nell’odg del prossimo Consiglio Comunale.
Cordiali saluti.
Per il gruppo consiliare
Ascoltare Condove
Jacopo Suppo
Condove, 03/10/2011
Al Sindaco
E p.c. ai Capigruppo Consiliari
Oggetto: MANUTENZIONE AREE VERDI
In questi giorni ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di condovesi circa l’incuria in cui versano alcune aree verdi del nostro paese. Ho potuto verificare di persona come le lamentele dei nostri concittadini siano legittime, in quanto in diverse zone la mancanza di decoro è palese e, in alcuni casi, compromette la stessa fruibilità delle aree.
A fronte di questa situazione, vorrei sapere con quale cadenza viene effettuata la pulizia del paese ed il taglio erba ma soprattutto chiedo che venga calendarizzata a breve un’azione decisa per ristabilire il decoro di aree che ad oggi Risultano inservibili, causa sporcizia e assenza di manutenzione.
Tutto ciò si rende urgente in vista dell’imminente Fiera della Toma. Accogliere le migliaia di visitatori che affolleranno Condove tra pochi giorni con il paese in queste condizioni sarebbe una pessimo modo per promuovere l’immagine del nostro comune.
Ai sensi della normativa vigente, chiedo che tale interrogazione venga posta nell’odg del prossimo Consiglio Comunale.
Cordiali saluti.
Per il gruppo consiliare
Ascoltare Condove
Jacopo Suppo
4 settembre 2011
Ammazzare il Porcellum si può
Un notaio, una penna e la Prossima Italia, ecco come ammazzare il Porcellum in un colpo solo. Al via il settembre referendario.
Prossima Italia si unisce a una campagna referendaria difficile e al cardiopalma per abbattere la legge porcata.
E’ arrivato il momento di dare una mano come si può e con tutta la forza che si è in grado di mettere in campo per impedire che anche al prossimo giro 946 parlamentari siano nominati dai Partiti.
Il referendum resta l’unica strada ormai percorribile dopo che tutte le altre si sono dimostrate essere vicoli ciechi.
L’11
luglio scorso, il comitato referendario (FirmoVotoScelgo) ha presentato
in Corte di Cassazione due richieste di referendum abrogativo che hanno
per oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del
Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005, n.270.
Entrambi tendono ad abrogare la legge Calderoli.
Lo stesso Romano Prodi firmerà a Bologna perché bisogna ridare la possibilità ai cittadini di contare non solo nella vita quotidiana dei partiti, ma soprattutto quando si vota, perché è in quel preciso istante che si esprime la loro forza.
E’ questo che fa della legge elettorale un tema nient’affatto lontano dalle nostre vite ma che sta a cuore a un’Italia che vuole decidere per il proprio futuro.
La massima influenza dei cittadini si ha con la presenza dei sistemi uninominali di collegio.
Per Prossima Italia è l’occasione giusta anche per parlare a gran voce non solo del ritorno ai collegi uninominali ma anche di primarie dei parlamentari.
Partecipare significa anche unire e rafforzare le persone che fanno parte di questa rete.
Il settembre referendario di Prossima Italia
Pensiamo ad una raccolta firme in tutto il Paese a partire dal fine settimana del 10 ed 11 settembre prossimi, ognuno come può (e dove può) fino al fine settimana seguente (17 e 18 settembre), tenendo presente che le firme vanno rispedite a Roma con i certificati elettorali entro il 20 del mese. Nell’occasione del 10 ed 11 le firme verranno raccolte anche a Roma in occasione della Manifestazione del Popolo Viola “ Piazza Pulita”.Pippo Civati a sua volta si metterà in viaggio con un notaio e raccoglierà le firme, con tutti noi.
Come partecipare e raccogliere le firme.
Chiunque sia intenzionato a fare una raccolta firme nel proprio Comune può scrivere a prossimaitalia@gmail.com, o telefonare al numero 331-3005081. Chi ci contatterà da città in cui già si stanno organizzando gruppi locali di Prossima Italia sarà messo in contatto con questi ultimi; a tutti gli altri daremo indicazioni, per l’organizzazione della raccolta, a proposito dei tempi tecnici per la vidimazione, per richiedere i permessi e per trovare un autenticatore delle firme.Il nostro compito è quello di aiutare a raggiungere l’obiettivo delle 500.000 firme associando alla raccolta l’adesione alla campagna di Prossima Italia per le primarie dei parlamentari.
Proviamoci, in fondo è quello che Prossima Italia chiede da mesi : una firma può essere il primo passo per aprire le porte del palazzo e far entrare aria pulita.
www.prossimaitalia.it
Prossima Italia si unisce a una campagna referendaria difficile e al cardiopalma per abbattere la legge porcata.
E’ arrivato il momento di dare una mano come si può e con tutta la forza che si è in grado di mettere in campo per impedire che anche al prossimo giro 946 parlamentari siano nominati dai Partiti.
Il referendum resta l’unica strada ormai percorribile dopo che tutte le altre si sono dimostrate essere vicoli ciechi.
L’11
luglio scorso, il comitato referendario (FirmoVotoScelgo) ha presentato
in Corte di Cassazione due richieste di referendum abrogativo che hanno
per oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del
Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005, n.270.Entrambi tendono ad abrogare la legge Calderoli.
Lo stesso Romano Prodi firmerà a Bologna perché bisogna ridare la possibilità ai cittadini di contare non solo nella vita quotidiana dei partiti, ma soprattutto quando si vota, perché è in quel preciso istante che si esprime la loro forza.
E’ questo che fa della legge elettorale un tema nient’affatto lontano dalle nostre vite ma che sta a cuore a un’Italia che vuole decidere per il proprio futuro.
La massima influenza dei cittadini si ha con la presenza dei sistemi uninominali di collegio.
Per Prossima Italia è l’occasione giusta anche per parlare a gran voce non solo del ritorno ai collegi uninominali ma anche di primarie dei parlamentari.
Partecipare significa anche unire e rafforzare le persone che fanno parte di questa rete.
Il settembre referendario di Prossima Italia
Pensiamo ad una raccolta firme in tutto il Paese a partire dal fine settimana del 10 ed 11 settembre prossimi, ognuno come può (e dove può) fino al fine settimana seguente (17 e 18 settembre), tenendo presente che le firme vanno rispedite a Roma con i certificati elettorali entro il 20 del mese. Nell’occasione del 10 ed 11 le firme verranno raccolte anche a Roma in occasione della Manifestazione del Popolo Viola “ Piazza Pulita”.Pippo Civati a sua volta si metterà in viaggio con un notaio e raccoglierà le firme, con tutti noi.
Come partecipare e raccogliere le firme.
Chiunque sia intenzionato a fare una raccolta firme nel proprio Comune può scrivere a prossimaitalia@gmail.com, o telefonare al numero 331-3005081. Chi ci contatterà da città in cui già si stanno organizzando gruppi locali di Prossima Italia sarà messo in contatto con questi ultimi; a tutti gli altri daremo indicazioni, per l’organizzazione della raccolta, a proposito dei tempi tecnici per la vidimazione, per richiedere i permessi e per trovare un autenticatore delle firme.Il nostro compito è quello di aiutare a raggiungere l’obiettivo delle 500.000 firme associando alla raccolta l’adesione alla campagna di Prossima Italia per le primarie dei parlamentari.
Proviamoci, in fondo è quello che Prossima Italia chiede da mesi : una firma può essere il primo passo per aprire le porte del palazzo e far entrare aria pulita.
www.prossimaitalia.it
2 settembre 2011
La rosa dei venti (quello valsusino poi tira da matti..)
LA ROSA DEI VENTI E IL NOME DELLA ROSA
Parte da un bel dibattito con Enrico Rossi a Torino e con un incontro in Valsusa il lavoro di indagine sui movimenti che attraversano la politica italiana, indagine che avevamo annunciato ad Albinea e che abbiamo deciso di chiamare La rosa dei venti: un'indagine, una mappa e un vero e proprio confronto con chi si muove nel nostro Paese per muoverci, a nostra volta, in modo più consapevole, critico e partecipato.
Ne avevamo scritto nel Libretto arancione:
Il vento non è generico. Il vento soffia in una direzione precisa. Quella del cambiamento. Il vento è una forza della natura, e come tale va rispettato. Ascoltato. Imbrigliato, se possibile: per prendere il largo, e per non farsi travolgere.
Si deve partire in ricognizione, guidati da una rosa dei venti che è anche una mappa dei movimenti che stanno attraversando il Paese, per analizzare le proposte e cercare di dare ad esse compiuta rappresentanza nel programma di governo del centrosinistra.
Il vento può diventare bufera, se la politica continuerà a sottovalutare l’indignazione che lo accompagna, o soffiare invano, se non si predisporranno quei mulini a vento necessari per raccogliere tutta questa energia rinnovabile.
Il vento, poi, può soffiare nel Pd, storicamente attraversato da correnti che lasciano dietro di sé un’aria viziata e scie politiche non sempre salutari. E il modo migliore per catturarlo nelle sue vele è di aprirsi alla bella stagione che soffia alle porte, quella della partecipazione, con il ricorso alle primarie per scegliere i parlamentari e la consultazione più ampia possibile degli elettori su tutte le questioni politiche.
Il vento, ancora, sposta le cose, e noi proveremo a spostare le tasse dal lavoro alle rendite, con soluzioni puntuali e analitiche. Rendendo gli immobili più mobili e premiando questi ultimi, per anni troppo trascurati e penalizzati dalle politiche di governo.
Il vento, infine, va riconosciuto: sia quando da Nord soffia una tramontana non leghista (o non più tale), sia quando da Sud lo scirocco può portare con sé qualcosa di buono, e non solo l’immagine decadente di un Mezzogiorno che non ha speranza.
Eccoci qui, allora. A Condove. La Valsusa è terra di eresie. Di
scontri che nascondono le ragioni. Di cose che non ci hanno raccontato.
Di mediazioni che ci sono state, ma solo per un po', per poi franare. Di
progetti comprensibili e seri, come il Fare, che la politica ha messo da parte, anzi, proprio omesso e che certamente potrebbe cambiare le cose.
Troneggia la Sacra di San Michele, lassù in cima. E viene in mente Il nome della rosa, guarda un po', a noi che siamo alle prese con la rosa dei venti. Che non c'entra, ma c'entra, con tutta questa storia.
La storia è talmente lunga, che si fa fatica a tenerla tutta a mente. La valle degli eretici è costata molto cara a Mercedes Bresso, che si lanciò in uno spericolato comitato Sì Tav, in piena campagna elettorale. E perse di pochissimo. Un pugno di voti. Un borgo nella valle maledetta.
A qualcuno viene in mente la Bell'Alda, che si lanciò dalla Torre, per scappare dai nemici che volevano usarle violenza, e si salvò. Grazie alla Vergine e a San Michele. Solo che poi, ci riprovò, per vanità o forse soltanto per verificare se il suo era un potere che si poteva rinnovare. Ma il 'mandato' non fu rinnovato, e la Bell'Alda, al secondo tentativo, precipitò.
Qui è storia di comitati e di cittadini, di picchetti, di proteste, di forzature e di violenza. Ma è anche storia di amministratori seri, esperti, che spiegano le cose e che si interrogano quotidianamente. Si chiedono come debbano essere costruiti i rapporti tra la politica nazionale e quella locale, e si chiedono se ci sia un ordine delle priorità, una valutazione seria dei costi e delle opportunità, qualcosa che possano spiegare ai loro concittadini.
La valle schiaccia questi fronti, li comprime, e in mezzo ci sono proprio i municipi dei piccoli Comuni, che hanno avuto, recentemente, altri motivi per lamentarsi e per recriminare.
Sarebbe il caso che la politica nazionale, attraverso i suoi rappresentanti più autorevoli, li volesse incontrare di nuovo. Dopo tanto tempo. E volesse starli ad ascoltare. Perché qui non è un dibattito tra innovazione e conservatorismo, come troppo spesso ci è stato rappresentato. E non ci sono solo le folle in rivolta, ma domande da evadere. E c'è un'idea di Europa da articolare nella sua complessità, perché quel tunnel è comunque troppo stretto per farcela passare.
Come ha scritto una volta, Jacopo Suppo, che ci ha invitati ieri a Condove:
In oltre vent’anni i protagonisti della storia dell’alta velocità/capacità sono stati molti. L’unica assente ingiustificata è stata la politica, che non ha saputo dare risposte alle domande legittime di un territorio che ha sempre soltanto chiesto di “contare” all’interno di un percorso che lo vede protagonista. Questa ostinata volontà di non volersi confrontare ha portato a una contrapposizione radicale tra il fronte del SI e quello del NO e ha caricato di significati un problema che, prima ancora che politico, è tecnico. A oggi, dopo vent’anni di discussioni, proclami, commissioni e scontri, in valle non è ancora stata posata una traversina, a dimostrazione che la 'strategicità' di questa nuova linea ferroviaria, sbandierata da più parti, è un teorema ancora tutto da dimostrare.
Da dimostrare c'è parecchio, in Valsusa. E in gioco, prima ancora dei rapporti tra partiti e movimenti, tra politica e società civile, c'è la possibilità di ricostruire le relazioni interne alla politica stessa, perché i protagonisti di questa storia hanno perso vent'anni. E le parole per raccontarne la trama. Metterle in fila, perché siano comprese, potrebbe essere di straordinaria utilità.
Perché è proprio un problema di collegamenti. Risolverlo è la prima grande opera da realizzare, intorno alla vecchia ferrovia. Nell'antica valle e nella prima capitale del Regno, così lontana, così vicina.
http://www.ciwati.it/2011/09/01/1322/
Parte da un bel dibattito con Enrico Rossi a Torino e con un incontro in Valsusa il lavoro di indagine sui movimenti che attraversano la politica italiana, indagine che avevamo annunciato ad Albinea e che abbiamo deciso di chiamare La rosa dei venti: un'indagine, una mappa e un vero e proprio confronto con chi si muove nel nostro Paese per muoverci, a nostra volta, in modo più consapevole, critico e partecipato.
Ne avevamo scritto nel Libretto arancione:
Il vento non è generico. Il vento soffia in una direzione precisa. Quella del cambiamento. Il vento è una forza della natura, e come tale va rispettato. Ascoltato. Imbrigliato, se possibile: per prendere il largo, e per non farsi travolgere.
Si deve partire in ricognizione, guidati da una rosa dei venti che è anche una mappa dei movimenti che stanno attraversando il Paese, per analizzare le proposte e cercare di dare ad esse compiuta rappresentanza nel programma di governo del centrosinistra.
Il vento può diventare bufera, se la politica continuerà a sottovalutare l’indignazione che lo accompagna, o soffiare invano, se non si predisporranno quei mulini a vento necessari per raccogliere tutta questa energia rinnovabile.
Il vento, poi, può soffiare nel Pd, storicamente attraversato da correnti che lasciano dietro di sé un’aria viziata e scie politiche non sempre salutari. E il modo migliore per catturarlo nelle sue vele è di aprirsi alla bella stagione che soffia alle porte, quella della partecipazione, con il ricorso alle primarie per scegliere i parlamentari e la consultazione più ampia possibile degli elettori su tutte le questioni politiche.
Il vento, ancora, sposta le cose, e noi proveremo a spostare le tasse dal lavoro alle rendite, con soluzioni puntuali e analitiche. Rendendo gli immobili più mobili e premiando questi ultimi, per anni troppo trascurati e penalizzati dalle politiche di governo.
Il vento, infine, va riconosciuto: sia quando da Nord soffia una tramontana non leghista (o non più tale), sia quando da Sud lo scirocco può portare con sé qualcosa di buono, e non solo l’immagine decadente di un Mezzogiorno che non ha speranza.
Eccoci qui, allora. A Condove. La Valsusa è terra di eresie. Di
scontri che nascondono le ragioni. Di cose che non ci hanno raccontato.
Di mediazioni che ci sono state, ma solo per un po', per poi franare. Di
progetti comprensibili e seri, come il Fare, che la politica ha messo da parte, anzi, proprio omesso e che certamente potrebbe cambiare le cose.Troneggia la Sacra di San Michele, lassù in cima. E viene in mente Il nome della rosa, guarda un po', a noi che siamo alle prese con la rosa dei venti. Che non c'entra, ma c'entra, con tutta questa storia.
La storia è talmente lunga, che si fa fatica a tenerla tutta a mente. La valle degli eretici è costata molto cara a Mercedes Bresso, che si lanciò in uno spericolato comitato Sì Tav, in piena campagna elettorale. E perse di pochissimo. Un pugno di voti. Un borgo nella valle maledetta.
A qualcuno viene in mente la Bell'Alda, che si lanciò dalla Torre, per scappare dai nemici che volevano usarle violenza, e si salvò. Grazie alla Vergine e a San Michele. Solo che poi, ci riprovò, per vanità o forse soltanto per verificare se il suo era un potere che si poteva rinnovare. Ma il 'mandato' non fu rinnovato, e la Bell'Alda, al secondo tentativo, precipitò.
Qui è storia di comitati e di cittadini, di picchetti, di proteste, di forzature e di violenza. Ma è anche storia di amministratori seri, esperti, che spiegano le cose e che si interrogano quotidianamente. Si chiedono come debbano essere costruiti i rapporti tra la politica nazionale e quella locale, e si chiedono se ci sia un ordine delle priorità, una valutazione seria dei costi e delle opportunità, qualcosa che possano spiegare ai loro concittadini.
La valle schiaccia questi fronti, li comprime, e in mezzo ci sono proprio i municipi dei piccoli Comuni, che hanno avuto, recentemente, altri motivi per lamentarsi e per recriminare.
Sarebbe il caso che la politica nazionale, attraverso i suoi rappresentanti più autorevoli, li volesse incontrare di nuovo. Dopo tanto tempo. E volesse starli ad ascoltare. Perché qui non è un dibattito tra innovazione e conservatorismo, come troppo spesso ci è stato rappresentato. E non ci sono solo le folle in rivolta, ma domande da evadere. E c'è un'idea di Europa da articolare nella sua complessità, perché quel tunnel è comunque troppo stretto per farcela passare.
Come ha scritto una volta, Jacopo Suppo, che ci ha invitati ieri a Condove:
In oltre vent’anni i protagonisti della storia dell’alta velocità/capacità sono stati molti. L’unica assente ingiustificata è stata la politica, che non ha saputo dare risposte alle domande legittime di un territorio che ha sempre soltanto chiesto di “contare” all’interno di un percorso che lo vede protagonista. Questa ostinata volontà di non volersi confrontare ha portato a una contrapposizione radicale tra il fronte del SI e quello del NO e ha caricato di significati un problema che, prima ancora che politico, è tecnico. A oggi, dopo vent’anni di discussioni, proclami, commissioni e scontri, in valle non è ancora stata posata una traversina, a dimostrazione che la 'strategicità' di questa nuova linea ferroviaria, sbandierata da più parti, è un teorema ancora tutto da dimostrare.
Da dimostrare c'è parecchio, in Valsusa. E in gioco, prima ancora dei rapporti tra partiti e movimenti, tra politica e società civile, c'è la possibilità di ricostruire le relazioni interne alla politica stessa, perché i protagonisti di questa storia hanno perso vent'anni. E le parole per raccontarne la trama. Metterle in fila, perché siano comprese, potrebbe essere di straordinaria utilità.
Perché è proprio un problema di collegamenti. Risolverlo è la prima grande opera da realizzare, intorno alla vecchia ferrovia. Nell'antica valle e nella prima capitale del Regno, così lontana, così vicina.
http://www.ciwati.it/2011/09/01/1322/
31 agosto 2011
Condividiamo il cambiamento. Tutti insieme.
Condove
31 agosto 2011
Le cose maturano. La primavera ha visto il protagonismo dell’ambiente, del web, dei giovani e delle donne, tutto quello che in questi lunghi anni non avevamo avuto la fortuna di vedere, se non in piccoli circuiti, spesso chiusi e dimenticati dai grandi media.
Le cose maturano spesso a prescindere dalla
politica istituzionale e si rivolgono ad essa con una grande domanda di partecipazione e una straordinaria richiesta di ascolto, di attenzione e di misura. Di politica, insomma.
Vogliamo discutere di tutto questo, del futuro del nostro paese e del Pd insieme a Pippo Civati (Cons.Reg.Lombardia) e Ilda Curti (Ass. Comune di Torino), protagonisti odierni e "prossimi" del Pd che vorremmo.
Per passare dalla "rottamazione" alla motorizzazione (civile, s'intende)
31 agosto 2011
Le cose maturano. La primavera ha visto il protagonismo dell’ambiente, del web, dei giovani e delle donne, tutto quello che in questi lunghi anni non avevamo avuto la fortuna di vedere, se non in piccoli circuiti, spesso chiusi e dimenticati dai grandi media.
Le cose maturano spesso a prescindere dalla
politica istituzionale e si rivolgono ad essa con una grande domanda di partecipazione e una straordinaria richiesta di ascolto, di attenzione e di misura. Di politica, insomma.
Vogliamo discutere di tutto questo, del futuro del nostro paese e del Pd insieme a Pippo Civati (Cons.Reg.Lombardia) e Ilda Curti (Ass. Comune di Torino), protagonisti odierni e "prossimi" del Pd che vorremmo.
Per passare dalla "rottamazione" alla motorizzazione (civile, s'intende)
31 luglio 2011
Operazione Telepass
Operazione Telepass: dalla rottamazione alla motorizzazione (civile)
News da jacopo suppo
La vicenda che in questi giorni ha investito Penati, e con lui
tutto il Pd, dovrebbe servire al gruppo dirigente del partito e a tutti
i suoi iscritti per aprire una discussione seria e rigorosa, cercando
di evitare una difesa d’ufficio tout-court (vedi class action) che
rischia solo di trasformarsi in un boomerang, considerato che le
indagini sono agli inizi.Ma c’è di più. A mio avviso questa vicenda tocca due questioni che in questo paese non sono più rimandabili. Una è il rapporto tra affari e politica, l’altra, sembrerà strano, è quello del rinnovamento della classe dirigente. E mettiamoci in testa una cosa. Sono questioni che ci toccano da vicino, perché le ripercussioni reali ce le becchiamo tutte noi comuni cittadini.
Parlando di rapporti tra affari e politica, è chiaro che, al di là del caso Penati e delle presunte illegalità, c’è un problema di trasparenza grosso come una casa. Un esempio su tutti che mi tocca da vicino. Com’è possibile che in Francia costruire un chilometro di Alta Velocità ferroviaria costi 16,6 milioni di euro, mentre in Italia 62?
È indubbio che chi amministra i territori o fa politica a livello nazionale abbia dei rapporti consolidati con ambienti economico-finanziari. E ci mancherebbe altro. Senza questa connessione la politica sarebbe un ramo secco, incapace di rappresentare dei pezzi importanti del sistema produttivo e di governare la società e le sue dinamiche in maniera credibile. In Italia però, questo rapporto è da sempre propenso alla commistione tra gli interessi economici e quelli dei politici e della politica. Sarà che l’Italia è da sempre il paese dove le relazioni contano più della trasparenza, dove le amicizie contano più del merito e dove, spesso, l’avversità a questi fenomeni si ferma all’indignazione.
Con una situazione del genere non c’è da stupirsi se la politica, e i partiti in particolare, godono di un discredito sempre più dilagante.
E qui che sta la questione del rinnovamento della politica. Questo passaggio è inevitabile per rompere legami ultradecennali, equilibri corporativi, meccanismi di autoconservazione che hanno bloccato il paese e lo stanno portando a fondo. Senza questo cambiamento radicale (e reale, non fatto dai cooptati o da quelli in fila) siamo destinati a un declino sempre più rapido. La prossima Italia passa, come dice Pippo Civati (e lo so che inizio a diventare monotono, ma a dir cose serie sembra rimasto solo lui…), dalla volontà di passare all’azione, dal passare dalla “rottamazione alla motorizzazione civile”, di farsi interpreti con azioni concrete di quel “vento che cambia” che sta diventano un tornado.
La prima proposta è quella di invitare tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti del Pd e del centrosinistra a mettere una semplice firma. Quella per chiedere che anche i parlamentari vengano scelti attraverso le primarie, per ridare un briciolo di dignità, di autorevolezza e di legittimazione a un Parlamento fatto di nominati. Facendo così riattiveremo la partecipazione popolare, metteremo in campo energie nuove, sbloccheremo una politica che non rappresenta quasi più nessuno.
Un’operazione “Telepass” insomma, aperta a tutti quelli che hanno voglia di saltare la coda e mettersi in gioco. Per loro, per il Pd, per tutti noi.
http://www.prossimaitalia.it/news/1294/operazione-telepass-dalla-rottamazione-alla-motorizzazione-civile/
Iscriviti a:
Post (Atom)
